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PlayStation: 1994 – 2009 (Zzavettoni)

Passano i giorni e, incredibile a dirsi, PlayStation continua ad avere quindici anni. Mica sedici eh, no, ancora quindici. La scusa migliore del mondo per il terzo capitolo dei festeggiamenti ufficiali, questa volta a opera del Padrone Totale del blog. Sì, Frarru, lo pubblico il tuo. Giurin giuretta, per davvero. Ma prima c’è questo coso strabordante e fin troppo da diarietto elettronico personale. D’altronde, se amore dev’essere, che amore sia (e se nel frattempo voleste leggere quanto scritto dal Signorino Pede e da Cangialosi, fatelo).

Teenage angst has paid off well, La Mia PlayStation
di Mattia Ravanelli

Ha già parlato qualcun altro dei meriti di PlayStation, e quindi di Sony, a livello di mercato, di industria del videogioco e di tutte queste belle cose. Le righe che seguono sono solo e puramente un minestrone di ricordi, un memoriale al servizio del mio amore per la console che fu, un epitaffio eretto monumentale in occasione dei quindici anni.
I ricordi, quindi. Il primo: le notizie su Game Power, quando PlayStation era PS-X, poi Psx. E le immagini, di CyberSled, di Ridge Racer, di WipEout, lievemente differente da quel che sarebbe stato. La diffidenza iniziale, perché quel che seguivo, che tutti seguivano, era il carnet di proposte firmate Sega. Ridge Racer non era nulla di che, niente di interessante per chi passava le ore in sala giochi a Porta Venezia, con gli occhi appallati di fronte a Virtua Racing e Daytona. Ridge Racer era un cuginetto povero e sfortunato di quelli di Rolling Thunder. In sala giochi, per intenderci, manco c’era. E se c’era stato, se n’era andato in fretta nel giro di noleggi&ricambi.

Nel 1994 stavo alla finestra, recuperavo il tempo perduto senza un Super Nintendo e finivo addirittura con lo spolparmi Final Fight 2 e roba simile (okei, forse era il 1993, ma lì attorno comunque). Avevo deciso che per il futuro avrei aspettato in riva al fiume: a seconda del cadavere che sarebbe passato, avrei scelto. In lizza c’erano anche 3DO e Jaguar. Le sensazioni, però, non lasciavano ben presagire, fortunatamente.
Nemmeno il Saturn stava titillando chissà quale desiderio: mi fidavo delle riviste e, tra le tante, di Game Power. Che aveva ripetutamente ammazzato Mega CD e 32X. Il mio orgoglio di fan Sega era ferito, ma grazie al cielo non si era sviluppato alcun senso di fanatismo e quindi il Saturn sarebbe stato analizzato con occhio critico.
Fino alle settimane immediatamente posteriori alla distribuzione in Giappone sia del Saturn che della PlayStation. Allora Gameland era ancora Videoland (via Pecchio, zona Loreto) e in un pomeriggio tutto fu chiarissimo e comodo. Il dubbio c’era, ed era scomodo e anti-economico. In quel pomeriggio la realtà mi fu scesa eclatante: uno di fianco all’altro Daytona (Saturn) e Ridge Racer (PlayStation). Una vittoria clamorosa, uno sbugiardamento senza precedenti, una doccia di umiltà per Sega e la felicità nello scoprire che non c’era molto di che discutere. Anche se da lì a qualche mese una fiera in zona Assago (pensa te) mi aveva regalato l’illusione di Astal. Che mica era male, perché era tutto 2D. Ma chissenefrega, datemi il futuro, datemelo adesso e in copiose quantità.

Le giornate a scuola passate a leggere di Tekken e Toshinden. Era tutto fatto, finalmente. Tutto deciso. Ma di spendere un milione (che non avevo e mai avrei avuto) per una console… non se ne parla. L’estate, allora, con il piano d’azione e l’attesa del 29 settembre: il PlayStation Friday, l’uscita ufficiale in Europa. A 749.000 lire però, che non sono un milione, ma ci si avvicinano. E la decisione dolorosa, col senno di poi sciagurata: vendere tutto. Tutti i giochi per Megadrive e Super Nintendo. Una quarantina in tutto, al miglior offerente.
Roba che fa male ancora adesso, ma che fruttò 900.000 lire, offerte dal Dott. Joystick Fun. Giusto il tempo di sbagliare l’investimento di un foglio da cento in attesa (Phantasmagoria) e poi… poi il venerdì, poi la console che “le ho finite”, anche se “l’avevo prenotata, cazzo!”, comunque “lunedì sicuro, Ravanelli!”. Così torno a casa in un tram accaldato, ma già lavato di pioggia: è autunno pieno a Milano. Ricordo tutto il tragitto, l’esplosione di gusto della prima console per cui abbia dovuto soffrire e ingegnarmi in prima persona, altro che regali di Natale. E il gioco? I soldi erano finiti: WipEout (“il” singolo titolo per cui avevo scelto PlayStation) costava 149.000 lire, venti in più dei giochi evidentemente di secondo livello. Rifugio in zona Toshinden, che ha la bella grafica ed è un picchia duro, va bene così. Anche se avrei preferito Tekken (ma Tekken sarebbe arrivato solo a ottobre in Europa).
Ottobre, appunto: i primi mesi li ricordo perfettamente. Scanditi da uscite preziose, giochi che spazzavano via ulteriori diatribe su chi ce l’avesse più lungo tra Sony e Sega e monetine messe da parte. Prima per il Tekken di cui sopra, quindi per Rayman (periodo suppergiù identico), infine il passaggio e il ritorno: a gennaio la modifica alla console, quella coi due switch per bloccare il lettore ottico e infilare i giochi import, voluta principalmente per Ridge Racer Revolution. La nascita di un amore mai in discussione (all’incirca).

