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I Foo Fighters non fanno male

Il tour estivo dei Foo Fighters sta sbomballando mezzo globo, ma il disco?
Il tour estivo dei Foo Fighters sta sbomballando mezzo globo, ma il disco?

All’inizio dell’avventura Foo Fighters si sarebbe potuto (e dovuto) scrivere che il talento di Dave Grohl era pari solo al suo carisma. L’ex ragazzino della Virginia approdato sul malandato carro armato Nirvana pronto a maciullare il mercato discografico era giustamente ben voluto e rispettato, quando nel 1995 riuscì nell’impresa di dare alle stampe un disco onesto ed efficace, tagliente e sornione il giusto.
Oggi è più facile ammettere che il carisma si sia dimostrato, all’esame del tempo che passa, più coriaceo del talento. “Wasting Light” è il settimo album in studio per i Foo Fighters, che da anni non dicono nulla di nuovo, se mai lo avevano effettivamente detto. Eppure trovare qualcuno che parli male della band di Grohl è impresa rarissima: troppo simpatico lui, troppo affabile, troppo arguto, troppo rock’n roll… e poi era quello dei Nirvana, dai, che gli vuoi dire?

LA PAGELLA

WASTING LIGHT
Di: Foo Fighters
Anno: 2011
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Voto: 6.5/10

Gli vuoi dire che si poteva fare a meno di “Wasting Light”, non perché sia un brutto disco, ma perché si rivela, come già i due precedenti, piuttosto inoffensivo. Gli vorresti anche dire che una cosa è proclamare a destra e a manca che “Wasting Light” è il grande ritorno del rock’n roll (come ha fatto Grohl nei mesi che hanno preceduto la pubblicazione), ma che ben altra realtà è rappresentata dagli undici pezzi che compongono l’album. A meno che con “grande rock’n roll” non si intenda l’idea un po’ stantia e radiofonica di un certo rock da stadio ricolmo di riff un po’ prevedibili, agganci da coro e tutto quanto possa rendere altamente prescindibile un disco dei, chessò, Kings of Lion. Solo che io, per fare un esempio, ai Foo Fighters voglio molto più bene che ai Kings of Lion e pretenderei anche qualcosa di più.

Si potrebbe giustamente anche avere di che ridire su altre uscite del sempre pacioso Dave, come quella litania del “non c’è nemmeno una chitarra acustica, è tutto puro hard rock”… che poi si scontra con un’inguaribile amore per la melodia, a tratti anche piuttosto stantia. Chi aveva creduto alla storia del “registriamo tutto in garage su nastro come una band dura e pura degli anni d’oro”, poi, faticherà a venire a patti col sound ultra levigato e perfettino imposto da Butch Vig, che di solito produce così e anche questa volta non ha fatto sconti. Il rude approccio di “White Limo” non dev’essere indicativo di un bel nulla, insomma.


Peccato, perché il ritorno in pianta stabile di Pat Smear avrebbe fatto sperare in un approccio chitarristico e rumoroso di ben altro impatto. Nonostante di pezzi buoni ce ne siano (come “Bridge Burning” o come “I Should Have Known” in cui Krist Novoselic ricorda a chi se lo fosse scordato che è un’ottima musicista, senza dimenticare l’ottimo singolo “Rope”), “Wasting Light” è ormai l’ultima prova, caso mai fosse servita, che i Foo Fighters sono una band divertente quanto innocua, tranquillamente adagiata sui binari che seguono senza grandi scossoni da “There is Nothing Left to Lose”, con giusto quell’impepatina garantita dagli episodi migliori di “One by One”.

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

Enrico Procopio
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L’ultimo dei Kings of Leon non è mica male, sai? Un bel dischetto, piacevole e capace di convincere in più punti: molto meglio di Wasting Light, che è noioso e piatto, e con poco mordente.

zave
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Se è il primo disco dei Kings of Leon che ascolti, allora ci sta. Aspetta il secondo e capirai. Se è già il secondo sei senza scusanti (e senza futuro).

Enrico Procopio

No, in effetti era il primo e in effetti, pur essendo piacevole, non m’ha invogliato a sentirne altri :D

giopep
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A me il penultimo (Only by the Night) dei Kings of Leon è il primo dei Kings of Leon che non fa addormentare dopo mezza canzone e alla fine piace abbastanza. Poi, per carità, è banale, popparolo, semplice semplice, però appunto è quello, sembra figlio di un “ok, dai, facciamo questa cosa e fine, che tanto non siamo capaci” e morta lì. Non ho però ascoltato l’ultimo, e in effetti non ne ho manco sentito troppo il bisogno. :D

Gianluca Belvisi
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Deh ma deh maremma tremota a me garba molto questo albume ti devo di’ la verita’. Pero’ gli e’ anco vero che le mie pretese dai Fuffaiters non inferiori alle tue. Insomma bisognaccontentassi e comunque deh One of these days mi commuove. Ecco.

TheMyx
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E subito dopo Fabri Fibra è corso a fare l’imitazione Spaghetti-nostrana.

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