Benvenuta Milano bella (autunnale)

Due settimane in centro valgono bene un post con le prime considerazioni. Che cadono anche a fagiolo (e come l’asino) per celebrare il più gradito ritorno dell’anno: l’amichevole autunno, il piccolo, dolce, muffoso e romantico autunno da Central Park con le foglie gialle. O da Parco Sempione, verde e marrone, dentro la mia città. Ci sono pure i suonatori di bonghi, o meglio: ci saranno pure, ma fin da noi non arrivano. Quel che arriva è tutto il resto, il resto dell’offerta che costituisce l’amabilissimo pacchetto “centro + sole basso”.
La prima vittoria è quella dell’esistenzialismo, perché se sulla persistenza di Milanofiori quando non c’è nessuno che ci vada, puoi anche avere dubbi (come la storia dell’albero che cade e nessuno lo sente e allora forse non è caduto ma ha fatto finta, ammonito per simulazione)… col bel centro della bella Milano bella, mancata capitale, ci sono pochi dubbi.
Anzi, anche quando ci sei e magari sei sopra, in ufficio, hai la certezza che ti stai perdendo dei fatti. Perché da quelle parti le cose succedono per davvero. Per dire, l’altro giorno ci ha fermato una tizia di Sky Sport per un’intervista ai limiti della stupidera da denuncia, mica per nulla ho lasciato che a rispondere fosse il Madoc. Lui è più ottimistico e riesce a gestire meglio queste cose. Anche se alla fine ha pensato bene di trifolare le balle al povero cameraman con una roba sul formato panoramico dei canali che ancora manca… ma vabbé.
Però intanto ho guadagnato una mezz’ora pulita ad andare e a tornare. Però intanto esci e ci sono i bancomatti, i bars, le fermate della metropolitana (più d’una e a volte senza Seveso!) e i negozi dei dischi.

Tutto molto più bello se succede in contemporanea con l’arrivo di Fratello Autunno. Così capita di abbandonare l’ufficio alle sette, infilarsi gli auricolari e camminare placidi verso nord-est, con sotto “To Sheila” che è tanto estiva, ma alla fine non ti sbagli mai. E dopo due minuti ti vedi comparire come da un libro illustrato coi cartoncini che escono, il Duomo. Tutto bello che si fa la sua doccia di raggi rossi da sole che va a coricarsi. Con l’arietta quasi pungente. Col tram del tutto sferragliante. Con altri participi presenti che si fiondano tra i vicolini dietro la gloriosa fabbrica della cattedrale. E via andando. E via andante. In Via Dante, oltretutto.
Poi si potrebbe fare tutto un discorso sui sistemi psicoqualcosici che portano a volere davvero un fracco di bene all’autunno, molto più che all’estate (che piace, ma con un po’ di sopportazione), alla pari dell’inverno (che ha la neve e quindi va fortissimo anche in Corso Como, ma può contare su meno sfumature dell’autunno). Sarà quella sensazione di tiepido calore da rifugio casalingo e ricordi ammantati di patate americane*. Sarà che in autunno succede tutto, riparte tutto, si fanno cose che contano e nessuno ozia. Sarà che il cappotto, tirato fuori dall’armadio, è sempre una bella soddisfazione e sarà pure che ancora non ti ghiacciano i piedi se ti ostini a vestire le All-Stars. Sarà l’aurora, sarà Ramazzotti, ma qui ora ci va una bella playlist autunnosa.
TOP 15 AUTUNNO CANAGLIA
(Altro che Maledetta Primavera!)
- All Neon Like (Bjork, Homogenic, 1997)
- Other Voices (The Cure, Faith, 1981)
- Time Stands Still (Cut Copy, Bright Like Neon Love, 2004)
- Odalisque (The Decemberists, Castaways & Cutouts, 2002)
- Midnight in a Perfect World (DJ Shadow, Endtroducing…, 1996)
- Answers & Questions (Earlimart, Mentor Tormentor, 2007)
- World of Shit (Eels, Souljacker, 2001)
- Roland (Interpol, Turn on the Bright Lights, 2002)
- Neverland (The Knife, Silent Shout, 2006)
- Protection (Massive Attack, Protection, 1994)
- Diminished (R.E.M., Up, 1998)
- Go Slowly (Radiohead, In Rainbows, 2007)
- Someone Like Me (Royksopp, The Understanding, 2005)
- In the Arms of Sleep (The Smashing Pumpkins, Mellon Collie and…, 1995)
- Over Now (Alice in Chains, Alice in Chains, 1995)
* sulle patate americane, poi, andrà fatto un lavoro certosino collegato al blog, perché vanno discusse, anche se prima andrebbero amate. Patate americane: amatele! Anche se le conoscete come “patate dolci” va bene uguale.
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments
Io questa faccenda dell’aspettare l’autunno proprio non la capisco, e rivendico il diritto di schifarmi. L’autunno non ha niente di romantico; è solo una progressione inesorabile verso il panettone, i botti e la mia vecchiaia :-(
Devi amare il viaggio, non la meta finale. Come dice il Sig. Mercedes. O BMW, non ricordo.
Ah le patate dolci! Ridi pure, ma le prime le ho mangiate in viale Fulvio Testi, appena sfornate dal forno del “microcucinotto a 360°”. Che non era la temperatura ma il giro che dovevi fare su te stesso per muoverticisivisi all’interno, ogni altro spostamento non era permesso.
No che non rido, le devi a me ovviamente. :P