E' sempre il tempo delle mele

Gli Air ci sono rimasti sotto, con le colonne sonore. Le collaborazioni con Sofia Coppola non gli sono abbastate: dopo l’official soundtrack per “Il giardino delle vergini suicide”, dopo i pezzi regalati a “Lost in Translation”, arriva come una pioggerellina autunnale il commento sonoro a “Il tempo delle mele 2009″. E’ “Love 2″, quinto album in studio per i due transalpini. Una parziale e sensibile inversione di tendenza rispetto alle ultime due pubblicazioni (“Walkie Talkie” – 2004, “Pockey Symphony” – 2007), decisamente orientate verso la raccolta di singoli, spesso radiofonicamente ineccepibili, rispetto a questo seguito di un qualche amore. Ecco, partiamo con i dati di fatto: il titolo infastidisce, la copertina convince un po’ tutti che il 2009 è proprio l’annus horribilis per chi sceglie le illustrazioni da piazzare sui booklet (o quel che sono).

Fortunatamente tutto ciò che c’è di realmente deprecabile in “Love 2″ si ferma proprio alla foto di rara fricchioneria appena citata. Il resto si salva tutto, sempre che sia “il suono degli Air” quello che si cerca. E dato per scontato che “il suono degli Air” sia quel miscuglio di cordicelle pizzicate, sintetizzatori sospiranti e influenze vagamente orientali qua e là. Non, come anticipato, il singolone che va tanto bene in heavy rotation sulle radio. Il punto focale del discorso, qua, è che gli Air non vogliono o non sanno più miscelare le due cose: “Sexy Boy”, “Kelly Watch the Stars” e “All I Need” riuscivano (oltre dieci anni fa!) a sintetizzare abilità e furberia. Spingendo i due Air nella stratosfera di tutto ciò che era cool e fighetto in quel momento, e assicurando una discreta visibilità anche all’assai più sperimentale “10,000 Hz Legend” che ne seguì.
Volendo proprio proprio, e per forza forza, trovare un riferimento nel passato, ci si dovrebbe proprio rifare a quel secondo album. “Love 2″ ha una coesione rara, per questo è giustificato parlare di colonna sonora. Anche se il film non esiste, non nelle sale cinematografiche perlomeno. Potete farvene uno tutto vostro in testa, al sapore di baguette: con quello stratino di burro, ma anche la potenza del Camembert. Perché “Love 2″ è tanto Air, quanto gli Air sono francesi. Ed è francese in quel modo melodrammatico e romantico e stupefacente con cui l’acqua che pulisce le strade a Parigi va sempre a finire da sola nel posto giusto. Il fiumiciattolo va, incessante. E non è che sia proprio la Senna in tutta la sua maestosità, ma ha del curioso e del delicato e del sorprendente a tratti.
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Come “Love 2″. Che a tratti azzecca dei momenti sonori (più che “delle canzoni”) davvero intriganti e avvolgenti: “Do the Joy” è una giusta introduzione, “Love” il pezzo col refrain che lascia subito intendere dove si sta andando a parare con tutto l’album e “So Light Is Her Footfall” solo un regalino popposo per chi non se la sente di annegare in assenza di ritornelli veri e propri.
Le cose migliori succedono al giro di boa, con “Missing the Light of the Day”, “Tropical Disease” e “Heaven’s Light”, tutte posizionate strategicamente al centro dell’album. Accenni da jazz facile facile, bistrot abbandonati un po’ a loro stessi mentre fluttuano al suono di un flauto (fin troppo smaccato), una batteria leggera leggera e il pianoforte da “amiamoci, che forse domani saremo tutti morti”.
Solo in altre due occasioni gli Air si concedono la divagazione più canonica della canzone più classica: con “Sing Sang Sung” (difatti scelto come primo singolo) e in parte con la divertente “Be a Bee”.
Ma la coerenza, la coesione e il tono sussurrato e leggero dell’intero disco coincidono anche con i suoi limiti: nessuno dei pezzi si avvicina per raffinatezza e ispirazione alle cose migliori di “Premiere Symptomes” o dello stesso “10,000 Hz Legend”. Anche il passo degli Air è leggero, molto leggero… pure troppo.
Air – Love 2
EMI – 45 minuti
Queste dovete ascoltarle: Love, Heaven’s Light, So Light is Her FootfallZavalutazione: ♥♥♥♥♥
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments
Sei bravo, sei bravo.
Non so, a me la traiettoria presa con gli ultimi 2 album convince fino ad un certo punto. Non pretendo che un loro album debba divertirmi, ma fino a Walkie Talkie io avevo trovato il mio genere ideale. Hai presente? Quella musica che ascolti e dici: “cazzo, è proprio la musica che vorrei aver scritto io”.
Momenti sonori, hai detto bene.. ma un po mi mancano quelle canzonacce elettroniche presenti in quasi tutti i loro album.
Spero comunque che questo album sia l’inizio di una ripresa dopo Pocket Symphony, senza ombra di dubbio il *mio* punto più basso nella loro carriera.
Guarda, per me Pocket e Walkie sono proprio lì, tutti e due molto vicini tra di loro. Godibili, divertente, ma anche dimenticabili. A differenza di Moon Safari. E di buona parte di 10,000. E anche di qualcosa di Premiere Symptomes (ce ne sono un paio da urlo).
Dai, prova a riscoltarli e poi ripeti quella frase se ne hai il coraggio ^^
Cherry Blossom, Alpha Beta Gaga, RUN RUN RUN (una delle migliori in assoluto, provato ad ascoltarla in un ottimo impianto? mi fa venire le lacrime quel gioco di bassi). Io Talkie Walkie lo vedo più single-oriented, quindi più entertaining e fast-paced (lol).
Sarà che Pocket Symphony è uscito nel momento sbagliato della mia vita, ma lo trovo LA noia. Il collegamento tra i due album, e l’hanno detto pure loro, è nell’ultima canzone Alone in Kyoto ma secondo me si ferma là.
Comunque Moon Safari è senza dubbio il migliore, e 10.000 è una bomba, ma solo in alcune canzoni (l’inizio del disco, proprio i primi 60 secondi, è da storia dell’elettronica).
Lascia che mi sfoghi, non ho mai avuto modo di confrontarmi con nessuno ^^.
Me lo rimetto sopra con le ottime cuffie proprio ora. Anyway, partendo dal basso: la gente ti schifa quando dici che ascolti gli Air? :D
Ahaha, non sono solito condividere le mie passioni musicali con terzi, ma mi capita di dirlo e la risposta di solito è: “Chiiii?”
E lì allora scatta la descrizione acrobatica: è un duo francese che fa una specie di elettronica con strumenti acustici.. “Cheeeé?” Non importa.
Ho avuto molti più problemi con Michael Jackson ^^
Tranquillo, da qualche mese si può tornare a dire che fino a Bad ha fatto grandi dischi.
[...] Youth (“The Eternal”). Fuori classifica perché non se la sono meritata: Air (“Love 2“), Tori Amos (“Abnormally Attracted to Sin”), Weezer (“Raditude”), [...]