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La mia vita a NRU-State [5]

TimeSplitters 2, pure su GameCube
TimeSplitters 2, pure su GameCube

Una puntata piena piena di poca roba. Non avendo ancora deciso come procedere (coprire tutti e ottanta i numeri in cui ho vissuto in provincia di NRU è impossibile e noioso) e di quali uscite scrivere, per ora si procede all’incirca a casaccio. Per esempio, diciamo che arriviamo ai primi dieci e vediamo che succede dopo. E con questo quinto, amabile, episodio, arriviamo proprio al numero dieci. Ri-avverto: c’è poco di davvero sugoso. Si fa un po’ per effetto Wikipedia. Buona lettura.


NRU 7: pedana metallica
NRU 7: pedana metallica

NRU #7, dicembre ’02

La copertina, che viene facile partire da lì: una bella testata metallica, perché (ormai è storia trita), ai tempi si poteva giocare amabilmente con le testate Nintendo. I riflettori sono per TimeSplitters 2, che personalmente credo di non aver toccato nemmeno con un bastone, ma il successo del primo episodio per PlayStation 2 era ancora fresco nell’aria, quindi, insomma… E poi erano pur sempre gli ex-Rare, quindi c’era l’aggrappo facile per lo strillo sulla rivista Nintendo. Che infatti compare puntuale.
E sempre rimanendo in Inghilterra: l’apertura delle notizie è dedicata proprio al legendary divorce, quello tra Nintendo e Rare. Trust si permette addirittura un “Conker, Banjo, Joanna… grazie di tutto, ci mancherete” ai piedi dell’editoriale. Ci stava. Tempo tre anni e avrebbe iniziato a rigiocarseli da un’altra parte (anzi, tempo un paio d’anni, dato per buono Conker Reloaded o come si chiamava…). Il numero non è poi propriamente ricchissimo: tra le anteprime va segnalata perlomeno quella di Phantasy Star Online, un altro approfondimento su Animal Crossing (questa volta di Ugo, dato che si parla dello storico Boo-Rino), c’è spazio anche per Wind Waker (“Nuove Immagini”!) e soprattutto c’è Metroid Fusion (ma ancora non giocato).

Santi numi, uno si distrae un attimo e si scorda che era il numero della recensione di Eternal Darkness, ai tempi un vero virus tra i tre della redazione: amore psicopazzo allo stato purissimo. Prende nove, firma (non firma, ma si fa per dire) sempre Surgo. Sega Soccer Slam era roba mia. E a me il gioco piaceva per davvero, pensate quel che volete e poi imbustate e portatevelo a casa. La rece di di Bomberman “Noia” Generation dovrebbe invece essere del Babich, ma non ci giurerei. Santa polenta! C’è anche Doshin the Giant, strepitoso! Il benevolo gigante giallo! Ci eravamo puppati quella padella di schifo ribollente invece di Animal Crossing, noi europei. Poi però gliel’abbiamo fatta vedere con il moderno cambio Euro-Dollaro. Chi ride ora, dannati statunitensi?

Tra le rubriche: la Star del Mese è Yoshi, giusto per fare l’accoppiata con il posterone (Yoshi’s Island), mentre Shy Guy si occupa addirittura del Satellaview. Roba per gente che ne sa. Boo si trastulla con Koopa Troopa come Boss del Mese e… e nell’Amo Nintendo di chiusura debutta Ingrid Santovà, la strepitosa mamma sforna torte da competizione. Si presenta con una creazione a tema Yoshi, aiutandoci anche a mantenere teso quel minuscolo filo rosso di cui sopra.


