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So Novanta's: 1994

Aggiornato! Palletta ha infilato la sua selezione di canzoni più o meno indecenti, con video imperdibile (forse).

Novantaduecentodieci: siete tra i miscredenti certi che lo zip di Beverly Hills fosse casuale? Ma ammazzatevi. Era novanta e fatti, novanta e cose, tutto molto novanta. Come Kelly e quel bistecca di Dylan. C’è modo più letale per inzupparsi senza scafandro nel mondo dei ‘90 se non quello di ripercorrere anno per anno tutte le uscite che conta(ro)no nel mondo discogra(n)fico? No. Cliccate qui per trovare le puntate precedenti.

Dicono sia morto solo e senza un dente in bocca, alla faccia dell’organizzazione odontoiatrica panmondiale. Quando però compare sul palco di MTV, seguendo di qualche minuto i compagni Alice in Chains, Staley sta bene. Per quanto possa stare bene uno che, dicevano anche questo, all’epoca sarebbe stato portato a braccia su quel palco, su quello sgabello. Le immagini negano, ma di fatto non avrebbe mai più affrontato alcun tour. Il che la dice lunga sul lavoro che il suo dentista si sarebbe trovato ad affrontare. Mike Inez siede alla sua destra, sul basso una promessa: “friends don’t let friends get friend haircuts”. Quella “Nutshell” (da “Jar of Flies”) è l’unico modo valido e legale per parlare del 1994 musicale. Perché ti spreme addosso una voglia di copertina di Linus che metà ne basterebbe, invece lei va avanti. Con l’inconfondibile tono da blues disperatissimo del bellissimo (Layne). Benvenuti alla peggiore puntata ipotizzabile di So Novanta’s, se avete il cuore forte del toro, inalatela accompagnati dalla video-playlist.


Il 1994 è l’anno della raccolta. I germi si sono diffusi a sufficienza, l’infezione pare inarrestabile e il “nuovo” rock americano spunta dalle solite dannate pareti. Non nello spazio, ma tra Seattle e la California, tra New York e il Sud Africa. Tra l’Irlanda e San Diego. Eppure è già l’anno della raccolta, naturalmente del cadavere eccellente e della lettera piena di sostanze proibite. Proprio quando sembra sia stato oltrepassato con successo il punto di non ritorno, la realtà è che il biondino di Aberdeen ha purtroppo passato il suo di punto senza ritorno. Per MTV, le radio e le riviste è l’esplosione definitiva del fenomeno, con l’arrivo di “Superunknown” dei Soundgarden, con la consacrazione (almeno commerciale) degli Stone Temple Pilots di “Purple”. Per i Nirvana è il sipario che si chiude al rimbombo di una doppietta, il sipario lo tira “Unplugged in New York”, quello che dalle mie parti si ascoltavano pure i TdC*, perché altrimenti cosa ti sei ammazzato a fare? Per i Pearl Jam rischia di tramutarsi in un colpo di spugna, azzerando l’eventuale residua fiducia di Vedder verso lo star system. La guerra cominciata ai tempi di “Ten” ha il suo manifesto in “Vitalogy”, il disco del Gran Rifiuto. Il disco da cui i Pearl Jam ripartono dopo aver chiuso.
Decisi a mantenere le distanze dalle camicie a quadroni, gli Smashing Pumpkins danno alle stampe la prima raccolta di b-side e rarità: “Pisces Iscariot”. Quello per cui la gente a un certo punto (una valanga di anni fa) arrivava a sostenere che la miglior canzone dei tizi di Chicago fosse “Landslide”. C’è un problema di fondo appena accennato, che non vale la pena nemmeno discutere.
Quel che resta degli Stati Uniti continua a fare il suo. A New York i Beastie Boys ricordano al mondo quanto possa essere facile vestirsi da idioti e portare a casa due quintali di bigliettoni da cento. Con “Ill Comunication” i BB continuano ad azzeccare dischi e singoli, su tutti naturalmente “Sabotage”. In una sua provincia a caso Tori Amos firma i master di “Under the Pink” e i cereali non saranno mai più gli stessi. Nel tronco cavo di un albero secolare Beck annuncia al mondo che tutto sommato potrebbero anche ammazzarlo, visto quanto è sfigato: esce “Mellow Gold” e le discoteche, più tardi, impazziranno. Un omino dal piglio deciso e il sangue sudafricano mette insieme una band per colorare di musica i grand canyon statunitensi e Geffen paga volentieri quel che la Dave Matthews Band chiede per registrare “Under the Table and Dreaming”. In California gli Offspring tentano e trovano il colpaccio con “S.M.A.S.H.”, che merita ognuna del milione e passa di copie vendute su etichetta indipendente (dicevano, ai tempi, fosse un record). Lì vicino, a Los Angeles, tocca anche ai Weezer con il debutto blu, a base di “Happy Days” e Pixies. Più in basso gli OutKast Brothers perdono un pezzo di etichetta e si fanno belli per presentarsi al mondo con “Southernplayalisticadillacmuzik”. Solo quando credi che gli stati e le risorse siano finiti, ti ricordi della discesa all’inferno con suicidio (questa volta solo figurato) di Reznor: c’è anche lui, “The Downward Spiral” (Nine Inch Nails).

Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano… l’Inghilterra è in piena rivoluzione pop. O, meglio, brit-pop, che piaceva tanto. Difficile pensare a un’annata migliore per la scena. Manchester saluta i padri spirituali che, dopo la bellezza di cinque anni, presentano finalmente il secondo e ultimo disco: The Stone Roses - “The Second Coming”. Manchester abbraccia i nuovi idoli, figlioli spirituali di quelli di prima: Oasis - “Definitely Maybe”. Manchester si ricorda donde giungesse tutto quell’amore per gli Smiths quando Morrissey pubblica una nota inequivocabile: “Vauxhall and I”. Londra, dalla sua, ribatte senza tremare, gli inqualificabili Blur tirano fuori dalla lavatrice delle meraviglie un altro bucato da applausi, “Parklife”.
Ma l’influenza americana è talmente forte da valicare i confini di GuinnessLandia, tanto che i Cranberries, al loro secondo album, riescono a registrare una chicca che si trasformerà presto in insopportabile tormentone: “Zombie” (da “No Need to Argue”). Il resto? Il resto è quel che personalmente non conoscevo o apprezzavo, chessò i Green Day di “Dookie” (no, non ce la facevo e manco ora), o i Pavement di “Crooked Rain, Crooked Rain”, per tacer di “Dog Man Star” dei Suede (che sto recuperando, powered by Gorman), “Dummy” dei Portishead (troppo giovane per un disco come quello) e “Grace” di Jeff Buckley.
Il 1994, come si è aperto, idealmente si chiude . Non con “Live Through This” delle Hole (che andrebbe comunque comprato, caso mai mancasse). Ma con una morte e tutto il fascino nero di quel che avrebbe potuto essere: l’ultima registrazione ufficiale dei Nirvana. Succede con “You Know You’re Right“, pubblicata postuma nel 2002, ma 100% fatta di quella pasta a marchio 1994. Giù il sipario.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=qv96yJYhk3M]

Edit posticcio: con quantitativi islandesi di cenere mi copro il capo. Ho dimenticato “Monster” dei R.E.M., disco che per davvero mi piace un sacco e una sporta. O due sporte, a seconda della stagione. La ribellione post-hyper successo (per qualcuno, tra cui me) o il tentativo di cavalcare l’ondata di rock nudo e crudo imposto da Nirvana & Soci (per altri). Comunque un album in cui compare roba del calibro di “I don’t sleep I Dream” o “Circus Envy” o “You” o anche la semplice “What’s the Frequency Kenneth”, be’… va volutogli benissimo.

* Tamarri del Cazzo

ZUCCHERO FILATO NERO

(A cura di Palletta)

Versione più “zucchero” e meno “nero” di questa scalcinatissima rubrica. Insieme alle inevitabili e inenarrabili porcherie che trapanano con violenza i timpani del prossimo, del ’94 vale la pena ricordare alcune meteore interessanti, che ritornano puntualmente nelle varie discussioni che iniziano con “oh ma ti ricordi quella canzone lì, dei jeans, quella che pare la copia di “Today”?

