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If you need some fun Some good stereo gum Radio #1
PlayStation: 1994-2009 #1 (Marcello Cangialosi)
Si, c’è stato un lungo post dedicato ai quattro anni di Xbox 360. Ora è il caso di dedicarne uno a gente ben più importante: si sono festeggiati ieri i quindici anni di PlayStation. Per Hirai e i suoi compagnetti sarebbe stato bello scrivere “i quindici anni di regno PlayStation”, ma la storia recente è cosa nota. Eppure una celebrazione è più che voluta, è addirittura dovuta. Anche se me ne ero scordato, con vergogna, infinita vergogna. Lo sapevo e me ne sono scordato. Ho provato la carta veloce/facile del “amici, colleghi e familiari convenuti, ditemi qualcosa voi di PlayStation, così lo pubblico al volo”. E così è stato.
In attesa che al sottoscritto venga in mente qualcosa di davvero degno (perché affrontare la questione PlayStation non è cosa da poco, anche affettivamente), lascio la tastiera a un tizio che forse, per sbaglio, avete letto già precedenza: Marcello “Morpheus” Cangialosi. Sì, quello lì dai, quello che usa il “laddove” troppo spesso! :P
Un grazie a lui e un buona lettura a voi, in attesa della seconda puntata (già quasi pronta quella del Frarru).
Grazie PlayStation
di Marcello Cangialosi
Ricordo bene quando appresi per la prima volta del “progetto PSX”. Leggevo Edge, avevo quasi 18 anni e il mio entusiasmo per i videogiochi stava svanendo.
Reduce da 13 anni spesi avvinghiato ad ogni cabinato, console e home computer che mi capitasse per le mani, percepivo che era arrivato il momento di voltare pagina. O meglio, che la vita stava voltando pagina per me. Con l’esame di maturità alle spalle, la patente di guida in tasca e il modulo d’iscrizione all’università in mano, vedevo il videogioco allontanarsi dal centro dei miei interessi. Ma non rimpiangevo nulla. Anzi, mi sentivo riconoscente. Perché per una fortunata coincidenza, mentre la mia vita cambiava, i videogiochi morivano. O così mi sembrava.
I libri di storia citano spesso il 1977 e il 1983 come i due anni in cui il videogioco ha rischiato di svanire. Il che è oggettivamente corretto. Ma dal mio punto di vista, la vera crisi è arrivata diversi anni dopo. Quella del 1977 non l’ho sentita perché avevo 5 anni e non sapevo neanche leggere i titoli dei giochi a cui giocavo. Dall’83 in poi ero troppo preso da Commodore Vic 20, C64 e Amiga 500 per rendermi conto che il NES stava salvando l’industria americana. No, per me la vera crisi è scoppiata nei primi anni ’90, praticamente nel periodo di transizione dai 16bit ai 32bit. In breve tempo ho visto nascere e morire Panasonic 3DO, Philips CD-i e Atari Jaguar. Ho visto Mega CD e 32X portare Sega su quel sentiero che l’avrebbe condotta fuori dai giochi hardware. Ho visto Nintendo così entusiasta del guizzo tecnologico chiamato Super FX da produrci solo 8 titoli. Ma io, che in sala giochi mi lucidavo gli occhi con i poligoni di Ridge Racer e Virtua Fighter, avrei voluto di più. Non sapevo bene cosa, ma l’avrei voluta, e le console dell’epoca non me la davano. Mentre volgevo verso nuovi orizzonti esistenziali, mi resi conto che i videogiochi non mi seguivano.
Durante questo periodo, il termine “PlayStation” cominciava a punteggiare le pagine delle riviste specializzare che ancora leggevo. Malgrado la banalità del nome, prometteva l’evoluzione che cercavo. Ma istintivamente, leggendo “Sony”, non potevo fare a meno di pensare a Panasonic e Philips. L’eventualità che un’azienda specializzata in elettronica di consumo potesse produrre una console di successo mi pareva improbabile. Per non dire assurdo. Eppure con PlayStation, Sony non ha semplicemente messo un piede in campo, ma ha modificato l’intero regolamento di gioco. Forse più per deformazione professionale che per scelta, Sony ha saputo rivolgersi alla fascia d’età giusta al momento giusto e con le parole giuste (il design hi-tech, il marketing “cool”, i giochi “adulti”), convincendo chi stava per fare le valigie (come me) a restare per un altro giro. Quindici anni dopo, quel giro non è ancora finito.