Cose che forse non sapevate…

  • La foto nell’editoriale non segue la classica storiella del “Ugo fa il cattivo, Mattia il buono, Anna la bona”. Nel senso che Ugo non sta facendo il cattivo, anche se prova con una smorfia a tirar fuori un’espressione minacciosa. Invece sembra un pedofilo che cerca il crack. Pessimo.
  • Per giocare a Phantasy Star Online avevo fatto all’incirca i salti mortali con la linea Fastweb che avevo a casa, il GC e il gioco giapponesi, l’adattatore di banda larga e un test col modem in redazione, se non ricordo male. Belle cose. Ai tempi, oltretutto, PSO sarà il gioco che porterà il GC online prima di Xbox e PlayStation 2 (in Europa), incredibile. Pensavamo fosse un presagio, invece era già tutto finito. :D
  • Se la memoria mi assiste, Nintendo ci fece sapere in qualche modo (o era stato Ma.? Babich lo sa…) che il doppiatore di Doshin the Giant era tipo un camionista friulano, roba del genere. Chiunque abbia assistito allo scempio, ora avrà tutte le risposte che l’hanno assillato per secoli. In redazione la battuta del “benevolo gigante giallo” è stata mantenuta in vita per anni, naturlamente.

NRU 8: puccettino pelosotto
NRU 8: puccettino pelosotto

NRU #8, Natale ’02

Allora, s’era detto di Rare fuori dalle bolas. E infatti così è: copertina e recensione per StarFox Adventure e i deviati del collect-a-thon se ne vanno in zona Xbox. Intanto compare in copertina un bel bollo rosso “Grande Concorso! Vinci un GBA!”: nell’editoriale Trust si lamenta. A ragione, perché in palio c’è anche un GBA firmato da Miyamoto, che abbiamo dovuto elargire a un lettore invece di tenerci stretto stretto. Crudeli lettori. Le anteprime si aprono con la prova provata di Rayman 3 Hoodlum Havoc (per cui vi rimando al “Cose che non sapevate”), più avanti c’è Star Wars la Guerra dei Cloni: non esattamente un giocone, ma l’articolo (tradotto) era del Toniutti. Prima e ultima apparizione dello scansafatiche romano (perdonatemi la ripetizione).

Ma arriviamo alla roba serie, le recensioni. StarFox Adventures è opera di Carletto “AirFocaccia” Barone. E’ lui che gli ha messo otto e, nel tempo, abbiamo saputo farglielo pesare il giusto. Dato che il gioco è di una noia epocale. Per il resto c’è una mezza slavina di fuffa, tranne The Mummy per GBA che era stato sviluppato dagli studi Ubisoft di Milano e insomma, vabbé, così per dire. Identico discorso per Tomb Raider (sempre GBA), subito dietro alla mummia di prima. Il mio oscar del mese va al miracoloso Street Fighter Alpha 3 per GBA, la cui EPROM è tuttora infilata in un Game Boy Micro in zona bagno. Funziona alla grande. Delle rubriche è giusto citare perlomeno Super Family Gerende come “Gioco di Classe”: scelto da Babichan e scritto da Babichan, nessuno sapeva fosse neanche mai esistito.


Cose che forse non sapevate…

  • Nella foto dell’editoriale Ugo sta per davvero tirando un CalcioneInCulo al dinosauretto. Se non fosse stato per i ruoli, avremmo fatto tutti la ola.
  • Per provare Rayman 3 ero andato a Parigi, in qualità di appassionato di Rayman. Il solito press tour che finché ti fanno vedere il gioco, tutto bene. Poi però decidono che devono farti fare le cose pazze e allora è un fastidio che metà ne basta. In quel caso avevano ben deciso di portarci in un circo e farci insegnare qualcosa dagli omini circensi. Odio profondamente il circo e tutto ciò che gli gravita attorno, quindi con un paio d’altri giornalisti italiani ero riuscito nell’intento di sabotare qualsiasi “fichissima” attività proposta, per l’odio dei PR. Per questo il riquadro “Sparati a Parigi” nell’articolo può essere letto tranquillamente con l’accento sulla seconda “a” (e ci si riferisce al cannone da circo), ma soprattutto andrebbe letta con l’accento sulla prima “a” (dedicata a chi ha avuto l’ideona dell’attività extra curriculare).
  • Durante la lavorazione del numero era finalmente arrivata in redazione la versione Debug del GameCube. Quella con cui provare i giochi in versione stampa insomma. A portarla un ometto arrivato dalla sede europea (Francoforte) di Nintendo, con una valigetta che adoro ricordare ammanettata all’ometto stesso. Non assicuro che fosse realmente ammanettata, ma mi piace crederlo.