Fino all’estate del 1996 è stata una cavalcata possente: Resident Evil, Tekken 2, Total NBA ‘96, Motor Toon GP 2. Altri ennemila che dimentico. Poi Super Mario 64. Poi il tempo di crederci per davvero, vendere la PlayStation, svendere di nuovo gli affetti a Mario e… e però cominciare a lavorare soprattutto grazie a PlayStation.
L’approdo sulle pagine di Game Power è datato settembre ’96 (primo numero “buono” quello di novembre dello stesso anno). Recensendo cose PlayStation, guardando cose PlayStation, masticando fatti PlayStation. Che non avevo, ma che prendevo in presto dal Dott. Spiscio, fatti nostri. Disruptor, quando Insomniac non era ancora nessuno, Lomax, quando Psygnosis stava tornando velocemente a nascondersi.
Altri anni di PlayStation, e anche di Nintendo 64. Ma soprattutto di PlayStation: Metal Gear Solid, tipo. I giochi copiati di Ualone (è di Napoli oh!), con le presentazioni scritte a penna sulla copertina del jewel case. International Superstar Soccer Pro, tipo. Final Fantasy VII, tipo.
Un numero vertiginoso di recensioni e una montagna di CD-R “beta/alpha/master” ancora oggi catalogati in ordine alfabetico in un librone da 400 spazi. Che, lui sì, non sarà mai venduto.

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

katakana
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Vendere tutto, tutto… …per una PlayStation?
Spedire in un pacco destinazione:Inferno tutti i giochi SNES & tutti i giochi Megadrive… per una Playstation?

Quanto non se lo merita.
Ne sto soffrendo io per te, in questo momento…

zzavettoni
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Non lo rifarei mai, per i giochi SNES e Megadrive. Lo rifarei ieri perché la PlayStation si meritava tutto quanto.

Ricky
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Bei ricordi.
’96? Mazza se sei vecio.
A parte gli scherzi (?) leggere queste cose fa sempre piacere…
Io la PS la ricevetti molto tardi, ero di casa Nintendo.
Una PSOne. L’unico bambino senza modifica. Al mondo.

Shrapnel
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Bravo, bravo, bravo il padrone di casa. :)

zzavettoni
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Ricky :

Bei ricordi.
‘96? Mazza se sei vecio.

Doveva succedere. Mi rifaccio pensando che tutta la gente ospitata qua è messa peggio. Tipo il Shrapnel. :D

Ricky
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Messa Peggio?? Quante guerre ha combattuto?

Shrapnel
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Ricky :
Messa Peggio?? Quante guerre ha combattuto?

Tanto per capirci, ho combattuto con un ruolo attivo la guerra C64 vs. Spectrum…

Ricky
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“Potrei essere tuo figlio” quindi..
Figo.

fedecapriccio
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zave ti capisco…. io per la ps1 con wipeout mi dovetti vendere lo snes con vari giochi ta cui secret of mana appena cominciato e l’amiga 1200 con hd da 110 mbyte per giocare ai vari giochi lucas…
oggi vorrei riavere l’amiga e lo snes ma tornando indietro lo rifarei pur di rigiocare tutto cio’ che ho giocato con le mie 2 ps1.
ps a me lo switch del cd mi ha distrutto il lettore nel giro di un anno o poco piu’.

