Your browser (Internet Explorer 7 or lower) is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this and other websites. Learn how to update your browser.

X

Navigate / search

Mangioincentro: Caffetteria Vecchia Milano

Caffetteria Vecchia Milano: per ora vince lei
Caffetteria Vecchia Milano: per ora vince lei

Sociopatici di tutto il centroMilano (scritto attaccato), segnatevi il nome: Caffetteria Vecchia Milano. Per voi è terra del diavolo, arata da lingue di fuoco e arsa da ribollenti fiumi di lava della cordialità: buongiorno a entrare, grazie quando ti alzi, buongiorno quando paghi, grazie + buongiorno quando esci. Dannati gestori con l’acqua alla gola: gli dai due anni di crisi e questi ne approfittano per chiederti l’amicizia pure su Facebook. Ma finirà tutto questo… certo che finirà, per intanto deve cominciare. Si intende dire che deve cominciare il pranzo e se finite alla Caffetteria Vecchia Milano la cosa potrebbe essere meno banale del previsto.

Caffetteria Vecchia Milano

(Via San Tomaso 2, Facebook)

Polipo e patate, il pranzo del gambione
Polipo e patate, il pranzo del gambione

Placidamente seduto nella minuta via San Tomaso, che collega via Broletto a via Rovello, la Caffetteria Vecchia Milano ha tanto pregi, ma non quello del servizio al fulmicotone, soprattutto (o meglio: solo) se si arriva a cercar posto e cibo caldo tra la una e mezza e le due. Prima e dopo le cose vanno meglio.
Qualche problema anche con la quantità di derrate: i piatti tendono a presentarsi in quantità da disperazione nera già verso le 13:30. Non aiuta il fatto che, molto semplicemente, alla Caffetteria Vecchia Milano si mangi proprio bene. Solito avvertimento: nulla per cui rivendere la cucina e dimenticare le belle tovaglie di un ristorante serio/costoso, ma per il pranzo da giornata di lavoro… be’, il Vecchia Milano ce la fa.
Nelle prove effettuate dall’esigentissimo gruppo Batman, Robin, Capitano (o era Commissario?) Gordon e Pinguino, la varietà di proposte è sempre stata preservata. Anzi, nonostante la limitata quantità di piatti disponibili con l’avanzare dell’orario, è altrettanto vero che si possono pescare jolly difficili da trovare altrove in zona e a questi prezzi: pollo al curry + riso basmati, insalata di polipo + patate lesse, brodose seppioline + patate al forno (per citare qualche secondo) o pizzoccheri, pasta ai broccoletti e passato di verdura (qui siamo ai primi). Previste anche insalate, panini e piadine.
Ma vediamo com’è andata la prova sul campo…

Valutazioni!

(Il globale non è una media matematica, perché non c’è)

Papperia: ♥♥♥♥♥

Di tutti i baretti/tavole calde provate per conto della briciolosa collana “Mangioincentro”, la Caffetteria Vecchia Milano a oggi è quella che più convince e quindi vince. Piatti saporiti e gustosi, nessuna concessione alla riduzione in gomma tipica del microonde, varietà da non sottovalutare e porzioni generose. Nota di assoluto prestigio: il pane (foto a fianco). Servito in straccettini (non si dice del pane, ma se sapessi ciò di cui sto scrivendo probabilmente non lo starei fando) conditi con olio extra vergine, sale e rosmarino/origano, è una prelibatezza semplice ma efficace. Con tanto di “refill”. Promosso pure il caffé.

Servizio: ♥♥♥♥
Generalmente niente da obiettare, se non una certa lentezza (più accentuata che altrove) durante gli orari di psico-pappa-dramma. Di buono c’è che viene a mancare tutta la strabordante simpatia di Red Ronnie, e quindi anche in quanto a “Servizio lumacoso” la Vecchia Milano vince.

Ambiente: ♥♥♥♥
O piace o infastidisce. Probabile che la Caffetteria Vecchia Milano sia per davvero polveroso come il nome lascia intendere: la sala, tutta in legno scuro, riporta alla mente senza tanti giri i salotti della zia arredati tra anni ’60 e ’70. Nulla, comunque, di cui lamentarsi. Lo spazio non è molto, ma non si finisce per mangare addosso al gomito (del tennista) del tizio a fianco.

Prezzi: ♥♥♥♥
Tra l’ottimo e lo standard: se volete risparmiare puntate dritti al primo. Con un ricco primo, acqua e caffé vi portate via (nello stomaco) un pranzo sufficiente a soddisfare un essere umano medio (Neon quindi è escluso) a fronte di 6.90 Euro. Nella conta della pappa c’è da inserire il citato e apprezzato pane. Con il solo secondo si finisce vicino ai 10 Euro.

Dov’è?

(Ma non ve l’hanno installato Google Maps?)

[cetsEmbedGmap src=http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=Via+San+Tomaso,+Milano&sll=45.466015,9.185815&sspn=0.007976,0.021136&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+San+Tomaso,+20121+Milano,+Lombardia&ll=45.467174,9.18457&spn=0.007976,0.021136&t=h&z=16 width=550 height=400 marginwidth=0 marginheight=0 frameborder=0 scrolling=no]

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Leave a comment

name

email (not published)

website