Sdraiati nel cinema degli Xx

Fermate le rotative: a Milano piove con convinzione e il grigio d’ottobre accalappia la città. Ci vuole una giornata così per entrare in perfetta sintonia con l’album di debutto, omonimo, degli inglesi The Xx. O una giornata così o una serata miciosa sul divano, ma per ora si tenga buona la prima prospettiva, che viene più comodo e fa meno senso.
Lanciatissimi, come sempre, dalla stampa inglese, i quattro londinesi (ora rimasti in tre) hanno dato alle stampe un’opera prima fuori dal tempo eppure sufficientemente furba da rientrarci, nel suo tempo. Uscire dalla porta per rientrare dalla finestra, insomma. E la finestra è quella spazio-temporale dei primi anni ’80, dei giri di basso secchi e maestosi, della produzione 4AD, solo impreziosita e svenduta dalle voci che più radiofoniche non si potrebbe di Jamie Smith e Oliver Sim.
Ascoltare Xx vuol dire sdraiarsi idealmente tra le poltroncine di una risicata sala di proiezione, in cui la band si trastulla modificando gradatamente le immagini che danno vita alle quattro pareti. Un cubo minimale, una stanza di decompressione a base di suoni pochi ma buoni. Lavorano per sottrazione, focalizzando l’attenzione sui passaggi essenziali e ricchi di pathos, accompagnandoli con accordi al limite della super banalità e infiocchetandoli con i begli scambi vocali di Lei e di Lui.
L’abilità degli Xx, come anticipato, sta nel fondere un certo gusto per quello che un tempo avrebbe portato a roba lontanamente Cure o Joy Division (rimaniamo sugli esempi più elementari del mondo) con l’idea indie all’inglese di oggi. C’è YouTube dentro, ci sono una valanga di spot pubblicitari e passaggi in altrettante serie televisive di primo piano, eppure non si scade mai nella facciaggine da culo. Succede solo che le proiezioni del piccolo cubo-cinematografò degli Xx siano incisive e d’atmosfera quanto basta per sciogliersi nel grigio e colare sul vetro bagnato di pioggia. Eventualmente toccando il sedere a Chris Isaak. Il futuro: la pubblicità di una lavatrice della Candy.
Xx
(The Xx – 2009)
Durata: 38 minuti
Da ascoltare: Shelter, Crystal, VCR
Zavalutazione: ♥♥♥♥♥
Altre letture:
- A fan of the XX wears XXes taped over her nipples 2 their concert (altreport.hipsterrunoff.com)
- The xx Wins Mercury Prize! (perezhilton.com)
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
