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un blog dedicato all'attualità e agli avvenimenti del sottosuolo belga
Mangioincentro: Eat’s Good
Eat's Good: iz guud?
Si stava così bene, uscite rituali e percorsi standardizzati: da una parte la Vecchia Milano, dall’altra Pierre Café e ultimamente pure un panino del tifoso dal baracchino calciofilo di fronte al castello Sforzesco (torneremo a parlarne a breve, forse)… e invece cos’è successo? È successo che una svolta sbagliata e la missione cialde-del-caffé ha portato Batman, Robin e il Commissario Gordon di fronte alla minuta vetrina d’ingresso di Eat’s Good, che ama definirsi “Panineria Gourmet” e vi aspetta ogni giorno in una delle piccole traverse che tagliano via Broletto, a un passo e mezzo da piazzale Cordusio.
Ma cos’è Eat’s Good? E soprattutto: riuscirà a conquistare un posticino negli aridi cuori della gang del pipistrello? Presto detto (poco più sotto) e presto letto (sempre più sotto).
Il panino e il dito per coglierne le dimensioni reali
“Thank’s God, Eat’s Good”: il discutibile slogan campeggia in testa al sito web di Eat’s Good. Partiamo male, anzi… “arriviamo male”. Perché grazie al cielo nessuno qui ha dato il via alla ricerca di un nuovo locale adatto alla valutazione secondo i criteri di Mangioincentro scandagliando la Rete, però… però lo slogan esiste comunque e quando ritieni fondamentale menartela così tanto da coniare una faccenda come quella o scrivere roba tipo: “[...] l’accurata selezione di vini viene proposta dai sommelier di Eat’s Good per esaltare gli ingredienti e performare i sapori”, ecco, allora sarà meglio farsi trovare senza un capello fuori posto.
Andiamo con ordine: nel suo spazio piuttosto ristretto e a sviluppo tutto corridoiale (no, non esiste, ma rende bene l’idea), Eats Good si presenta benissimo. Intendiamoci: per chi scrive è una grande vittoria entrare in un nuovo “baretto da pranzo” e scovare subito un soprannome appioppabile. Negli anni c’è stato il Bar Feddo, il Lurido, il Marcio, il Circoletto Polare Artico e… e questo sarebbe “Il Spazza”. Perché c’è odore di rumenta lì dentro.
Il Commissario Gordon sostiene che sia altro e in effetti pure il sito ufficiale parla di “aria condizionata e purificata da speciali filtri brevettati”. Sarà quello.
Comunque sia, lasciamo stare il sito, che è veramente l’esplosione di minchiate pretenziose. La realtà è che Eat’s Good è un posto concettualmente identico ai mille altri che gli stanno vicino: ci sono tanti panini, un po’ di piattoni a base di affettati e mozzarelle e pomodori e qualche insalata.
Il punto di forza di Eat’s Good sta, piuttosto, nella ricercatezza degli ingredienti e nell’assemblaggio del fatto-panini, che ricordano da vicini quelli de Il Panino Giusto. Prosciutto di Praga, culatello di Zibello, “punta d’anca di bresaola dop”, speck dell’Alto Adige, salame di Cremona, pancetta steccata… insomma, avete colto. Il tutto viene accompagnato con formaggi e salse variamente ricercati, che adornano (vieppiù!) puranco i piatti vegetariani, invero non pochi, signora mia.
Valutazioni!
(Il globale non è una media matematica, perché non c’è)
Papperia: ♥♥♥♥♥
Batman ha voluto testare la specialità della casa, un panino con rucola, pomodoro, caprino allo champagne (pare) e altra roba. Buono? Molto buono. Ma le dimensioni sono quelle del Panino Giusto, quindi insomma… rimani lì con la voglia di altri otto esemplari. Però oh, inattaccabile, buono.
Meno entusiasti Robin e il Commissario Gordon, entrambi alle prese con un’insalatona che di superlativo aveva solo il titolo. Solite foglie con mozzarella inclusa.
Servizio: ♥♥♥♥♥
N.C.S., Non Ci Siamo. Presa dell’ordine piuttosto laboriosa e tempi di consegna per il panino al limite del sopportabile. Va bene la qualità e che non siamo da McDonald’s e via andando… ma quasi venti minuti col locale già per metà vuoto? N.C.S., enneciesse!
Ambiente: ♥♥♥♥♥
Meh-diocre. Una stanza che si sviluppa in profondità come un tunnel e del tunnel mantiene anche una certa mancanza di agilità e comodità. Colori istituzionali arroccati sul bianco-futurismo-infermeria e… e poco altro di interessante.
Prezzi: ♥♥♥♥♥
Affrontabili. I panini vanno dai 4.50 ai 6.50 Euro, i piatti 8.50, le insalate me le sono scordate, facciamo 6 e stiamo a posto? Il problema, eventualmente, sta nelle dimensioni piuttosto avare dei panini, quindi il rapporto quantità-qualità/prezzo va un po’ a remengo.
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
La foto del “bocadito” mi piace molto. Io ho sempre sognato, per esempio, che qualcuno pasticciasse l’insegna di Panino Giusto, trasformandola in Panino Ingiusto.
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La foto del “bocadito” mi piace molto. Io ho sempre sognato, per esempio, che qualcuno pasticciasse l’insegna di Panino Giusto, trasformandola in Panino Ingiusto.