Shank: stiloso Tarantolato

L’epoca dei piagnistei è finita da un pezzo: i picchiaduro a scorrimento sono tornati e sono qui per restare. Per farlo hanno dovuto, come è sempre il caso, mutare sensibilmente. Andare a cercare nuove soluzioni, studiarle e incorporarle nell’idea di gioco primitiva. Una volta ultimato con successo (e da almeno una generazione) il processo, è possibile finalmente goderne i frutti. Non solo nei più ovvi esponenti del genere modernizzato (dai tanti Devil May Cry a God of War, da Mad World a Bayonetta), ma anche nei cocktail di passato remoto e presente, come il qui presente Shank, opera prima di Klei Games.
Di Shank diresti che è un picchiaduro vecchissimo stile: due dimensioni, scorrimento orizzontale e molti più cattivoni che buoni; una manciata di boss, la modalità cooperativa e qualche segreto per infiocchettare il pacchetto. Quello che è nascosto agli occhi dalle semplici immagini è, fortunatamente, il nocciolo del DNA che rende il titolo attuale e godibile: quell’essenza “stylish” esplorata con successo già nove anni fa da Mikami e i suoi pargoletti in Devil May Cry. Da allora niente sarebbe più stato come prima, perlomeno se quello che volevi proporre era un gioco d’azione ad alto tasso di uccisioni. Shank dimostra di aver imparato l’unica lezione che c’era da imparare, fondendo l’essenziale semplicità della struttura bidimensionale, con un ottimo sistema di combattimento.
Perché senza prese e riprese, combinazioni e concatenamenti di attacchi l’uno all’altro e deliziosa cura nel collegare ogni movimento e renderlo tamarro quel tanto che serve, allora è solo un brutto ricordare Final Fight e colleghi assortiti. Cosa che, oggi come oggi, non basta, a meno che lo scopo sia solo quello di pagare pegno alla memoria e mettere assieme un rotolino di noia (ecco, per intenderci, la demo di Scott Pilgrim Vs. The World pare rispondere proprio alla descrizione).

Shank fortunatamente no. E nonostante più di uno scivolone, soprattutto sotto il profilo dell’immaginario e della realizzazione grafica (ogni tanto decisamente troppo povera), porta a casa il risultato. Le armi a disposizione sono tante e non sono troppe. Si rivelano sufficientemente varie tra di loro e vengono messe a disposizione con buon ritmo, mantenendo alto l’interesse fino al concludersi del ventesimo capitolo, per un impegno medio previsto attorno alle tre ore. Che basta e avanza per un picchiaduro a scorrimento.
Bene anche la gestione degli attacchi a mani nude (prese, pestaggi a terra o ravvicinati e proiezioni). Non va tutto benissimo con le armi da fuoco, graziate da colpi infiniti ma, per questo, davvero troppo deboli. Ma è altrettanto vero che, nel sistema di combattimento di Shank, le sputafuoco servono per tenere a distanza, più che per uccidere. Quindi bene così, dai.
Promossi anche gli scontri con i boss, che per quanto piuttosto facili, rendono almeno necessario un certo studio e quindi garantiscono quel minimo sindacale di soddisfazione che i 1200 Microsoft Point richiesti esigono. Non altrettanto riuscito il parco di animazioni: non che non siano sinuose e lussuose, anzi… I problemi arrivano quando, per completare un ciclo di movimenti, il protagonista diventa per qualche istante essere a se stante, scollegato dal gamepad. Succede spesso e volentieri, giusto… ma ogni volta che Shank rotola verso un baratro perché doveva per forza di cose uscire in scivolata (o equivalente) da un attacco… be’, impossibile negare il fastidio.

Da rivedere, per un potenziale e sperato secondo capitolo, anche lo strapotere dell’attacco da distanza (pounce): un balzo felino fondamentalmente impossibile da bloccare per il 90% dei nemici, che spesso garantisce ottimi risultati e rischi azzerati.
Ma lamentarsi oltre o citare i rallentamenti in alcune scene animate e i tempi di caricamento epici su alcuni modelli di Xbox 360 (soluzione in arrivo, dicono in Klein), sarebbe ingiusto. Shank è un bel gioco, ignorante e con pure la sua bella dose di regia e idee narrative, per così dire. Deve molto allo stile tarantiniano di “Kill Bill” e naturalmente alle graphic novel, tanto quanto ai videogiochi. E quindi promozione convinta. Dimenicandosi pure di citare la colonna sonora un bel pezzo sopra alla media e oltretutto gratis.
Shank
(Klein Games, Xbox 360 – 1200 Microsoft Point)
Giocatori: 1-2
Genere: ammazza gente e affetta cose
Zavalutazione: ♥♥♥♥♥
Altre letture:
- EA and Klei Entertainment Unsheathe Shank Today (eon.businesswire.com)
- ‘Shank’ Will Feature Costumes To Complement Your Chainsaw (multiplayerblog.mtv.com)
- Shank review: Always Be Murdering (joystiq.com)
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
