Your browser (Internet Explorer 7 or lower) is out of date. It has known security flaws and may not display all features of this and other websites. Learn how to update your browser.

X

Navigate / search

Arcadia: Bubble Bobble

Il bello coi quadratini: grazie amici di Togliatti!
Il bello coi quadratini: grazie amici di Togliatti!

Ci sono tanti modi per scoprire la politica e se anche vorrei poter dire che è stato un frontale con il pasticciaccio di Mani Pulite mentre leggevo di Desert Strike (il gioco) su un autobus in zona Stazione Centrale, la realtà racconta una storia differente. Nell’unico anno di frequentazione di Scuola Calcio Vimodronese, già celebrato in un apposito post, una domenica mattina invernale ricca di neve, fiato vaporoso e messa finita si è trasformata nell’occasione per visitare la sala giochi. Che non era una sala giochi, ma semplicemente il bar con il maggior numero di coin-op del paese. Dentro, già da qualche anno, venivano spese montagne di monete da 200 lire, tante da ripianare l’attuale debito di Parmalat o qualcosa che ci si avvicina particolarmente. Così come da qualche anno si davano il cambio cabinati più o meno celebri, più o meno conosciuti, a volte apprezzabili: Rastan Saga, Psychic 5, Spy Hunter, quel gioco lì del calcio di SNK pre-Neo Geo e visto dall’alto, poi ancora Robocop, Rodlande milleseicento altri.

Da anni al posto del circolo "dei compagni" c'è un tristo disco-bar-qualcosa...
Da anni al posto del circolo "dei compagni" c'è un tristo disco-bar-qualcosa...

Ma quella domenica mattina ho deciso di allargare la cerchia delle amicizie, quando ancora non si era decisi a tramutarsi in orsi socialmente inutili, quindi lancio l’invito alla sala giochi. “Ma quale sala giochi?” risponde l’altro, “quella giù alla fine del ponte”, incalzo io, “ah! I comunisti! Io dai comunisti non ci posso andare”, chiosa lui. Perché quella che per me era una sala giochi, per quell’altro era solo un circolo del partito comunista con tanto di riunioni e bocciofila sul retro. Quindi meglio non andarci che poi “mangeranno i bambini fatti col ragù” (cfr. Radio Deejay / I lanci di Troiani).

Questo non toglie che io, mio fratello e i soliti altri due si frequentasse con infinita goduria il bar grosso con tanti giochi. In particolare lo si è frequentato quando ha deciso di dare un tetto a una bella scheda jamma marchiata Taito: quella di Bubble Bobble. E ora… capisco che scrivere di Bubble Bobble su di un blog letto anche da Babich (che mi è luminare in tal senso) sia azzardato, però tutto sommato ‘sti cazzi, quindi Bubble Bobble. Che è nella top ten dei videogiochi più apprezzati di sempre dal sottoscritto, ma d’altronde compare probabilmente nella stessa top ten del 99% della gente videogiocante della mia stessa generazione. Quindi, vale poco.

Valeva e vale tantissimo, però, quel Bubble Bobble lì. Che non era il Super, ma quello standard. Che è stato quello che ha insegnato a me e a un po’ d’altra gente alcune questioni fondamentali riguardo i videogiochi: 1) che i trucchi in alcuni casi sono fichssimi, 2) che dietro i cassoni c’è un interruttore di solito raggiungibile, 3) che si può sfidare l’ordine costituito delle cose agendo su quell’interruttore, 4) che i soldi non sono mai abbastanza, 5) che di dannate pozioni ne vorresti sempre un paio in più, 6) che la morte arriva sempre e mica silenziosa, ma balenando.

Ho sperato per lungo tempo che Taito si decidesse a pubblicare la conversione per Master System di Bubble Bobble, ma solo dopo aver smesso di credere alla possibilità di una console firmata Taito. Poi ho fatto in tempo a farmi regalare un Megadrive pochi mesi prima che la conversione di cui sopra si palesasse. Un’altra delle tante lezioni impartite da quel manuale di vita che è Bubble Bobble. Anni più tardi emulatori e retro-collezioni non sono riuscite a riempire il vuoto lasciato dalla mancanza di un Bubble Bobble a domicilio e nemmeno possono valere le conversioni a mezz’asta scroccate a casa di amici (C64 e MSX principlamente). L’ingiustizia della vita e dei tempi, in 100 livelli a base di bolle, draghi e amori perduti. Un gioco di formazione.

Bolle incomprensibili

Come al solito la versione per console Sega di Bubble Bobble ha goduto del trattamento di favore riservato dalle traduzioni multi-lingua di un qualche disperato. Grazie ad alcuni dei disperati appena citati i più grandi nomi della storia dei videogiochi sono letteralmente passati sotto alle lame di un tritatutto e Bubble Bobble non è stato da meno. Ecco cosa recita il retro della confezione per Master System del gioco: “Benvenuti nel mondo di Bubble Bobble! Quelle divertenti creature, Bubblen e Bobblen stanno finalmente facendo la loro comparsa nel sistema Master Sega. Prova questo gioco e guarda le avventure sconsiderate di Bubblen o Bobblen.” Rabbrividiamo, senza sconsideratezza.

La scheda

Nome: Bubble Bobble
Etichetta: Taito
Anno: 1986
Sistema di controllo: Joystick + 2 pulsanti
Anche disponibile per: C64, ZX Sinclair, Amstrad CPC, Atari ST, NES, Game Boy (+ altre 32).

Tutte le puntate precedenti:

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

Andrea Babich
Reply

ahahah, balenando.
MSX2, comunque.
Quello che insegna Bubble Bobble, in realtà, è che sì, c’è un interruttore dietro il cassone. Ma dopo anni ti rendi conto che il gioco aveva dozzine di counter nascosti per cui i bonus più fighi apparivano solo lasciando il gioco acceso a lungo, partita dopo partita. Ora sai perché non hai mai fumato un sigaro dentro bubble bobble… http://tjasink.com/games/bb/items2.html
Mi pare incredibile ma sospetto che non ci abbiamo mai giocato insieme… giochiamolo. 25 anni di bolle.

zave
Reply

Sembra altamente improbabile anche a me. Se vuoi procurati il pack con Bubble Bobble + Rainbow Island per Saturn, ce l’ho qui montato (il Saturn) per motivi che ora non ricordo. Dopodiché sei ospitabile. No eh?

Magiustra
Reply

Ah, sì, uno dei miei dieci giochi preferiti di tutti i tempi. E quanti “doppi”, io e il Babich, da ragazzini! :D

R.

st'annosipuglia
Reply

Dai compagni c’era l’infamia (che ha condizionato il resto della mia vita) del P2 al contrario!! Sempre io e sempre con le mani incrociate!! E la gente adesso mi scherzano quando mi vede

zave
Reply

Ahahahaha, me l’ero dimenticato! Hai fatto molto bene a segnalarlo. Ricordo tutto, ora.

Baldus
Reply

Mio fratello era un campione, lo finiva con un credito e attorno a lui si formava la calca di regazzini :-)

Leave a comment

name

email (not published)

website