I soliti idioti di Sallusti

Per motivi che ora non è il caso di approfondire, da qualche anno ho, per una settimana, la fortunata occasione per addentrarmi nel colorato e ipnotico mondo de Il Giornale. Un trionfo di “ma che”, una cascata di “ma cosa” e soprattutto un tifone di “macheccazzo?” organizzano festosi ritrovi a ogni sessione di lettura. Il quotidiano diretto da Sallusti, che peraltro ha sede a tipo venti metri dall’ufficio che mi ospita cinque giorni alla settimana e di cui ogni tanto visito le vetrine al pian terreno perché son sempre divertenti, ha di bello che non ha paura. Dimostra infatti il coraggio raro di chi non ha nulla da perdere, una sorta di stupida sfrontatezza e insopportabile arroganza, tipiche di quelli che non fanno mistero della propria missione e hanno ormai messo da parte ogni eventuale necessità di informare con equilibrio e senso civico.
Oggi mi sono limitato a una lettura parziale e disattenta, perché tutto emozionato dalla proposta del governo Berlusconi di infilare il Tfr direttamente in busta paga e dalla precedente lettura delle 60 pagine del Corriere della Sera. Eppure tre bei passaggi possono essere tranquillamente riproposti. Eccoli.
La consecutio di Sallusti
“Ogni centesimo in più da pagare è un odioso balzello che sarebbe stato meglio evitare se solo la situazione lo permettesse” (Editoriale, prima pagina, A. Sallusti)
Il vecchio e il mare
“L’hanno ‘oscurato’. Che nel linguaggio del web, in particolare su Facebook, significa che non ti puoi collegare, non lo puoi vedere, non ‘chatti’ e non comunichi. Non puoi essere ‘interattivo’, insomma. Alla faccia della proclamata e riconosciuta libertà di navigazione (in rete)! [...] In compenso, gli ‘Amici del Giornale’ sono saliti agli onori, nientepopodimenoche, dell’Accademia della Crusca, l’organo supremo di tute e difesa del patrimonio linguitica italico [...]. Ebbene, gli illustri studiosi della lingua madre, in uno dei più recenti e abituali riscontri alle domande del pubblico via internet, hanno preso a modello proprio gli ‘Amici del Giornale-Genova’ per disquisire intorno alla ‘testimonianza della varietà degli usi e valori del comunque testuale nell’italiano contemporaneo’.
Gli Accademici [...] si sono rifatti ad ‘alcuni esempi concreti, tratti da fonti diverse e riconducibili a diversi generi e tipi di testo’. Ed è qui che spunta il gruppo degli ‘Amici’ con la frase, tratta direttamente dal loro sito: ‘…è vero alcune persone non si conoscono ma comunque hanno degli interessi comuni che in qualche modo li legano’.
[...] L’importante, per noi, è registrare, con vivo compiacimento, che gli ‘Amici del Giornale’, al di là di ogni ‘oscuramento’ – o oscurantismo? – più o meno malizioso e, comunque, illiberale, sono ben vivi. Persino nelle menti degli studiosi del linguaggio [...].”
(Pagine locali ed. di Genova, pag. 3, Ferruccio Repetti)
La moda dell’elettricità
“Pare che gli strateghi della fiction, ormai a corto di fantasia, dopo aver fatto morire e resuscitare più volte vari personaggi, nonché averli fatti sposare a turno tra di loro tutti quanti, abbiamo convenuto che non si possa più continuare ad abusare della pazienza delle fan, e dunque abbiano cercato un rimedio per dare nuova linfa alla serie. Così, tanto per lasciarcela tra i piedi un altro ventennio. E cosa c’è di meglio che ricorrere al sistema di visione più trendy del momento?” (pag. 17, Laura Rio)
Riflessioni da mezza riga in ordine: 1) Sallusti che canna in maniera tanto dolorosa la consecutio temporum nell’editoriale di spalla in prima pagina dà subito tutta la misura del livello qualitativo medio del giornalista che lavora in redazione. Conoscendone di vista un paio posso confermare senza problemi che tendenzialmente se sei un povero cretino sei avvantaggiato; 2) è tutto talmente bellissimo che l’ho riportato quasi per intero: spiegare perché è tanto imbarazzante sarebbe un offesa per chi scrive e chi legge; 3) la tizia tratta il passaggio all’HD alla stessa stregua dell’utilizzo delle Buffalo da dieci cm di zeppa nella metà dei ’90, come se trent’anni fa si fosse bollato l’arrivo dei finestrini automatici quali figli di “una moda trendy” (e del diavolo).
Suppongo che questa gente venga pagata.
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments
Commentare Sallusti è come sparare alla Croce Rossa, solo un idiota lo poteva prendere come direttore di giornali
Va bè, Sallusti… Egli è solo uno dei pitbull di Berlusconi