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La mia vita a NRU-State [9]

Doppia razione di gente colorata sul kart, è ora di Double Dash!!
Doppia razione di gente colorata sul kart, è ora di Double Dash!!

Momento interessante, questo della collana dedicata a Nintendo la Rivista Ufficiale. Una premessa per chi fosse finito qua per sbaglio dopo tanto mesto peregrinare: in questi post si racconta parte della fava e parte della rava del Rava, cioé di chi sta scrivendo. Cioé dei sei sette anni spesi nella redazione di NRU. Ci sono ricordi di amicizie infrante, di amori dissoluti, di denti sparsi a terra e di Amore Nintendo. Ci sono riferimenti che non capirete, perché dedicati solo a Surginis (e chi sarebbe Surginis? L’ho detto che ci sarebbero stati riferimenti oscuri) o a Magiustretta (questa è più facile, ma poi sono entrambe facili). Una cosa: nessuno mai e poi mai parlerà in pubblico di quella foto di Annina. Poco ma sicuro. Perché qui siamo gente di classe, io e tutte le mie altre cinque personalità.
Torniamo a noi, torniamo a Nintendo la Rivista Ufficiale e al perché questa sia una fase interessante. Presto detto: perché non mi ricordo pressoché nulla. Giro le pagine e non ricordo chi ha scritto cosa, quando e perché. Siamo ancora nel momento pre-firme, sbagliarsi è più una certezza che una probabilità. E ricordo meno dettagli di questi numeri 20 e 21 che di quelli pubblicati dieci mesi prima perché semplicemente qui si era già entrati in una routine: è evidente che GameCube non abbia sfondato né da noi né nel resto del globo ed essere all’interno della scialuppa NRU è galvanizzante ma per ovvi motivi meno sorprendente che nei primi mesi. Quindi non ricordo nulla.


NRU #20: shootin' in L.A.
NRU #20: shootin' in L.A.

NRU #20, dicembre ’03


Ricordo però che ci sono motivi sufficienti per scegliere NRU 20 quale punto di rilancio della collana di post. Quella che non ricordavo era, piuttosto, la foto sparata senza paura di ferire gli dei del buon gusto nell’editoriale. Il gioco di copertina è il prescindibilissimo True Crime e quindi il trio redazionale si trova a interpretare i seguenti ruoli: Mattia – poliziotto tamarro, Ugo – trafficante di droga che teoricamente se fosse stato nero sarebbe andata meglio, Anna – passante spaventata che però sotto i baffi ride. Il primo che chiede dettagli sui baffi di Anna finisce filtrato nello spam, segnatevelo. La foto è orrenda, perché qualcuno è nei suoi “tre mesi rastafari”, quindi evito di metterla e passo al numero, che invero ha delle belle motivazioni per esistere.
Primo: la seconda e la terza di copertina dedicate (con pubblicità apposite) al nuovo prezzo del GameCube, da quel momento (ed è passato un anno e mezzo dal lancio) ufficialmente disponibile a 99 Euro. Il dramma, insomma. La disperazione e la voglia di non doverli sotterrare tutti. Allo stesso argomento si rivolge l’editoriale del Tradardi, così come l’Io Amo Nintendo in ultima pagina. Differente, invece, la questione che tiene banco nell’apertura delle notizie: Nintendo prepara lo sbarco in Cina. Ecco, a me la faccenda interessava per davvero, mi ero anche divertito a sufficienza ad approfondire il tutto, per quanto possibile e… e poi mi sa che non ho mica capito come sono finiti i tentativi di Sony e Nintendo con Cina, India e via andando.

Negli speciali di approfondimento spicca subito il primo oggetto del contendere: lo speciale dedicato ai 20 anni del Famicom. Bello da vedere e con un buon corredo di immagini stuzzicose, ha il solo problema di non avere un padre. Direi che l’ho scritto io, per come è scritto, ma teoricamente è più nelle corde di Babich e oltretutto non ho il benché minimo ricordo di averlo fatto, elemento che comunque influisce quasi zero.
Tra le anteprime si mettono in luce Mario Kart Double Dash!! (che sta arrivando, recensione sul numero dopo), il True Crime di copertina (copertina scelta per ovvi motivi di diversificazione della potenziale offerta… si capisce?), Phantasy Star Online Episode 3: C.A.R.D. Revolution (di cui mi torna ora in mente l’esistenza, eccitante direi!) e un Resident Evil 4 che mai sarà (quello simile ai “vecchi” Resident Evil, presentato all’epoca solo attraverso un filmato).

Va molto meglio con le recensioni, abili nell’assestare un uno-due che conferma subito il buono stato della libreria del GameCube anche all’epoca: Viewtiful Joe (e qui non si discute proprio) e Billy Hatcher and the Giant Egg. Oh, Billy Hatcher, parliamone: se lo sono giocato in cinque, sottoscritto e Yuji Naka inclusi. E invece aveva il suo perché, un perché di svariati passi avanti rispetto alle versioni 3D di Sonic dell’epoca, tanto per intenderci. Ne conservo tuttora un ricordo ammantato di “voi non capite, smettetela, andatevene, bestie!”… le urla rivolte agli stronzi che venivano a pigliarmi per in giro perché mi sparavo tutto lo schifo Sonic/Sonic Team. Ahahaha, guardatevi ora che dovete recensire voi Sonic Colours! Ah! Dov’è il vostro Dio adesso?!

