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So Novanta's: 1991

Novantaduecentodieci: siete tra i miscredenti certi che lo zip di Beverly Hills fosse casuale? Ma ammazzatevi. Era novanta e fatti, novanta e cose, tutto molto novanta. Come Kelly e quel bistecca di Dylan. C’è modo più letale per inzupparsi senza scafandro nel mondo dei ‘90 se non quello di ripercorrere anno per anno tutte le uscite che conta(ro)no nel mondo discogra(n)fico? No. Cliccate qui per trovare le puntate precedenti.

Nei miei videogiochi è il 1986, nella mia musica è il 1991: è l’anno di gloria. Quello che scegli se sull’isola deserta ci puoi portare un solo anno, piuttosto che un disco o un libro o un singolo sufflé al formaggio (che tanto va in schifo tempo mezza giornata). Per un qualche strano gioco di congiunzioni astrali, nel 1991 è successo l’irreparabile.
In rigoroso ordine alfabetico è successo che l’Inghilterra trovasse un’altra risposta all’attesa seconda venuta del messia (gli Stone Roses si facevano aspettare dal 1989): con “Leisure” (Blur) trova forma più compiuta, almeno secondo i giornalai, il cosiddetto brit-pop. Con un pop che sarà più marcatamente anni ’90 e con lo stesso tasso di orgoglio brit dei mancuniani di cui sopra. Nel 1991 è successo che i Metallica affrontano la prova del dodici dando alle stampe il quinto album. E’ successo che la gente facesse la coda la sera per entrare nei negozi a mezzanotte. E’ successo che il pubblico si spaccasse in due di fronte all’album eponimo, tutto il resto è storia.


Nel 1991 è successo che il singolo non fosse quello scelto dalla band (“In Bloom”), ma dalla nuova etichetta (Geffen, “Smeels Like Teen Spirit”) e da lì succedesse il patatrac. Che incidentalmente, come molti che gravitano attorno a questi luccicosi trentanni, è anche il motivo per cui oggi prima vedo se riesco ad ascoltare un disco, poi controllo cosa fanno in televisione. Ma molto poi.
Nel 1991 è anche successo che gente nata e cresciuta nell’Athens sbagliata (R.E.M., Georgia) decidesse alla fin fine di fare i soldi veri, ammiccando un po’ facilmente con un pezzo (“Shiny Happy People”), ma andando a infilarsi in un tunnel di gloria con quasi tutti gli altri (“Losing My Religion”, ok, ma allora “Near Wild Heaven” e “Country Feedback”): nasce il primo serio caso di gruppo ex-indie che al millesimo disco fa il botto con i fuochi d’artificio.
Il problema è che non siamo nemmeno a metà e sto finendo le iperboli. Nel 1991 dei tizi di Los Angeles mischiano ancora meglio roba che avevano già mischiato, assemblando la ricetta del perfetto cross-over: “Blood Sugar Sex Magik” (Red Hot Chili Peppers) è ancora imbattuto nella sua categoria, o nella loro discografia. Non può dirsi lo stesso per il debutto degli Smashing Pumpkins con “Gish“: che non è il loro album migliore, ma basta e avanza per intuire che questo tizio alto e riccilione non ha in realtà molto da spartire con la scena di Seattle. Ne sta creando una tutta sua nella vecchia capitale (Chicago), a cui, tra l’altro, prenderà parte solo la sua band. Trovare in giro, all’epoca, qualcosa di simile a “Gish” è altamente improbabile. Trovarlo ora? Pure.

Se sull’isola ci andate con il trolley, assicuratevi di scegliere i CD come formato, che altrimenti non ci sta nulla. Perché manca ancora “Badmotorfinger” (Soundgarden), o anche: “quando questi altri del nord-ovest scoprirono il loro modo di fare quel rock”, e poi sotto a dividere pubblico e stampa tra loro, Nirvana e Pearl Jam. Non ci sono i Pearl Jam? Figurarsi se mancano: debuttano pure loro con “Ten“, che a risentirlo ora qua e là pare quasi roba di altra gente. Invece è solo di una semplicità monumentale. Dico, in un anno abbiamo già messo da parte tutto questo santissimo ben di Dio… si potrà pure tenere per il fondo “Achtung Baby” (U2)? Si può. Gli regalo un link, così chiudo e vado a cercarmi un sacchetto di carta (se poi c’è la colla in fondo, allora festa!). Insomma, se è successo ci sono buone probabilità che per me sia successo nel 1991 (“Dangerous” di Jackino nostro e le illusioni infrante dei Guns incluse). Parola a Palletta con la roba che meglio di no.

