Arcadia: Out Runners

Un coin-op e un luogo: Arcadia è la collana di post geotaggati con la retropassione che fa tanto chic. Clicca qui per leggere gli altri “episodi”.
Com’è possibile sentirsi soli nel volere bene ad Out Runners? Non è credibile che, già all’epoca, ci fosse una sorta di onda hipster-protofighetta per cui il seguito del primo e unico OutRun andasse boicottato. Intendo: manco c’era internet per tenersi aggiornati su quanto fosse giusto odiare cosa nel dato momento! Fatto sta che in diciassette anni non ho mai trovato qualcuno che davvero avesse voluto bene ad Out Runners, né ho mai dovuto aspettare più di un “turno” alla sala giochi un po’ sghemba che, nell’estate del 1993, ho rifocillato di monetine per continuare a derapare come un provetto… out runner, per l’appunto.
La sala giochi sghemba poggiava placida le sue pareti fatiscenti ad Alba Adriatica, un posto che se ne conosci solo il nome pensi che sia davvero squallido, ma che se poi invece ci passi anche capisci che in effetti un po’ misero eh. Però, io, ad Alba Adriatica ho passato un buon numero di estati, quindi Alba Adriatica è automaticamente uno dei posti più fighi che il mondo metta a disposizione dell’essere umano. Il cui spettacolo offerto dal variegato popolo della vasca (aka “il lungomare”) è superiore di uno zinzino pure all’alba boreale e Wynona Rider dei bei tempi.
Nella stessa sala giochi, proprio da quell’anno, c’era anche posto per Virtua Fighter. E per quanto io e mio fratello provassimo ad analizzare con criterio e un certo tocco di saggezza auto-decretata le animazioni tutte differenti permesse dal promettente mondo del poligono… Street Fighter gli rompeva ancora abbastanza il muso. E tutti a casa. Anzi no, sempre meglio: tutti su Out Runners, ovvero l’esplosione del 2D. Quel bitmap violentissimo, quei cubetti colorati che erano troppissimi, quello stile Sega che appariva ancora inarrivabile, imbattibile, eterno. Quei fondali lussuosissimi e quella conversione (per Megadrive) che era talmente lurida da essere evitata pure da uno sentimentalmente accecabile come il sottoscritto.
Nel frattempo dubito fortemente che la sala giochi sia ancora lì, in quella stradina sghemba come lei, mentre a cinque minuti a piedi trovava posto un locale ben più curato (nell’apparenza, nella pulizia e nella disinfestazione dai topiragno russi del dodici). Ma incredibilmente meno capace di scegliersi i giochini. Dato, poi, che questa collana prevede la selezione di un solo gioco per luogo, ricordiamo anche che in quella stessa latrinetta videogiocosa negli anni prima avevo scoperto e adottato virtualmente gente tipo Double Dragon e Wonder Boy in Monster Land. Pizza e fichi proprio.
Out Runners
La scheda come i siti in gamba:
Nome: Out Runners
Etichetta: Sega
Anno: 1993
Sistema di controllo: volante con force feedback + 2 pedali
Anche disponibile per: Megadrive
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.



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Apprezzo.