Nel corso di questi 15 anni, il business PlayStation ha retto i contraccolpi della concorrenza con una disinvoltura invidiabile. Nel periodo in cui Sony ha amministrato due console (PS1 e PS2), altre quattro hanno mangiato la polvere (Saturn, Nintendo 64, GameCube e Xbox). E oggi, malgrado la terza posizione, Sony resiste,insiste e (a quanto pare) risorge lì dove altri, in analoghe situazioni, hanno mollato. Anche nel settore dei sistemi portatili, storica roccaforte Nintendo. Ci hanno provato Atari con Lynx e Sega con GameGear, ma solo PSP si è imposta come credibile alternativa ai sistemi portatili di Nintendo. È sul mercato da 5 anni.
Ripensando ai 15 anni di era PlayStation, viene naturale valutare l’operato di Sony da un’angolazione prettamente hardware. Eppure, è quello software il settore in cui è cresciuta e ha stupito maggiormente. Ripensando alle aberrazioni che produceva come Sony Imagesoft sui sistemi a 16bit e PC, sembra incredibile associare oggi a Sony videogiochi come Uncharted, WipEout, Gran Turismo, God of War e tanti (ma tanti) altri. Permettetemi di fare qui un copia e incolla da Wikipedia dell’elenco degli studi (e relative serie video ludiche) facenti parte dei Sony WorldWide Studios.
Giappone
• Japan Studio – Ape Escape, Siren, LocoRoco, Patapon
• Clap Hanz – Everybody’s Golf, Everybody’s Tennis[5]
• Team ICO – Shadow of the Colossus, Ico, The Last Guardian
• Polyphony Digital – Gran Turismo
Stati Uniti
• Naughty Dog – Crash Bandicoot, Jak & Daxter series, Uncharted series
• Santa Monica Studio – Kinetica, God of War series, Warhawk with Incognito Entertainment
• San Diego Studio – NBA, MLB: The Show
• Sony Bend – Syphon Filter, Resistance: Retribution
• Sony Online Entertainment – EverQuest
• Incognito Entertainment – Warhawk with SCE Studios Santa Monica, Twisted Metal series, Downhill Domination, Calling All Cars
• Zipper Interactive – SOCOM: U.S. Navy SEALs series, MAG
Regno Unito
• London Studio – SingStar, Eyetoy, PlayStation Home with SCE Studio Cambridge
• Studio Cambridge – MediEvil, PlayTV, PlayStation Home with SCE London Studio
• Studio Liverpool – Wipeout, F1
• Evolution Studios – MotorStorm, World Rally Championship
• Bigbig Studios – Pursuit Force, MotorStorm: Arctic Edge
Europa Continentale
• Guerrilla Games – Killzone series
Una lista di sviluppatori e franchise invidiabile non vi pare? E badate che include solo studi interni, nati in Sony o da questa acquisiti. Non sono in elenco software house “2nd party” come Insomniac (Resistance, Ratchet & Clank) e Sucker Punch (Sly Cooper, InFamous).
Parlando di giochi, mi viene spontaneo deviare un istante dalla traccia di questo articolo per rivolgere una domanda a chi prova un certo astio verso Sony. La farò semplice: perché? L’odio ingiustificato e irrazionale posso paradossalmente capirlo, ma quando penso ai giochi che ho giocato negli ultimi quindici anni, e soprattutto alle console su cui li ho giocati, come posso non avere almeno il buon gusto di astenermi dalla lapidazione? Ovviamente Sony, come qualsiasi corporazione (ma anche qualsiasi bottegaio), non agisce per il bene dell’umanità, ma per soldi. Ed è altrettanto chiaro che non fossero state le console Sony a dominare il mercato per 10 anni lo sarebbero state altre, e di bei ricordi di gioco ne avremmo comunque. Ovvio. Ma il caso ha voluto che quei pezzi di plastica fossero griffati Sony. Non volete dare alcun merito a Sony? Benissimo. Ma deriderla o peggio per errori e defaillance… perché? Chiusa parentesi.
