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If you need some fun Some good stereo gum Radio #1
Eels: la gioia strana ma vera
Alberi in fiore, facce di pesco, burattino. Oppure Eels
“Clamoroso al Cibali!”, vittoria inaspettata della squadra di casa. Eppure tutto avrebbe fatto supporre il contrario, ma Mr. E ce la fa e chiude la trilogia dei sei mesi con un inno alla vita che è tanto fuori dalle sue corde, quanto riuscito all’atto pratico. Mani avanti però: non è il migliore dei tre e tantomeno, quindi, può sperare di lottare testa a testa con le migliori uscite delle anguille barbo-strambo-depressine, epperò sopravvive ai primi impatti decisamente stranianti, fino a conquistare un suo senso grazie a una bella prova di carattere.
La trilogia accennata sopra è quella che ha preso il via con “Hombre Lobo” (estate 2009), che si è evoluta in “End Times” (gennaio 2010) e che quindi tira le fila del discorso con il qui presente “Tomorrow Morning” (disponibile nei negozi da pochi giorni). Un discorso che è partito con un ruggito à la “Souljacker”, ovvero la bavosa voglia di azzannare di “Hombre Lobo”, che si è accartocciato con pessimismo cosmico in “End Times”, ma che decide di guardare con inedito ottimismo al futuro nei circa 40 minuti di questo domani tutto tinteggiato di rosa fin dalla copertina.
Mr. E: allo specchio ora si piace
Ed è straniante sentire E ciarlare di belle cose e validi motivi per tirare avanti la carretta, anche dopo lo strazio amoroso illustrato da “End Times”. Ma se il primo contatto lascia un po’ lo strano gusto dell’improbabile, di toni che mal si addicono allo stile compositivo e ai panorami musicali tipici della band, è sufficiente regalare due barrette di fiducia al disco perché inizi a farsi apprezzare. La sensazione di essere di fronte alla versione migliorata di Nikki (quello lì del bicchiere, quello delle good vibes di Radio DJ) scompare e rimane solo lo scontro titanico: “Mr. E Vs. the World”. Imprevedibilmente vinto dal nostro.
Come sottolinea senza troppi giri di parole il padre-padrone degli Eels sin dalle prime battute, siamo a “Baby Loves Me”, inutile far finta che chiunque non lo ritenga un inutile inetto, un fastidioso stupido. Potrà pure essere vero, ma tanto c’ha la sua amata donna (la sua “Spectacular Girl”) che gli vuole un bene dell’anima. E quindi il mondo può pure andare a farsi bruciare. La vittoria dell’amore, pensa te.
Ritmi leggeri ma non sempliciotti o banali, in cui anche gli elementi elettronici particolarmente primitivi sembrano coerenti a una vera e propria rinascita del protagonista dell’epopea. Capace di districarsi tra melodie fischiettabili e belle interpretazioni, in particolare “This is Where it Gets Good”, il jazz rockato di “Looking Up” e lo zucchero 100% di “Mystery of Life”, che va anche a concludere il disco.
Arriva alla sua morte naturale, quindi, il periodo di iper produttività di E e dei suoi Eels (chiunque essi siano). I quattro anni di silenzio da “Blinking Lights and Other Revelations” a “Hombre Lobo” sono stati vendicati con un trittico inatteso e per lunghi tratti convincente, abile nell’esplorare tutti gli anfratti e i cambi di luce tipici della musica del meno SunsetBoulevard dei californiani. Promozione con ammirazione!
Tomorrow Morning
(Eels – E Works, 2010)
Durata: 46 minuti Da ascoltare: Baby Loves Me, This is Where it Gets Good, Lookin Up Zavalutazione: ♥♥♥♥♥
Attenziona! Gli Eels saranno in concerto a Milano il 15 settembre, biglietti qui.
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
Comments
e noi compriamo i biglietti, vero?
Sarà meglio, che poi è tutto un travaso di bile altrimenti. A ripensarci dopo, dico.