Il grande gioco dell'estate

Venire a patti con la realtà è ogni giorno più desolante. E così bisogna finalmente decidersi ad ammettere a se stessi che “Giochi senza Frontiere” non esiste più. Prima, però, di affrontare la cosa con un post-inchiesta degno di quello dedicato all’Auditel (che ha smosso le coscienze e infuocato una vicenda da troppo tempo pronta a esplodere), è il caso di guardare altrove. Per la precisione al Gioco dell’Estate. Al Videogioco dell’Estate! Anzi, ai videogiochi delle estati, tutto al plurale. Oltretutto ho pure imparato che per alienare un po’ di meno l’omino di internet è meglio impostare dei paragrafi distanziati tra di loro da una bella riga vuota. Tipo così.
Rieccoci: i videogiochi dell’estate, quindi. In un’estate che un suo videogioco, per chi scrive, ce l’ha di già e sta durando un bel po’: Super Mario Galaxy 2 naturalmente. Anche perché quell’altro, di gioco, è durato pochissimo e l’anima è ancora tutta un lacerarsi che guarda, lasciamo stare (il riferimento è ai mondiali sudafricani, che altro sennò?). Ma prima di Super Mario Galaxy 2? Per l’elenco preciso aspetterò di rinascere in una forma più organizzata e volenterosa, quindi anche per questa volta vado completamente a muzzo. A casaccio.

Messo da parte IL gioco dell’estate per eccellenza, che è stato e sempre rimarrà (suppongo) quello Street Fighter II del 1991 di cui si è già ampiamente discusso qua sopra, vado a cercarne altri. Uno dei primi è probabilmente Wonder Boy In Monster Land, versione coin-op, in una qualche sala giochi scassona sull’adriatico. Sul finire degli anni ’80. Facciamo proprio 1989, così, decidendolo ora e senza nemmeno stare lì a verificare. Che tanto se ho cannato proprio rispetto a date di uscita e tutto ci sarà sempre un Babich a segnalarmelo con ignominia. Ma Monster Land non è il solo Wonder Boy da calura estiva, quello vero in effetti è un altro: Wonder Boy and the Dragon’s Trap. Che col tempo avrei scoperto esistere anche per PC Engine, ma che ai tempi (facciamo che era il 1991, to’) esisteva fondamentalmente per Master System. E se lo era portata a casa dalla sua vacanza in Inghilterra mio fratello, assieme a Psycho Fox. Due giochi per un’estate torbida in cui quel Master System era all’incirca il protagonista assoluto (quasi, dai, che poi arriva quello della Panda a smentirmi) dei pomeriggi videogiocabili dell’intero palazzo. D’altronde nessuno aveva un NES e i vecchi C64 e l’MSX iniziavano a perdere un po’ di smalto.
Altra estate, altri videogiochi: Sensible Soccer vince a mani basse la stagione-da-ombrellone del 1993, sempre dando per scontato che gli anni potrebbero essere completamente cannati. Ah, per la precisione: Sensible Soccer su Megadrive. Nota che porta con sé tutto un potenziale fiume di “Sensi è solo col joystick, ammazzati”. Volendo si poteva anche dare per buono, però facciamo che vi ammazzate voi. Era anche l’anno del debutto del giovane primavera Del Piero in un Juventus – Parma molto estivo. Dannata zazzerona, quanti bei momenti che ogni buon psicanalista riporterebbe a un’esistenza omo frustrata.

1994: Virtua Racing e Sam & Max Hit the Road. Il primo su Megadrive, e anche lì si potrebbe discutere per ore dell’utilità del giocarlo proprio in quella versione. Ma occhio che: 1) la conversione era miracolosa, 2) per giocarsi l’originale bisognava andare a sperperare le paghette fino a Porta Venezia, 3) io, comunque, su Megadrive l’avevo rubato a un amico e quindi economicamente era grandemente vantaggioso. Sam & Max Hit the Road è, invece, una delle prime vittime del grande rito di passaggio a un PC tutto mio (cioé no, tecnicamente era di mio fratello, ma era uguale). La versione super-economica pubblicata da C.T.O. anche per riproporre un po’ di best-seller di LucasArts in formato CD. Tipo 19 Euro, o giù di lì, che amore.
Sempre di quell’estate, ma della fine dell’estate, era Mortal Kombat 2 per Super Nintendo. Perché mentre gli altri cercavano di farsi durare il più possibile gli ultimi giorni di mare, io mi divoravo Mega e Super Console sulle immagini di Donkey Kong Country e soprattutto sulle recensione del picchiaduro di (lo scoprirò ben più tardi) Ed Boon. Tanto da infastidire la famiglia e votare a favore di un ritorno a casa due o tre giorni prima “ché ho un sacco da studiare”. E anche da andare da Joystick Fun a spendere soldi messi da parte non si sa bene come, né quando, ma solo perché.
Dell’estate del 1995 meno parlo e meglio sto. Avevo venduto tutti i giochi per Super Nintendo e Megadrive nel tentativo (riuscito) di raggranellare quanto servisse per portarmi a casa, a fine settembre, una PlayStation. Centomila lire le avevo, però, abbandonate per strada per… non dovrei scriverlo qui, che poi lo leggono tutti… per Phantasmagoria (PC). Che gioco del menga. Ma sbagliare serve per diventare persone meglio e minchionate simili non ne ho quasi più fatte, giuro sul canguro.