NRU 9: il visore bellissimo
NRU 9: il visore bellissimo

NRU #9, gennaio ’03

Oh! Il numero nove era stato un bel numero. Motivo 1: perché si apre con la notizia dell’annuncio dei “favolosi cinque” di Capcom. I cinque titoli promessi solo al GameCube, che ai tempi parevano quasi tutti roba da sturbo. Come la storia ci ha insegnato, sarebbe stato meglio non farsi troppi castelli in aria. I giochi naturalmente erano: Resident Evil 4 (PS2, PC), Viewtiful Joe (PS2), Killer7 (PS2), PN03 (unica esclusiva sopravvissuta) e Dead Phoenix (che ha tenuto fede alla prima parte del nome).

Intanto, in attesa della versione giapponese di Zelda: Wind Waker (che sarebbe arrivata mentre il numero era già verso le edicole), Trust si ritagliò due splendide pagine per creare una sorta di collage delle nuove foto e delle nuove informazioni sul gioco. Belle cose, davvero. Ma molto eh! Comunque, c’è anche lo specialone monografico su Samus (Babich). Già, perché era il numero “vogliamo bene a Samus Aran”. Si continua infatti con l’anteprima giocatissima di Metroid Prime (versione USA, credo sia di proprietà Laviano) e la recensione di Metroid Fusion (se non ricordo male era mia), poi Star e Boss del Mese e “Io Amo Nintendo”. Ci voleva.

Inutile segnalare altro, passiamo anche sotto semi silenzio l’anteprima di Resident Evil Zero (basata sulla versione USA, giocato e quasi finito in casa dal sottoscritto e la Leanza, che ancora spacca gli zebedei perché siamo andati vicinissimi alla conclusione senza arrivarci. Un mio marchio di fabbrica).


Cose che forse non sapevate…

  • Quell’idiota di Babettochan era riuscito a compilare una bellissima introduzione allo speciale di Metroid che finiva citando i padri pellegrini. E’ stata segata e lui è stato preso in giro per almeno cinque anni. Ma probabilmente viene e si prende tuttora in giro per lo stesso motivo.
  • Sempre nello speciale di Metroid: quella roba stramba che si vede all’estremità esterne delle pagine sono le “porte” classiche dei Metroid 2D. L’idea era di dare la sensazione di passaggio da una pagina all’altra, ma non è che in effetti si capisse un granché.

Nota: si vede che mi sono rotto e non ho fatto il numero 10? Si vede.

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

elisa
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Sì, la storiaccia di Resident Evil 0 la trascino ancora. Anche perché, se non erro, c’è dietro del torbido. Ovvero: avevamo iniziato a giocarlo tutti felici (io, almeno.), poi ci siamo distratti un attimo e SBAM! a mia insaputa ti arriva da correggere tutta la soluzione del gioco in redazione.
Comprensibilmente, la tua voglia di finirlo raggiunge lo zero assoluto.
La cosa non comprensibile, è che tutte le volte che mi mettevo a frignare “Giochiamo? Eddai!” ti inventavi una scusa.
La verità salto fuori qualcosa come due anni dopo quando, al mio ennesimo rinfacciarti la faccenda, te ne uscisti con “Ma basta, checcazzo, non me lo volevo giocare perché avevo letto la soluzione, santa polenta”.

Ecco.

E comunque sono abbastanza sicura che la faccenda dei padri pellegrini sia andata in stampa, se non in quel numero in un altro.

zzavettoni
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No guarda, credo proprio fosse un’altra delle scuse a caso. :D

elisa
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Ecco, vedi?

Annina
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Matti la rece di Metroid Fusion era tua e sono stata testiomone del fatto che almeno questo gioco tu l’abbia finito davvero! INCREDIBILEEEE!

