Sessantuno: motivi di maturità

Wip3out e “Surrender” dei Chemical Brothers, il Neo Geo Pocket e “Californication”, che però non era mica “Blood Sugar Sex Magik”: archiviare con questa bella manciata di keyword l’estate del 1999 sarebbe carino, ma impreciso. L’estate del 1999 è quella della maturità e visto e considerato che oggi si aprono le danze per alcuni milioni di sfortunati, ci sta il momento Retrogaming col racconto imperlato di ricordi sbiaditi e amarezze diluite dalla gioia del “ma morite, è finita!”. Perché nell’archivio personale dei ricordi il secondo in cui mi hanno comunicato che non mi avrebbero segato occupa una posizione altissima, spalla a spalla con la cartolina di esonero dal servizio militare, con la nascita di NRU, con l’arrivo in Studio Vit, col primo concerto e via andando. Figatissima spaziante, insomma.

Meglio così, perché oltretutto l’esame partiva sotto i peggiori auspici: complice il non aver fatto nulla per gli ultimi due anni (se non il minimo sindacale per non essere costretto a subire una stagione extra di interrogazioni e compiti in classe), il collegio docenti ha deciso di regalarmi due scatoloni di brividi SuperPiù ammettendomi all’esame con il più basso credito dell’intera classe. Che sono anche fatti di cui andare fieri né, ma solo ora, a dramma schivato. Sì perché nel 1999 atterra malamente sul pianeta Istruzione la nuova maturità, quella della terza prova e dei crediti racimolati negli anni precedenti. Arrivando da alcuni settembri (?) ricchi di corsi di recupero e mandando in vacca anche le ultime interrogazioni di matematica e fisica (che quindi fissavano i voti nelle rispettive materia sul tre_e_mezzo, e si parla di liceo scientifico), be’… non riuscirono a mettermi in tasca più di sei punti. Che suppongo fossero il minimo sindacale, tipo che se ti ammettono vinci di base due buste di figurine dei Digimon e sei punti. A me, oltretutto, le figurine manco le avevano date.
Di buono c’è che in quell’ultimo mese ho scoperto, con una certa sorpresa e un qualche tasso di pentimento, che sapevo studiare anche per delle ore, addirittura per delle giornate intere. Quando hai da recuperare un anno e passa di programma di matematica, in effetti, può tornare utile. Ma no, comunque non è che ci sia riuscito, delle tre prove scritte quella coi numerini mi ha riservato le solite gioie. A dire il vero anche qualcuna in più… la regola voleva che per ogni prova scritta si potessero totalizzare un massimo di 15 punti e un minimo di 4. Parto con una confezione maxi di terrore e un panino fatto su nella stagnola che era ricolmo del peggio schifo, preparato con inusitata maestria un paio d’ore prima: la prova dura cinque ore se non ricordo male, non si può uscire prima della fine della terza. O qualcosa di simile. Va da sé che solo i più super bravissimi possono permettersi una sicumera tale da consegnare il compitone epico di matematica dopo solo tre ore.

Loro e anche chi non aveva la minima idea di cosa stesse scrivendo e soprattutto perché. Quindi all’incirca al fischio dei 90 minuti tiro fuori la creatura michettata (per i non milanesi: michetta = rosetta) e ci do giù di gusto. Devo aspettare altri 90 minuti prima di poter consegnare una sequela di minchiate di un certo livello, e non ho neanche il Neo Geo Pocket di cui sopra per leggere l’oroscopo o provare a capirci qualcosa di Baseball Stars Color. La professoressa mi guarda male, nutre dell’odio, non la biasimo. All’uscita dei tabelloni coi punteggi scoprirò non senza un barile di bestemmie che no, in effetti quattro punti non erano il minimo: quando ti ritrovi di fronte a un luminoso esempio di Grande Vuoto Matematico, allora anche i numeri perdono di senso e un 4 può diventare un 2. Così, su due piedi, con solo un balzello infilato tra un Padre Pio e i nomi di alcuni grandi animali degli Zoo e piccole bestie da fattoria.