Inside (Stiltskin): Oh ma vi ricordate quella canzone lì, dei jeans, quella che pare la copia di “Today” degli Smashing Pumpkins? Eccola. Era abbastanza belloccia, il resto dell’album invece faceva abbastanza cagare. Sul resto della carriera del gruppo campeggia un enorme punto interrogativo.

Lightning Crashes (Live): Giuro, e qui mi aspetto di trovare Zave sotto casa con un’ascia, che la prima volta che li ho sentiti alla radio li ho scambiati per i R.E.M. Anche qui, due o tre canzoni e poi il nulla cosmico.

Missing (Everything but the girl): Gusti a parte, indubbiamente una delle canzoni più ascoltate e rappresentative del periodo. Il nome del gruppo è abbastanza infelice… “tutto tranne la ragazza”? Con ragazza intendete quel cesso che canta? Allora sì, tenetevela.

Always (Bon Jovi): Ahhhh! Il pezzone superstruscio delle feste al liceo, quelle organizzate in palestra dando due lire al tizio con i capelli lunghi dell’ultimo anno che “passava i dischi” il lunedì sera in qualche discoteca mal frequentata.

Waterfall (TLC): L’hip hop (r&b direi, NdZ) o pseudo tale mi ha sempre fatto moderatamente schifo, ma la canzuncella era orecchiabile e tappezzava il pomeriggio di MTV. Mi cospargo il capo di cenere.

7 Seconds (Youssou N’Dour e Neneh Cherry): Una di quelle classiche canzoni dal messaggio impegnato, che ti frulla il cervello con impegno, appunto. Mado’ cheppalle.

T’appartengo (Ambra): Ed eccolo qui tutto il nero che mancava a questo zucchero filato! Chi semina vento raccoglie tempesta e a forza di guardare “Non è la Rai” il pubblico ha dato a ‘sta gente persino l’occasione di incidere dischi. Ehi, ma stavolta è la SUA voce, non è doppiata. Checculo.

The Rhythm of the Night (Corona): Questa non ha nemmeno bisogno di presentazione. Né lei né quella specie di travone spilungo che la canta. Come spesso accade, si tratta di una rivisitazione di un brano dance degli anni ottanta (“Save Me” delle Say When) che a suo tempo non s’è cagato nessuno. A noi [leggi: a me] non piace ricordarla in nessuno dei due modi citati, bensì nella più attuale (e saudadissima) versione degli Ex-Otago:

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=iYoSWaWdBOE]
P.S.: Aggiungo anche, per mio puro vezzo e per spernacchiare Zave, che nel 94 è uscito pure “Dookie” dei Greenday (ma con che cuore mi dici che non te lo sei cagato di striscio?), “Sixteen Stone” dei Bush (sì, ok, fanno schifo a tutti. A me quell’album piace mucho) e il cd della colonna sonora di “Il corvo”, che era una figata pazzzzescah!

VOTA IL 1994!

(Scegliamo con la democrazia che ci è propria il migliore dei Novanta’s)


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LA SPESA DEL 1994

(Per chi vuole recuperare e non c’ha la voglia di leggere il post)

  • Ill Comunication (Beastie Boys)
  • Jar of Flies (Alice in Chains)
  • Mellow Gold (Beck)
  • Parklife (Blur)
  • Under the Table and Dreaming (Dave Matthews Band)
  • Vauxhall And I (Morrissey)
  • Unplugged in New York (Nirvana)
  • Definitely Maybe (Oasis)
  • S.M.A.S.H. (Offspring)
  • Southernplayalisticadillacmuzik (Outkast)
  • Vitalogy (Pearl Jam)
  • Pisces Iscariot (Smashing Pumpkins)
  • Superunknown (Soundgarden)
  • Second Coming (The Stone Roses)
  • Purple (Stone Temple Pilots)
  • Dog Man Star (Suede)
  • Under the Pink (Tori Amos)
  • Weezer (Weezer)
  • Live Through This (Hole)
  • No Need to Argue (The Cranberries)
  • The Downward Spiral (Nine Inch Nails)
  • Monster (R.E.M.)
  • Troublegum (Therapy?)