ZUCCHERO FILATO NERO

(A cura di Palletta)

Mammamia. Quest’anno è stato persino più difficile e triste del precedente…

Joyride (Roxette)
Dopo “The Look” e la noioserrima “It must have been love” i Roxette hanno ancora credono di avere ancora qualcosa da dire. Lui sembra frocissimo, lei ha tutta l’aria del lesbicone. L’equilibrio è salvo.

To be with you (Mr. Big)
Oggi ho scoperto una cosa: l’esistenza del cosiddetto “hair rock”, definito da Wiki come “un movimento o un’esplosione all’interno del quale vennero estremizzate alcune caratteristiche delle prime band pop metal come un approccio più commerciale”. Secondo me il riferimento è alle improbabili pettinature di tutti i membri dei Mr. Big, che con la canzone in questione avevano monopolizzato tutte le stazioni radio. Quasi peggio di quando i Goo Goo Dolls incisero “Iris”. Ne riparliamo nel ’98.*

Two Princes (Spin Doctors)
Si comincia già a ragionare: in mezzo a tutta la merdaccia spunta una delle prime “meteore” che ascolto volentierissimo anche adesso. Allegrotta, un po’ scema. Praticamente perfetta.

Sell Out (The Levellers)
Ecco, onestamente non saprei dire esattamente il grado di popolarità raggiunto da questa canzone. Mi capitava fin troppo spesso di ascoltarla in radio ai tempo, per cui, oh, ‘sto spazio è mmio e mme lo ggestisco io. Ecco.

Libera nos a malo (Ligabue)
Forse l’unico disco di Ligabue che mi è quasi piaciuto. Dico forse non perché è probabile che mi siano piaciuti anche gli altri, perché forse non mi piaceva manco questo. Chissà.

Spunta la luna dal monte (Tazenda)
AHAHAHAHAAHHAAHAH!!!!1111

(Everything I do) I do it for you (Brian Adams)
Oddio, sto male. E dire che un CD di Brian Adams è stato uno dei miei dischi preferiti della mia infanzia (“Reckless”). Questa era davvero una palla colossale.

The Best (Tina Turner)
La canzone con il dono dell’ubiquità. Era in qualunque radio, a qualunque ora. Senza contare che era sempre al numero 1 di Super Classifica Show.

Alta Marea (Antonello Venditti)
Ecco, chi l’avrebbe mai detto che in un video di Venditti potesse figurare nientemeno che Angelina Jolie? Pensate quanto stava alla canna del gas nel ’91, ‘sta sgallettata.

Menzione speciale per Marco Masini, che torna prepotentemente anche nel 1991 con un album interamente dedicato alla gioia di vivere e alle pippe (n° 4)

  1. Perché lo fai
  2. Il niente
  3. Cenerentola innamorata
  4. Chi fa da sé
  5. Malinconoia
  6. Fuori di qui
  7. Ti vorrei
  8. Il giorno dei perdenti
  9. La voglia di morire

*ma non peggio di un’altra cosa inascoltabile del 1990 che mi sono dimenticata di inserire nella lista precedente: “More than words” degli Extreme. Che schifo.

P.S. L’ho nominato nel 90 e va bene, ma da adesso in poi Jovanotti diventa un incubo e caccia fuori un album all’anno. Col cacchio che li scrivo tutti.

(Mi intrometto per dire che il disco degli Spin Doctors era assai godibile tutto, circa, e che quello dei Roxette l’avevo comprato in cassetta. Yeuch! NdZave)

VOTA IL 1991!

(Scegliamo con la democrazia che ci è propria il migliore dei Novanta’s)

LA SPESA DEL 1991

(Per chi vuole recuperare e non c’ha la voglia di leggere il post)

  • Leisure (Blur)
  • Metallica (Metallica)
  • Dangerous (Michael Jackson)
  • Nevermind (Nirvana)
  • Trompe Le Monde (Pixies)
  • Out of Time (R.E.M.)
  • Blood Sugar Sex Magik (Red Hot Chili Peppers)
  • Gish (Smashing Pumpkins)
  • Badmotorfinger (Soundgarden)
  • Achtung Baby (U2)
  • Ten (Pearl Jam)

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

elisa
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E comunque sei una bestia. Te l’ho già detto su msn e te lo scrivo qui. Come cazzo fai a dimenticarti di Innuendo?

zzavettoni
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E io ti ho già risposto che è una scelta, che i Queen mi rompono le palle. Sotto con le torce ora!

lou
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ma si può dire che i Queen rompono le balle senza subire l’ira funesta degli estimatori?
perché starebbero un po’ sui santissimi anche a me…

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