Per motivi ignoti la terza prova, quella inter-disciplinare (si dice così quando ci sono dentro una valanga di materie?), va molto bene: 13 su 15. Archiviata con successo anche quella a base di parole e virgole e punti e via andando (sì, il tema), rimane solo da affrontare l’orale. La tesina interdisciplinare (si dice così quando ci sono dentro una valanga di materie?) fa compagnia, nel carro delle novità, alla terza prova e la mia è tutta basata su Pirandello e la crisi dell’io che si riflette nell’indefinibilità di Kirby. Insomma, solita sbobba. Talmente solita sbobba che la tizia d’italiano della commissione (esterna) decide con gusto di non chiedermela, passando direttamente a Montale. E lì sì che ho conosciuto il cavallo accartocciato e la foglia e i mazzi volanti e la voglia di infilare una Bic multicolore (si dice così quando ci sono dentro una valanga di colori?) nella trachea della stronza. Ma evito e dopo una mezz’ora buona che verrà descritta dai compagni più vicini come una lunga ostentazione di sguardi di odio e bava alla bocca da parte del sottoscritto (non me ne sono accorto), il fattaccio brutto della maturità è andato. Che sia andato per sempre me lo conferma il prof di arte, un ciulone di primissima qualità che, con fare a mezza strada tra il sommesso e il vigliacchino, mi si avvicina con un: “Ravanelli, purtroppo non possiamo darle più di 61″ (per passare servono sessanta punti, caso mai qualcuno vivesse su Zebes). Chemmatto lui, come se mi fosse importato del voto. Come se avessi in testa di andare a studiare altri cinque, sei, dieci anni in un’università decente, in una facoltà a numero chiuso, accerchiato dalle Frangette.
La sera stessa: casa di giopep.
Estate 1999: dai che ho da chiudere il secondo numero, Ualo come sei messo con Command & Conquer?
Un disco per l’estate
(Comunque preferiamo l’autunno)
- Orange Wedge (Chemical Brothers, Surrender – 1999)
- Right on Time (Red Hot Chili Peppers, Californication – 1999)
- Debaser (Pixies, Doolittle – 1989)
- Nicotine & Gravy (Beck, Midnite Vultures – 1999)
- Oh, George (Foo Fighters, 1995)
- We’ve got Everything (Modest Mouse, We Were Dead Before… – 2007)
- Hey Joni (Sonic Youth – Daydream Nation, 1988)
- Shine (Depeche Mode, Exciter – 2001)
- L’inutilità della puntualità (Afterhours, Non è per sempre – 1999)
- The Prime Time of Your Life (Daft Punk, Human After All – 2005)
- I Hope, I Think, I Know (Oasis, Be Here Now – 1997)
- Amy hit the Atmosphere (Counting Crows, This Desert Life – 1999)
- Rococo (Arcade Fire, The Suburbs – 2010)
- Martina (Baustelle, Sussidiario Illustrato… – 2000)
- Of the Girl (Pearl Jam, Binaural – 2000)
- Subterranean Homesick Alien (Radiohead, OK Computer – 1997)
- Tarantula (The Smashing Pumpkins, Zeitgeist – 2007)
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments
Per me gli esami di maturità restano la cosa più stressante mai fatta, nonostante ora abbia a che fare con gli esami universitari. Quasi tutti i miei amici non la pensano come me, dicendo che all’uni è molto, ma molto peggio. Credo che solo chi abbia veramente rischiato la bocciatura possa capire il sollievo di vedere 500 mila persone ancora sui banchi con prime/seconde/terze prove e sapere di non dover più vivere dei momenti così :-)
Assolutamente. Un momento di rara esaltazione.
Se nel passaggio sul professore d’arte si parla di Spiriti, direi che ho bene impresso in testa quel suo fare un po’… così (magari non c’entra una fava, ma quella descrizione mi ha fatto venire in mente lui). :) Comunque, gran bella lettura, come sempre daltronde.
Un bastardo italo-giapponese reduce dalla campagna salesiana.
Di sicuro non ti dirà niente, ma prendila come una breve presentazione, giusto per precisare che non si tratta di stalking. ;)
Non sarà stalking, ma è inquietante lo stesso (poi se vuoi ti spiego in privato perché). :D
Non mi riferivo a Spiriti, ma al corrispettivo dell’area scientifica. Però ora parliamo di Capcom, su!
La tua maturità somiglia in maniera paurosa alla mia. Solo che in seconda prova (matematica, ero pure io allo scientifico) riuscii a prendere 1 (uno). mi salvai grazie ad un gran tema ed una terza prova in stato di grazia. XD
Di recente non sono pochi gli episodi “inquietanti” che in un modo o nell’altro mi hanno visto coinvolto, quindi curioso di essere inquietato. :D
Per quanto riguarda Capcom, direi che rimaniamo nell’ambito dell’inquietante, ma idem con patate, se vuoi ti spiego in privato.