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

dirkpitt78
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Premessa doverosa: questa collana di post è notevole. Davvero, ne vorrei uno al giorno, per abbassare ulteriormente la mia bassa produttività stile Pacman’s GUGOL (cit.)
Ma ti sei dimenticato di un album, nel 1994. Non perchè sia di importanza musicale altissima (anzi), ma perchè segna l’anno della morte dei Pink Floyd (The Division Bell). Alcuni pezzi sono ottimi anche per chi pensa che i veri Pink Floyd siano morti agli albori del decennio precedente.

I NOFX li ascoltavano solo i miei compagni di classe?

zzavettoni
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No e sì, cioé capisco che non sia evidentissimo ma questa è la selezione che si riferisce solo al mio 1994. E io coi Pink Floyd ho avuto un rapporto molto occasionale, di certo non nel 1994 (tolto il singolone), nonostante i tentativi di mio fratello.
Invece ne ho dimenticato un altro fondamentale per il mio 1994: “Monster” (R.E.M.). Che vergogna, mo’ aggiorno e grazie a Palletta per la segnalazione (che comunque non giustifica in alcun modo il suo vergognoso ritardo).

claire
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dave grohl manco aveva la barba :-(

zzavettoni
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claire :

dave grohl manco aveva la barba :-(

E, come sai, manco la pappagorgia da vecchio in disfacimento. Dico, vedersi i pezzi di Live! Tonight! Sold Out!! fa sempre malissimo, il doppio del sopportabile.

no
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oddio, terribile “Inside”, non la conoscevo e ne sono rimasto fortemente scosso

visto che son qui aggiungo che il ’94 è chiaramente l’anno del black metal norvegese, anzi, prima aggiungo che non so _bene_ perché leggo questo blog (anche se spesso non lo leggo, lo guardo), e nemmeno perché ci sto scrivendo, comunque:
Hvis Lyset Tar Oss, Transilvanian Hunger, e anche De Mysteriis Dom Sathanas

tre capolavori fondamentali che mi son perso perché all’epoca ascoltavo probabilmente roba di quella lista indegna, e poi per troppo tempo ho continuato ad ignorare tutto il metal a prescindere, ma ho recuperato negli ultimi anni

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=htN5C8lxGA8]

recuperate, ascoltate Burzum! Anche tu soma, potrebbe addirittura piacerti pochissimo, un tempo ci azzeccavo, ma forse ora sto osando troppo (mi sa che lo faccio anche per vantarmi dentro quando propongo robe che non c’entrano niente con gli interlocutori, per dire, a un metallaro invece proporrei, chessò, i mùm, vantandomi che mi piacciono moltissimo e sperando che a lui invece facciano schifo, è una specie di hobby involontario che ho ultimamente per sottolineare le differenze musicali)

ciao a tutti, non leggete questo commento, guardatelo e basta

zzavettoni
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I mùm, me li ero completamente spersi nella memoria. Fortunatamente, credo.
Il metal di merda, comunque, deve morire. E così facendo il gioco delle parti è a posto.

palletta
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Eh ma metal a parte nel 1994 c’era un sacco di roba che non ci siamo minimamente goduti per poi riscoprirla dopo. Se penso che in quell’anno è uscito uno dei miei album preferiti [I could live in hope - Low] mi viene il mal di testa. Dubito, comunque, che allora lo avrei apprezzato, invece che venirmi a 15 anni la fase suicidio è stata rimandata a meno tenera età.
Comunque Burzum l’ho già recuperato, ho sbilanciato di nuovo il gioco della pasrti di cui sopra?

zzavettoni
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Ma è una palla come gli altri dei Low tranne The Great Destroyer?

palletta
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Potrei dire che è l’unico a non essere una palla. Ma non lo farò.

zzavettoni
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Se è l’unico a non essere una palla lo ascolto. Ma quindi me la chiarisci questa posizione? Ché sono anni che ogni tot rompi coi Low e sono una sfrangiata agli zebedei che non finisce mai (tranne “The Great Destroyer”, lo devo riscrivere ogni volta per contratto).

palletta
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Non è facile chiarire. Potrebbe non essere una palla solo perché rispetto agli altri è pallosissimo.