L’estate 1996 è invece ricolma di soddisfazioni: un patto con l’allora compagno di videogiochi aveva portato alla compartecipazione di un Saturn. L’estate era passata tra un brutto gioco di guida “à la Daytona” (o così ci piaceva raccontarci) per PlayStation (trattavasi di Burning Road) e soprattutto X-Men Children of the Atom di Capcom per la console disperata di Sega. Ah, anche lì era tornato fuori Sensible Soccer, questa volta su di un Amiga in una casa di montagna, per i tornei serali post “Quel pomeriggio di un giorno da cani” (nel senso vero, nel senso della visione del film).
Velocizziamo. Nel 1997 è già redazione di Game Power e i bei giochi non sapevo più dove metterli: mi sparo in sequenza Exhumed (molto estivo, molto Egitto), i primi due dischi di Final Fantasy VII (il terzo era una copia del secondo, dannate bestie-PR di Squaresoft Europe o chi per essa) e soprattutto Rage Racer. Lo splendido Rage Racer, tutto sgommato in una Alassio bruciatissima dal sole e mentre la Gazzetta parlava di questo nuovo virgulto milanista: Leonardo. Come sempre rimane valida la possibilità di smentirmi malamente su coincidenze di date e fatti storici e blablabla…
Nel 1998 è la volta di Banjo Kazooie per Nintendo 64 e Winning Eleven France ’98, quest’ultimo facente parte di una “collana” di giochi per Psx copiati da un ancora giovane Ualone, tra cui spiccavano anche Darius G, Einhander, Thunderforce V e Sol-Divide. Sì oh, al Ualone ai tempi mi sa che piacevano proprio gli sparatutto vecchio stile.
Degli anni successivi si ricorda poco. Nel 1999 ci sarà di sicuro stato qualche gioco Dreamcast, che però vince senza dubbio alcuno nel 2000 con l’accoppiata Jet Set Radio e Street Fighter III Third Impact, proprio in zona “finale Olanda 2000″, dannati transalpini. Dannato Trezegol. Fortuna che avevo il giochetto dello spray con la grafica bellissima e gli schettini.

Chiudiamo con l’altro gioco dell’estate che solo quello Street Fighter II può relegare in seconda posizione: Super Mario Sunshine (2002). Mai visto gioco più estivo, fradicio, sudato, soleggiato, divertito e scanzonato di quello, per quella stagione. Con tutti i dubbi che, giocando poi a Galaxy, possano venire in mente sull’introduzione dello SPLAC 3000 (o FLUDD, vedete voi), l’unica certezza rimane che se d’estate ti viene voglia di fare un salto nelle acque greche devi da comprare Super Mario Sunshine. Mica il biglietto per un traghetto.
E ora, dato che la stessa cosa potevasi scrivere parlando di musiche estive (ma serie, mica gli Ace of Base eh, levatevi di torno se l’avete pensato), ecco qua la…
TOP TEN PREFERISCO L’OMBRA
(Quando gli altri fanno i ganzi con le femmine in spiaggia)
- To Sheila (The Smashing Pumpkins, Adore – 1998)
- D’you Know What I Mean? (Oasis, Be Here Now – 1997)
- Black Celebration (Depeche Mode, Black Celebration – 1986)
- Eric’s Trip (Sonic Youth, Daydream Nation – 1988)
- I Got Id (Pearl Jam, Merkinball – 1995)
- Let’s go to Bed (The Cure, Japanese Whispers – 1983)
- Good Grief (Foo Fighters, Foo Fighters – 1995)
- Lemon (U2, Zooropa – 1993)
- Music: Response (The Chemical Brothers, Surrender – 1999)
- Electioneering (Radiohead, OK Computer – 1997)
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zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments
non so perchè ma d’estate io mi sparo solo giochi urfidi. adesso per dire sono alle prese con two worlds…
la top ten pro-shadow è fantastica anche se non sopporto gli U2 (ma ascoltare musica brutta non può avere stagioni, non deve capitare e basta! :-D
Raymonde: la cosa bella è che così non hai offeso me, ma te stesso e tutta la tua futura progenie. E pure il tuo capo. E sua sorella.
1993 (o 94?) – The Chaos Engine
Gioco dell’estate per eccellenza in quanto portò all’inevitabile osservazione materna: “Ma perché non te ne vai al mare invece di morire di caldo davanti alla TV?”.
Sob.
Ma nel senso che lo giocavi su console (televisore)? Immagino di no.
?
non ho capito il senso del tuo reply.
Quello su Chaos Engine o sui poveri irlandesi maltrattati?
quello che ce l’hai con la mia progenie…
Ahahah, ma no, sottolineavo come un attacco agli U2 ancora in zona Zooropa sia una macchia su qualsivoglia curriculum (o curricula, bo’). Comunque ho esagerato con la storia della sorella del capo, chiedo pardon.
rotfl.
la verità è che io sono il mio capo. e con qualche accorgimento anche sua sorella, cioè mia sorella
Non voglio neanche addentrarmi nelle vostre identità sessuali. Ma quindi nessuno c’ha da condividere le memorie dei giochini estivi? Qe dolor.
Mi ricordo solo che ad anni alterni d’estate a casa mia si giocava al PES di turno con tutte le nazionali customizzate per benino per replicare il mondiale/europeo del momento, che a noi* fifa ci ha sempre fatto schifo. Ore e ore passate a fare giocatori e magliette con i fogli stampanti da internet dappertutto.. a ripensarci mi viene voglia di rifarlo :D
*io e il mio fratello
Mi sarebbe piaciuto giocare anche a me con gli amici da giovane.
Mai visto un’articolo così interessante
Salute: oggi mi faccio l’ottimista e leggo il commento senza vederci alcuna ironia, quindi grazie!