Laddove generalmente non uso prendere posizioni nelle console war (sebbene me ne attribuiscano, ma in questo clima da DDR sotto vigilanza Stasi la gente tende a confondere voci fuori dal coro come “di parte”), non posso chiudere questo mio pensiero senza esprimere una sorta di gratitudine indiretta verso Sony per questi 15 anni di PlayStation.
Perché grazie a PlayStation ho conservato l’entusiasmo per il videogioco.
Perché grazie a PlayStation ho giocato la gran parte dei migliori giochi di sempre.
Perché grazie a PlayStation ho iniziato a fare questo mestiere.
Perché grazie a PlayStation siete lì a leggere quello che ho appena scritto.
Ok, adesso avete una ragione valida per odiare Sony.
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zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
Audio Radar :
Tu sei del ‘72, quindi avevi 18 anni nel ‘90, il Super Famicom è uscito alla fine di quell’anno.
E già EDGE parlava del progetto PSX?
EDGE?
Quella rivista uscita alla fine del 1993?
Ganjalosi, ma dai:
“Non volete dare alcun merito a Sony? Benissimo. Ma deriderla o peggio per errori e defaillance… perché? Chiusa parentesi.”
Che sarebbe ‘sta roba? Pare scritta da un bimbo triste a cui prendono per il culo il camioncino della polizia che – cazzo! – fino a ieri sembrava fichissimo a tutti.
Via quel broncio e puliamo la lacrimevole goccia al naso che qui a Sony ci vogliamo tutti bene :D
Mattia, ma dai… hai sprecato un post per i quindici anni di PleiStescion? Io avrei sfruttato questo spazio per qualcosa di più importante, che so… i nuovi animaletti da comprare per gli avatar. Quella sì che è una roba che spacca. Lol.
[...] lo scorso 3 dicembre (nel 1994 veniva lanciata in Giappone proprio la prima PlayStation). Dopo il racconto strano-datato di Marcello “Morpheus” Cangialosi, è la volta di un altro tizio che arriva dalle pagine di Super Console/Videogiochi e da quelle [...]
Comments
(Ti prego Zave: dimmi almeno che non son stato io a fartelo ricordare, ma che si tratta solo di una coincidenza!)
Mattia, la seconda parte del pezzo di Cangialosi non è così bella da meritarsi di esser messa due volte.
Tu sei del ’72, quindi avevi 18 anni nel ’90, il Super Famicom è uscito alla fine di quell’anno.
E già EDGE parlava del progetto PSX?
EDGE?
Quella rivista uscita alla fine del 1993?
Kata: no, il wallpaper di Sony me l’ha ricordato.
giopep: è drammathon. Ora è a posto, grazie. :)
Hai ragione. Ne avevo 21 o 22 mi sa :D
Alla faccia del “ricordo bene” :D
(memoria dimmerda)
ahahahah, era proprio quel “Ricordo bene” che non mi tornava ;)
Ganjalosi, ma dai:
“Non volete dare alcun merito a Sony? Benissimo. Ma deriderla o peggio per errori e defaillance… perché? Chiusa parentesi.”
Che sarebbe ‘sta roba? Pare scritta da un bimbo triste a cui prendono per il culo il camioncino della polizia che – cazzo! – fino a ieri sembrava fichissimo a tutti.
Via quel broncio e puliamo la lacrimevole goccia al naso che qui a Sony ci vogliamo tutti bene :D
“qui a Sony ci vogliamo tutti bene”
Un par di cazzi.
Le concedo al massimo indifferenza.
Mattia, ma dai… hai sprecato un post per i quindici anni di PleiStescion? Io avrei sfruttato questo spazio per qualcosa di più importante, che so… i nuovi animaletti da comprare per gli avatar. Quella sì che è una roba che spacca. Lol.
[...] lo scorso 3 dicembre (nel 1994 veniva lanciata in Giappone proprio la prima PlayStation). Dopo il racconto strano-datato di Marcello “Morpheus” Cangialosi, è la volta di un altro tizio che arriva dalle pagine di Super Console/Videogiochi e da quelle [...]