oni
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Ma sai che a parte qualche particolare, abbiamo percorso la stessa identica strada sul finire del ’93 inizio ’94. Io all’epoca avevo “solo” il md e pure io vendetti tutto per comprarmi la psx, che proprio grazie a game power, avevo messo al primo posto nella lista dei desideri, laddove il saturn era secondo, ma staccato di troppe lunghezze. Le differenze stanno nel fatto, che io recuperai le 900 carte dal solo md più giochi, forse sono stato più bravo o più fortunato ;) e il resto, per arrivare al milione e due, c’è lo mise il babbo. A ben vedere alla fine arrivammo a un milione quattro, dato che insieme a ridge, presi anche tohshinden… all’epoca 200 carte l’uno, parlo del gennaio ’94 e di console e giochi ntsc/jap, comprati per altro per corrispodenza, dato che abitanto in lucania, me lo scordavo di provare con mano certe delizie. Non potevo e non volevo aspettare la release pal, che tra l’altro manco mi interessava, essendo all’epoca super patito del solo jap e anche a ragione, date le considerevoli migliorie tecniche rispetto allo standard nostrano. Nsomma, anch’io decisi in un attimo cosa prendere tra la console Sony e quella Sega, mi bastò leggere le prime recensioni di gp, opera di orwell se nn sbaglio, per dedicedere in un nano secondo. I primi giochi Sony erano troppo superiori alla concorrenza, ok essere da sempre un fan Sega, ma la spesa era troppo importante per ciccarla. Poi con il tempo, molto tempo dato che non lavoravo, vennero più o meno nell’ordine: Raiden Project, Ridge Racer Revolution, Tekken, quest’ultimo mi fece capire in un attimo tutti i limiti di Toh, si bello graficamente, ma ben poco altro… poi Street Fighter Zero… tutti usati e recuperati d’occasione o tramite scambi sulle inserzioni di gp o console mania. Esce poi il Nintendone, e cosa ti vado a pensare? Dare via tutto, ovvero la PSX, per l’N64 più Perfect Eleven (di Mario non è me ne è mai fregato niente…) che mi aveva letteralmente fulminato, e parlo dell’edizione nipponica con la sola j-league… se nn ricordo male la console mi stette ferma in posta per un mese fino a poi tornarmi indietro per mancato recapito. L’avevo piazzata in contrassegno ma il tipo non la ritirò mai… forse un segno del destino, molto probabilmente e senza il forse con il senno di poi. Avrei fatto una cazzata pazzesca, niente a confronto del privarsi del md per la psx, e anche se in quei giorni, mancata vendita e relativo introito e un mese senza la console ne altro con cui giocare… avrò tirato giù dei moccoli pazzeschi, oggi posso dire di essere grato a quel “signore” che mi tirò il bidone. Terminando, come dicevo, c’è qualche modifica, ma bene o male i fatti salienti sono gli stessi. Mai stato un fanboy dell’una o l’altra fazione, certo stravedevo e stravedo ancora per Sega, ma scelsi Sony senza pensarci su un attimo, e lo rifarei tutt’ora. Considero il md la mia console preferita riferendomi al periodo infanzia/adolescenza, ma la prima psx è stata sicuramente la più vissuta consapevolmente, e desiderata, oltre che i nun certo modo, “guadagnata”. Tutto il post psx, pirateria in primis, creatosi in torno alla macchina in europa e in italia specialmente, mi è totalmente estraneo. Oggi la prima console Sony, viene ricordata tutt’al più, come l’artefice dello sdoganamento dei videogiochi, non più fenomeno ristretto a pochi nerdoni senza vita sociale, e alla diffuzione su larga scala della pirateria, allora appannaggio del solo mercato home computer. Per quanto mi riguarda, la mia esperienza con questa macchina sono ben diverse, possiedo ancora la mia scph 1000 integra e mai modificata, all’epoca giocavo solo e soltanto ai giochi jap e ne ero più che felice. Un saluto Zave, mi ha fatto piacere leggere il tuo articolo, che mi ha riportato indietro ad anni spensierati, e sono stato ben felice, di condividere con te e altri eventuali lettori, le mie esperienze.

zzavettoni
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Oni, hai palesemente vinto il concorso sul commento più lungo della storia dei blog gratuiti. Grazie per la testimonianza comunque, mi ci ritrovo (come hai detto tu). Se leggevi Game Power, magari la rece di Perfect Striker per N64 te la ricordi. :P

giopep
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Quasi il doppio di quello che tu scrivesti in commento al mio post su Forbidden Siren. Certo, poi la mia risposta era più lunga, ma quella non vale.

zzavettoni
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Non ricordo assolutamente la cosa su Forbidden Siren, d’oh. Dopo la cerco (se c’è ancora. C’è ancora?).

oni
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Prima di tutto è bene chiarire che avevo frainteso il post al quale ho con tanto “ardore” risposto, credendo fossero esperienze del padrone di casa, e invece si tratta del Ravanelli. Secondariamente, si leggevo e con molta affezione GP, ma purtroppo Zave, mi tocca darti una delusione, io di te non mi ricordo nessun articolo specifico, tranne il nick con cui ti firmi. Forse sei arrivato nel periodo tardo ’95 o ’96 inoltrato? Io conservo ancora tutti i numeri, come del resto per Console Mania, e purtroppo GP andò via via in contro a un calo mostruoso di qualità, fino al cambio di editore che l’affossò definitivamente. Il periodo d’oro di queste due riviste, furono i 16 bit e i primissimi mesi dei 32, poi si andò in contro al declino, almeno questo dal mio punto di vista, sia chiaro.

zzavettoni
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No, ehm, aspetta. Il padrone di casa e il tizio Ravanelli sono la stessa persona eh (il sottoscritto insomma). Comunque sì, sono arrivato a GP nell’autunno del 1996 e nell’autunno della rivista. Penso che la cosa, anzi, abbia proprio delle dirette relazioni col mio arrivo. :D

giopep
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(C’è ancora)

Phil
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Stupenda storia,la rileggo sempre con piacere.ho ancora la mia scph1002 piu toshinden,ridge,e un altra ottantina di titoli conservati

zave
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Grazie Phil, il tuo commento mi è anche utile per rendermi conto di quanto faccia schifo questo post col nuovo layout, mo’ metto a posto.

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