Degnissimi di menzioni anche Rogue Squadron III con le sue fasi appiedate (naturalmente è materia di Ugo, in quanto Star Wars. A proposito, ce lo sapevate che Ughetto viene conosciuto enne anni prima col soprannome di Boba Fett? Certo ora suona anziano, ma solo perché lui è anziano. E Spinelli ha fatto il giro ed è un infante, esatto). Dicevo, altre recensioni: SSX 3 (sempre Ugo direi), Super Mario Advance 4: Super Mario Bros. 3 (non so chi l’abbia scritta, vorrei ipotizzare un Magiustra, ma forse è ancora Ugo. Non credo sia di Babich) e FIFA Football 2004. Oh, i FIFA me li facevo tutti io, che nessuno ci voleva mai giocare a FIFA, dato che Pro Evolution Soccer era molto più maschio etc., etc. Bene, la “rivoluzione” di FIFA comincia in quell’autunno 2003, non nel 2006 o nel 2007. Lo stacco più netto a favore del sistema di gioco impostato e promosso da PES, nella saga di Electronic Arts, avviene in quel 2004. Diciamole certe cose.


Cose che forse non sapevate…

  • Nella posta rispondo così a Pasquale Cozzolino: “Mario Soccer? Magari!”. Tak.
  • I simboli dedicati al “fattore attesa” nel Paese dei Korogu non sono delle blatte pelose, ma delle foglie-korogu.
  • La robaccia de Il Signore degli Anelli (anteprima in questo numero) era solitamente abbandonata nelle mani di Elisa. Gaudio per lei!
  • Aprire una recensione con una citazione di Nino Frassica mi rende orgoglioso di NRU (Viewtiful Joe).
  • Nei “Giochi di classe” ci sono tutte le confezioni dei giochi Nintendo per NES, piccole idee tenerorse. Questa era di Babich, ne songhe certo.

NRU #21: guuuusciooo!
NRU #21: guuuusciooo!

NRU #21, Natale ’03


Il numero di Mario Kart Double Dash!!, non ci sono molti altri modi per liquidare la cosa e, francamente, sarebbe scorretto fare altrimenti. Un nuovo Mario Kart è sempre un nuovo Mario Kart, per quello che crea con la sua osmosi di amore nell’ambiente in cui arriva a destabilizzare regole e convivenze. Tradotto: si gioca in gruppo, ci si odia singolarmente, si stringono alleanze che vanno tradite al primo guscio blu amministrato con incoscienza a una curva dalla fine. In quanto despota ed egocentrico mi ero accaparrato la recensione di Double Dash!!, anche perché non avevo ancora recensito un titolare della serie e quindi c’avevo delle voglie sopite.

Insomma, comunque bei momenti, per quanto il gioco non riuscisse a replicare la perfetta esperienza di gioco offerta da quello per Super Nintendo e probabilmente nemmeno quella apprezzata su Game Boy Advance, ma chissenefrega. Intanto l’occhiello della recensione (la riga sotto al titolo e prima del testo, che teoricamente si chiama “sommario”, ma noi eravamo e rimaniamo ignoranti) si levava il cappello di fronte “all’unica festa che può durare sette anni”. Poco prima la sezione dedicata agli approfondimenti ha esploso la seconda cartuccia dedicata ai festeggiamenti del Famicom, per il resto è un lungo susseguirsi di anteprime più o meno interessanti. Su tutte quella di Wario Ware per GameCube, che tutto sommato alla fin fine non è che avesse ‘sto grande senso.

Le recensioni proseguono invece con il solito Mario Party (5) che si spupazzava con immensa dedizione e anche altre risorse (su cui ora è meglio non dilungarsi) il Magiustra nella sua casa colonica. Ma soprattutto proseguono con le quattro pagine firmate, si fa per dire, da Ugo e dedicate a quel diamantone inatteso di Mario & Luigi: Superstar Saga. Non credo di sbagliarmi se dico che l’occhiello (“Le micologiche avventure dei fratelli martelli”) sia uno dei preferiti dal romano assieme al sempiterno “Palle, palle e banane”.

Chiudiamo con un momento di tenerezza: su NRU #21 c’è uno dei pochissimi “Io Amo Nintendo” realizzati da un lettore, ovvero da tale SQON che ha ben pensato di pittare su un muro della sua città una splendida Samus Aran, immortalata e rigirata in Via Asiago 45. Ora in Via Asiago 45 c’è un palazzetto del menga, lo avevamo già detto?