Rigurado ai “padri pellegrini” io ricordo un foglio appeso in redazione con la citazione completa che è rimasto affisso per molto tempo… Secondo me se chiediamo a Babichan si ricorda ancora la frase esatta, ne andava così fiero.

Il Matte
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mi sa che il pezzo del babich l’avete messo (magari non integrale,) perchè sul numero di metroid ricordo molto bene citazioni ed allusioni varie sul perchè gli americozzi amano metroid in quanto gli richiama i padri pellegrini, la frontiera ed i viaggi in acido (del babich).
gran bel numero tra l’altro e fusion l’ho adorato. ricordo ancora che nella rece ci hai pure infilato un immagine ultraspoiler al rovescio. XD

zzavettoni
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Annina: ecco, diciamole le cose in giro. Ma se tutto va bene dovresti ricordarti anche di quando ho ucciso Ripley a Metroid Prime. Ero in redazione e ho quasi sfasciato la scrivania su cui c’era la TV. :P

Matte: la frase esatta e l’intro totale non era stata pubblicata, non in quella occasione perlomeno. Ma forse, dopo, bo’…

Annina
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E’ vero! Confermo anche questa di Prime! Ma sono l’unica testimone al mondo?

zzavettoni
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Annina: credo ci fosse in giro anche Ugo, ma mi fido di più dell’Annina. :P

Bisboch
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Trovato l’originale incensurato.
Milano, 10 gennnaio 2003.

Se il Famicom Disk System può spiegare gli inizi incerti della saga in patria, certo non spiega molto sul successo oltreoceano. La ragione va forse cercata nelle analogie tra il concept di gioco e lo storico spirito esplorativo degli yankee, che, pezzo dopo pezzo, hanno esplorato e conquistato un continente pieno di asperità facendolo proprio (purtroppo invece degli alieni hanno eliminato i nativi, ma questa è un’altra storia). Oppure nella mentalità aperta, nel possibilismo insegnato dal Grande Sogno Americano: chiunque ha la chance di agire nel mondo e di trovare la propria strada, in antitesi alla società giapponese dove la “walk of life” è fin troppo segnata da costrizioni che la rendono estremamente lineare. Metroid è un’astrazione della non linearità della vita, ricontestualizzata in una dimensione eroica che rimanda alla Frontiera dei Padri Pellegrini, ovvero a Star Trek (“Spazio, ultima frontiera”), ovvero, anche in termini estetici, ad Alien. Il film di Ridley Scott getta anche le basi per la cupa ambientazione, e per la sorpresa che attendeva coloro che completavano il primo episodio: Samus il “cacciatore” di taglie, oltre l’impenetrabile cyber-suit, è in effetti una donna, una splendida Sigourney Weaver digitale, in grado di tener testa da sola a un’intera generazione, quella degli anni Ottanta, machista, dominata da Stallone e Schwarzenegger. Samus non ha bisogno di mostrare il decolleté per ottenere l’attenzione né del giocatore né (BLAM!) degli avversari. E, alla faccia dei colleghi videoludici del sesso forte, già nell’86 poteva sparare verso l’alto oltre che lateralmente, innovazione assoluta nei platform dell’epoca.

MIODDIO. Scritto pure da cani, e dire che mi ero laureato da ormai tre anni e avrei dovuto aver perso già un bel po’ della tipica spocchia accademica!!!
Notare l’uso agghiacciante dell’”ovvero”. Altro che censura: la redazione ha reso potabile un testo velleitario e poco elegante… Ho imparato molto, da them pilgrim fathers.

zzavettoni
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Barbie: grande :)
E bentornato tra noi bestie slaureate.

giopep
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Adesso capisco perché Mattia non rilegge i suoi scritti e li butta fuori pieni di sviste: è stremato dal dover rileggere & correggere questi cumuli di merdaglia. Bravo Babich, complimenti.

zzavettoni
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gio: “dovevo”, ora non più, tutti gli errori sono solo per scazzo da rilettura.

giopep
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Lo so che “dovevi”, il problema è che sei rimasto segnato.

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