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If you need some fun Some good stereo gum Radio #1
Arkedo Series #2: Swap!
“La formula di Arkedo per conquistare il mondo è semplice: tanta pazienza”. I cinque componenti del team parigino sanno il fatto loro e a dimostrarlo è anche l’abilità nel comporre i comunicati stampa. Di solito una noia di sparate asettiche, tanto banali da richiedere il conio di un termine tutto nuovo (“blurb”), in questo caso una precisa sequela di veloci riflessioni, battute accennate e informazioni utili. Swap! è il secondo titolo della serie che Arkedo sta dedicando al canale Indie del Marketplace di Xbox Live: come già il suo predecessore (Jump!, clicca qui per la mini-recensione), anche Swap! vive di pazienza e di efficacia. Se qualche settimana fa la meccanica principale era quella legata al salto, questa volta è tutto affidato allo scambismo. Senza mascherine o echi da orge misteriose, ma una valanga di blocchetti colorati. L’idea nasce direttamente da quella che ha reso grande Panel de Pon (per qualcuno anche noto come Tetris Attack). Ovvero: si muove un indicatore con cui selezionare un blocco e quindi si decide dove spostarlo. Gli spazi potenzialmente adatti sono solo quelli nelle immediate adiacenze della posizione di partenza ma, rispetto a Panel de Pon, ci sono un paio di differenze di non poco conto.
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Se nel gioco giapponese si selezionavano due blocchi adiacenti e si potevano scambiare di posto in senso orizzontale, con Swap! si prende il controllo di un unico elemento, a quel punto si può traslocare il suddetto sia in senso verticale che orizzontale. E utilizzando un sistema di controllo da moderno-sparatutto-antico, ovvero quello che si appoggia allo sfruttamento di entrambi gli stick analogici. Il sinistro per scegliere il blocco, il destro per impostarne la direzione di scambio. Un’idea semplice e funzionale, una volta che ci si abitua allo stick di destra per muoversi. E sono tutte questioni personali: chi ha sempre preferito la precisione della croce digitale per i puzzle game può continuare a farlo senza problemi.
La modalità "storia": sulla destra il punto di partenza e di arrivo del livello.
Quel che resta delle regole di gioco è ripreso di peso dall’Enciclopedia dei Giochi coi Blocchetti. Avvicinando quattro mattoncini dello stesso colore (sia in verticale che in orizzontale), scompaiono. E si fanno punti. Se nelle loro immediate vicinanze ci sono dei bonus (diamanti, monete et similia), si accattano pure quelle. Avanzando nel gioco arrivano a farsi vedere nuovi bonus e alcuni mattoncini speciali capaci di dare una mano nei casi più (o meno disperati).
Fine. Tutto qua. Un puzzle game elementare, sicuro, ma confezionato con intelligenza e gusto: tanti colori non compromettono mai l’estrema leggibilità della schermata di gioco, il sistema di controllo si rivela efficace e veloce, il livello di difficoltà solo inizialmente troppo basso e tutto il resto è un piovere di belle musichette e contorni arrotondati.
Se non fosse per la fondamentale (e programmatica, si suppone) mancanza della modalità per due giocatori, Swap! sarebbe già così un signor puzzle game fatto e finito. Anche in versione ridotta (costa pur sempre meno di 3 Euro, 240 Microsoft Points), sarebbe piuttosto idiota farselo scappare.
Arkedo Series 01: Swap! Sviluppatore: Arkedo Editore: Arkedo
Zavalutazione: ♥♥♥♥♥
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zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
diciannovesimo secolo perché blurb è stato utilizzato a partire dai primi del novecento. comunque va’ che nell’editoria i ‘blurb’ sono quelli che i tuoi ex-amici pierre richiedevano da mettere sulle confezioni chiamandoteli ‘quote’. non ti sto svelando un segreto neh…
oppure potrebbe essere una sorta di interiezione/affemazione di stato subito dopo una lauta mangiata. se ti va!
Comments
un termine tutto nuovo “blurb”… you’re so diciannovesimo secolo.
Ventesimo almeno (comunque era un “nuovo” relativo eh. E pure contestualizzato. E anche blurb.
diciannovesimo secolo perché blurb è stato utilizzato a partire dai primi del novecento. comunque va’ che nell’editoria i ‘blurb’ sono quelli che i tuoi ex-amici pierre richiedevano da mettere sulle confezioni chiamandoteli ‘quote’. non ti sto svelando un segreto neh…
oppure potrebbe essere una sorta di interiezione/affemazione di stato subito dopo una lauta mangiata. se ti va!
WikiAulenga, ottimo. Inserisci altre informazioni a caso e rendi questo un posto di reale cultura.