Cose che forse non sapevate…

Edizione monografica
  • Il gioco ci viene inizialmente presentato (a.k.a. fatto giocare nella sua forma definitiva) negli uffici di Cinisello Balsamo di Nintendo. Si corre là come disperati appena arriva l’invito, per un qualche motivo mi pare di ricordare che Ugo non ci fosse in quella primissima occasione. Fortunatamente il giorno dopo, o roba simile, Nintendo viene convinta a non rompere troppo i cosiddetti e a mollare il gioco in redazione. Cosa che succede, anche se con qualche fastidio di cui ora non ricordo bene i dettagli.
  • In redazione esisteva un foglio Excel, curato dal Tradardi, che teneva a registro le vittorie dei tre partecipanti (io, Ugo e Claudio ovviamente) alle sfide a base di palloncini. Ché noi in multi si giocava a palloncini. Quello era il multi vero prima dello scempio di Mario Kart Wii.
  • Per testare la modalità multiplayer via LAN (una primizia su GameCube) avevamo accettato un invito a una sorta di “LAN Party casalingo” di un lettore. Eravamo io, Claudio e Magistretti. Non ho paura di dire a Omero (sono quasi certo che si chiamasse così il padrone di casa) che siamo stati onorati dell’invito, ma che è stato un pomeriggio drammatico, drammatico vi dico. Non sapevamo più che inventarci per andarcene. DRAMMATICO VI DICO!

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

Magiustra
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Eh, dannata malinconia :/

Comunque lo specialone sul Famicom, spalmato su due numeri, l’avevo scribacchiato io. Tu avevi recuperato le immagini, però, che detto tra noi sono pure la cosa più bella dello speciale in questione.

Ricordo che, visto che ero proprio “agli inizi” e che lo specialone era un roba grossissima, per farmi un’idea di ingombri e caratteri (per testo, argomenti, box etc) preparai un gigantesco collage fatto di fogli di cartoncino rosso che sparpagliai sul pavimento della camera da letto.

Sui fogli incollai le stampate dei testi e delle immagini “provvisorie” per rendermi conto degli ingombri e per farmi un’idea di come sarebbero venute fuori le pagine sulla rivista.

Ora che sono un “pro” (eh) riesco a fare tutto a mente, immaginandomi le pagine, ma all’epoca proprio no.

Ah, alla prova di Mario Kart a Cinisello portaste anche me: prima volta dalle parti di Nintendo (non che sia capitato poi spesso, nel corso degli anni successivi) . E sì, la Mario Kart Lan Party in effetti fu piuttosto sconvolgente. C’è anche da dire che se ci sono tre tipi che non sono adatti a quel genere di cose, siamo io, te e Tradanza.

R.

P.S. Controlla la mail :)

Ricordo che Tania mi guardava come un marziano, mentre giocavo con i fogli di cartone e le fotografie ritagliate sul pavimento della cameretta.

zzavettoni
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Ahhh, ellosapevo che finiva così. Pardon Magiustra. Bellissimo il fatto del cartoncino. Cioé, bellissimo nel senso di inquietante. Ma bellissimo nondimeno.
E per quanto riguarda la festa di Mario Kart… io ancora ci piango nella notte. :\

Zel
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“Per testare la modalità multiplayer via LAN (una primizia su GameCube) avevamo accettato un invito a una sorta di “LAN Party casalingo” di un lettore. Eravamo io, Claudio e Magistretti. Non ho paura di dire a Omero (sono quasi certo che si chiamasse così il padrone di casa) che siamo stati onorati dell’invito, ma che è stato un pomeriggio drammatico, drammatico vi dico. Non sapevamo più che inventarci per andarcene. DRAMMATICO VI DICO!”

ahahahahah, la memoria non ti inganna, solo che Omero e’ soltanto il nick che usava all’epoca :)

zzavettoni
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Di un certo Zel ho ricordo in effetti. Matteo Zel?

Zel
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Sissignore! Risucchiato in quel vortice di cubi, cavi di rete, router e joypad ;)
In effetti le uniche cose che ricordo sono i brutti adesivi sui joypad, te e paradroid (nick attuale su tfp, che la mia memoria per i nomi e’ rinomata per essere fallace)

-=NickZip=-
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Vogliamo sapere i dettagli del lan party!
Quanti eravate?
otto?

Mmmmh… forse no, perchè nel 2003/2004 si poteva mai riuscire a trovare ben 8 nintendari nel raggio di 200 Km? …Mi sa di no.

zzavettoni
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NickZip: mi sa che eravamo pure di più. Zel se lo ricorderà meglio, voglio crederci.

Magiustra
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Paradroid sono io, Zel :) E sì, gli invitati al party erano molto più di otto. Avevamo fatto una paginetta sul festino, Mat, ricordi? C’erano anche le fotografie.

R.

zzavettoni
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Magiustra: ricordo sì, questa sera guardo se trovo e faccio scansione.

Matteo
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Eravamo in meta’ di mille, tipo 16(mila). Eh ma io ho visto cose in quella casa che voi umani… Ringraziate di esserne usciti vivi, mi verrebbe da dire ;)
Comunque pieta’ no, la scansione dell’articolo no dai

Zel, Matteo

zzavettoni
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Zel, hai firmato la tua condanna.

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