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Capcom: nostalgia a doppio impatto

In tempi di faide religiose a 16-bit, Final Fight giocava un ruolo di primissimo piano. L’allora inattacabile rapporto tra Nintendo e Capcom tramutò il successo da sala di quest’ultima in uno dei più attesi titoli al lancio del Super Nintendo. Perché i piacchiaduro a scorrimento andavano che era una bellezza, perché tecnicamente avrebbe fatto mangiare la polvere a qualsiasi Megadrive e perché i picchiaduro a scorrimento andavano che era una bellezza. Nonostante i tagli, tra i più pesanti che una conversione all’epoca avesse subito, c’è ancora aria di tempesta sentimentale e ormonale quando si chiede agli ex amanti di un Super Nintendo cosa pensino di Final Fight.
Ma ai giocatori di oggi? Ai giocatori di oggi pure, perché che domanda del diavolo sarebbe “i giocatori d’oggi”? Oggi ci sono tutti, quelli dell’altro ieri e quelli che decideranno domani se andrà di più l’FPS massiccio online o l’orzata con l’arancia. Quindi ci sono anche quelli che servono a Capcom per sperare che Final Fight Double Impact non rimanga invenduto in un angolo dei due mercatini digitali di Sony e Microsoft. Difficile che ci rimanga, comunque. Primo perché un tempo i picchiaduro a scorrimento andavano che era una bellezza, secondo perché la malinconoia e il ricordo indorato son sempre in agguato, terzo perché le conversioni proposte da Capcom non sono conversioni, ma vere e proprie emulazioni/trasposizioni. Con tanto di sciccherie assortite. Ma i giochi?

I giochi sono rimasti, pure loro, allo stesso punto in cui erano stati lasciati. E si parla di giochi, al plurale, perché se qualcuno non ha seguito la faccenda, avrà forse piacere a sapere che nel pacchetto viene incluso anche Magic Sword. Ché Magic Sword ai tempi piaceva, per motivi difficili da rintracciare. Forse erano i draghi, forse era quella roba dei tanti personaggi (non giocanti) di altrettante classi, forse era solo la grafica. Dai, facciamo che era solo la grafica e neanche ci proviamo a difenderlo. Tanto non ha senso: Magic Sword, oggi come oggi (e forse come ieri), è un giochetto confuso e pasticciato. Bello, ancora molto affascinante da vedere, ma assolutamente irritante una volta che si ha il pad tra le mani. L’idea era di fondere Ghost’n Goblins con il mondo del fantasy all’occidentale (guerrieri, maghi, draghi), con pure qualche ninja che insomma, schifo non fa. All’atto pratico è un minestrone di colori ed esplosioni, in cui quasi nulla di quello che dovrebbe essere chiaramente leggibile riesce a esserlo. In cui la disposizione e i comportamenti di nemici, piattaforme, trappole e ostacoli sono concepiti unicamente e appositamente per continuare a fagocitare nuove monetine ai giocatori. In questa riedizione Magic Sword ha senso solo per chi vuole arricchire noiosamente il suo Gamerscore e per chi proprio non ce la fa a fare a meno di rivangare il passato. Magari solo per scoprire un cadavere di cui non sospettava l’esistenza.

Final Fight, per sua fortuna, parte da una base migliore. Era divertente vent’anni fa, è divertente oggi. Realizzato con classe e gusto, infila in sei livelli un po’ tutti quelli che diventeranno i cliché del genere, ampiamente saccheggiati poi dalla stessa Capcom o da Sega o da Data East o chi per essi. Il gioco non è solo divertente (soprattutto se giocato in due), ma anche interessante: infilarsi nuovamente in quel mondo così “1990″ ha un suo fascino. Si capiscono così tutti i nemici “ricostruiti” sulle fattezze di celebri wrestler dell’epoca, quell’epoca che andava già spegnendosi ma che nel frattempo aveva fatto innamorare per la prima volta tutto il globo di And(o)ré the Giant, Big Boss Man e via andando (entrambi presenti, sotto mentite spoglie, nel gioco).
Ma a prescindere dalle metaminchiate, Final Fight è ancora piuttosto godurioso una volta messo di fronte alla “prova controller”. Il suo massimo pregio tecnologico (gli sprite enormi) diventa un difetto quando si gioca con un amico: prendere per sbaglio a calci volanti il proprio compagnuccio è questione di un istante. Non convince sempre nemmeno la gestione dei ritmi, con qualche scena palesemente pensata in veste di barriera anti-gettoni, per arricchire un po’ il gestore e annoiare/infastidire un po’ i giocatori. Ma in generale la velocità di gioco è ancora buona, il fascino della grafica è quasi inalterato e arrivare a spedire il tizio giù dalla vetrata regala ancora dei sorrisi.
In tutto questo si infila una produzione Capcom attenta e intelligente, che non è mica cosa di tutti i giorni. Entrambi i giochi possono essere visualizzati utilizzando svariate opzioni, tra cui una deliziosa che sfrutta l’effetto scanlines tipico dei monitor dell’epoca. Per maggiori dettagli c’è un post qui in cui si vedono cose.
Alle opzioni “visive” vanno aggiunte quelle di gioco, ovvero degli achievement che non andranno a rimpolpare il profilo giocatore, ma la cosiddetta “Vault” di Final Fight Double Impact. Missioni da portare a termine per garantirsi l’accesso ad artwork di prova, immagini promozionali e tutto quanto possa limonare col ventricolo del fan allo stadio terminale. Il tutto proposto a 800 Microsoft Points e 9.90 Euro su PS3. Decidete voi se ne valga la pena.

Final Fight Double Impact

(Xbox 360 / PlayStation 3)

Sviluppatore: Proper Games
Editore: Capcom
Prezzo: 800MP / 9.90 Euro
Zavalutazione: ♥♥♥♥♥

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

Shrapnel
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Sei sempre il solito menagramo, a me Magic Sword piace, ecco. =)

zzavettoni
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Menagramo portasfiga…
Comunque Magic Sword è una merda in due con relativi assistenti.

babalot
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una delle pochissime cose che ricordo della sala giochi. ma senza nostalgia, io i videogiochi li odio :P

zzavettoni
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Hai fatto bene a studiare da rock’n roll star allora. Ecco. Comunque dopo le sessioni di ieri ad Uncharted 2 anche io mi sono reso conto che ormai è tutto finito.

Magiustra
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zzavettoni :
Hai fatto bene a studiare da rock’n roll star allora. Ecco. Comunque dopo le sessioni di ieri ad Uncharted 2 anche io mi sono reso conto che ormai è tutto finito.

In che senso? Lo sai che mi interessa :)

R.

zzavettoni
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Magius: nel senso che proprio non mi sta prendendo.

happydeadboy
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Mi sa che l’effetto nostalgia mi toglierà 10 euri dalla postepay, cioè dico, Final Fight è IL VIDEOGIOCO dell’infanzia per me.

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