Secondo me l’amico di Burzum capisce.

zzavettoni
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Farò finta di averci capito qualcosa.

peopleguy124136
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U GUYS FORGOT SOUNDGARDEN’S GREATEST ALBUM SUPERUNKNOWN WITH THEIR BIGGEST HIT CALLED BLACK HOLE SUN WICH WAS RELEASED IN 1994?!!!!!!!! such a shame…

zzavettoni
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Te tu invece non sai leggere. E dire che l’elenco è comprensibile anche dai non italòfoni. Bestia!

c'erodentroinpienoneinovanta
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grandi therapy? ricordo un concerto a Milano anni dopo un cui uno è saltato su gridando “masturbation save my life!” ah ah ah!

zave
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E mi ricordo bene che era a te che piaceva Troublegum. Ma devo averlo sentito in tutto due volte credo. Errore mio.

c'erodentroinpienoneinovanta

sentilo sentilo.
Prima strofa di “Femtex”

fede86
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Intanto complimenti per il blog, molto molto bello.

Ti segnalo due album che non hai citato usciti nel 1994, a mio parere meravigliosi:

1. “The Holy Bible” dei Manic Street Preachers (l’ultimo album con il chitarrista/paroliere Richey)
2. “Grace” di Jeff Buckley, l’unico suo lavoro pubblicato, ma da brividi

zave
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Ciao Fede e grazie. Non sono due dimenticanze, ma due scelte. L’assenza dei Manic Street Preachers fa inalberare il Procopio che qui frequenta e li adora un bel po’, l’assenza di Grace schifa Surgo e tanti altri. Ma nessuno dei due è stato amato prima (o dopo) dal sottoscritto. E quindi, trattandosi di roba davvero super personalissima…

AndreaC
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Anno della madonna. Per me è l’anno GRIGIUM in quanto proprio ad ottobre ho iniziato, undicenne, ad acquistare riviste di vg. La prima fu Super Console, ma la vera epifania fu con The Games Machine, che a novembre (mese più GRIGIUM dell’anno) metteva in copertina un render di Creature Shock che è la quintessenza stessa del GRIGIUM. Ecco quindi che consiglierò 5 dischi di elettronica (IL genere GRIGIUM) uno più GRIGIUM dell’altro.

1-2)Robert Hood – Minimal Nation e Internal Empire: i due dischi gemelli (orientato ai dancefloor il primo, più d’ascolto il secondo) che agendo per sottrazione arrivano al cuore puro del GRIGIUM.

3)Autechre – Amber: gli AE si chiudono ancor più dentro se stessi creando la perfetta colonna sonora per il momento GRIGIUM per eccellenza, e cioè la fine della vita sulla Terra. O forse il suo principio.

4)Underworld – Dubnobasswithmyheadman: cuore a anima che bruciano all’unisono nel grande vortice cosmico del GRIGIUM.

5)The Prodigy – Music for the Jilted Generation: il GRIGIUM dei vicoli umidi e zozzi di una Londra che è meticciato culturale e energia pronta ad esplodere contro chi tenta di spegnere l’incendio del rave.

Si ringrazia l’utente nihil per aver introdotto e diffuso il concetto di GRIGIUM.

zave
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Andrebbe esplicitato il concetto di Grigium (in minuscolo per ora).

AndreaC
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Come dicevo, per me il GRIGIUM è la copertina del Novembre ’94 di The Games Machine, a questo link dovrebbe vedersi: http://omi.webnet32.com/lib/exe/fetch.php?cache=&media=tgm:69.jpg

Però anche l’impaginazione della stessa The Games Machine a quell’epoca, le suggestioni dei videogiochi per PC che uscivano in quel periodo e la visione ingenua di futuro legato all’allora avanzante computer graphics, che per me ha punti in comune col GRIGIUM musicale ben rappresentato dalla gelida ma visionaria austerità della techno.

Non si capisce, lo so, però prova ad ascoltare Nine degli Autechre (tratta appunto da Amber) sfogliando qualche TGM ’94-’95!

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