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FIFA 12: potenza e controllo

Wilshere punta al sette, FIFA 12 punta al... 12?
Wilshere punta al sette, FIFA 12 punta al... 12?

La demo di FIFA 12 sta a quella di PES 2012 come il gol di Pato di ieri sera alla difesa blaugrana: classe e potenza. Mentre Mascherano e il team di Tokyo di Konami sono ancora lì che cercano di scaldarsi per bene, Alexandre Berlusconi e FIFA 12 sfrecciano crudeli a festeggiare verso i compagni, sono già in vantaggio. Potremo raccontarci la favoletta del “ma il demo di PES è una vecchia build” ancora per qualche giorno, quelli che ci separano dall’uscita della “vera” demo, poi, per l’ennesimo anno, tutti a casa.
Quel che più fa specie e più rinvigorisce la fiducia in Electronic Arts, è che FIFA 12 (da quanto visto finora) fa quello che per PES sarebbe obbligatorio, necessario e vitale: compiere significativi passi in avanti.
Rispetto al recente passato, FIFA 12 si dimostra già da questo primo assaggio come un’evoluzione significativa. Più di quanto non fosse successo nelle ultime due stagioni. Certo, nessuno scaricherà questa demo e crederà di trovarsi di fronte a un gioco del tutto nuovo, ma d’altronde sarebbe stato criminale aspettarselo, vista la qualità raggiunta dalla simulazione canadese, pure al netto di problemi e migliorie sperabili. Quel che c’è, però, è massiccio e incazzato, come un Barcellona che continua ad avere fame di grandi vittorie, mai pago. Non come quello immobile dei primi trenta secondi di ieri sera quindi, ma questo c’entra poco col calcio videogiocato.

FIFA 12
Uscita: 29 settembre 2011

La versione dimostrativa di FIFA 12 è disponibile da ieri nel Marketplace di Xbox Live, sul sito EA per l’edizione PC e da oggi sul PlayStation Network di PS3. Permette di giocare una partita di tre minuti per tempo nello stadio del Manchester City, utilizzando una delle seguenti squadre: Barcellona, Arsenal, Milan, Olympique Marsiglia, Borussia Dortmund, Manchester City. Non si possono modificare le tattiche e le rose non sono aggiornate agli ultimissimi movimenti (ergo: Fabregas e Nasri fanno ancora parte dei gunners).

Il primo jab portato da FIFA 12 allo stomaco di PES 2012 è rappresentato dalla sontuosa veste grafica. Se qualcosa si poteva e si doveva dire del calcio EA, è che la caratterizzazione visiva dei calciatori, in particolar modo nelle inquadrature ravvicinate, poteva aspirare a qualcosa di più. Konami, sotto questo profilo, manteneva un minimo di vantaggio. La demo di FIFA 12 mette bene in chiaro che difficilmente in Giappone potranno ancora fregiarsi di essere i migliori modellatori di calciatori poligonali: è sufficiente godersi qualche inquadratura di un Van Bommel, di un Ibrahimovic, di un Pato, per capire che il vento è cambiato.

L’impatto grafico, comunque, non è limitato agli zoom e alle scene d’intermezzo: anche durante la partita e utilizzando la classica inquadratura piuttosto distante dal nasino di Thiago Silva si possono apprezzare degli atleti più “grossi”, più piazzati, più presenti, credibili, riconoscibili, in un certo senso “pesanti”. Unendo al tutto il nuovo stile che grazia l’introduzione alle partite, si ottiene il migliore dei risultati possibili. Applausi da spellarsi le mani.

Anche il gioco “giocato” non fa sconti alla concorrenza. Il sistema di controllo, la dinamicità e l’amplissimo spettro di soluzioni applicabili paiono già ulteriormente migliorati rispetto all’anno scorso. Complice l’inedito motore dedicato alle collisioni tra i giocatori, il panorama presentata da FIFA 12 è ancora più roseo e promettente: ci si spinge e si lotta per il possesso meglio di prima e nel contempo si prendono di nuovo le misure con le potenze da imprimere per ottenere quel passaggio e quel filtrante.

La rinnovata fase difensiva abbisogna di tanta dedizione
La rinnovata fase difensiva abbisogna di tanta dedizione

Sarà l’acqua, sarà il caffé, sarà l’amore, ma anche il ritmo di gioco sembra aver subito una limatura, risultando esplosivo quando serve (mai troppo, in realtà, manca ancora un po’ di “scatto” durante i contropiedi per quanto concerne i miei gusti), spesso ragionato, sempre affascinante in quanto credibile.

Tutta da scoprire la fase difensiva, con interventi destinati a rubare la palla ora molto più rischiosi: sbagliare i tempi equivale sempre e comunque a perdere quelle frazioni di secondo che l’avversario sfrutta cinicamente per lasciarci sul posto a contar margherite. Tutto l’ambaradan appare per ora un po’ complesso e macchinoso, con due sistemi di pressing (tasto dorsale e “A”) e il raddoppio su di un altro dorsale che possono mettere in crisi e che di certo non aiutano chi credeva, senza alcune ragioni, che ci si stesse già da tempo e pericolosamente avvicinando a un Falcon 4.0, piuttosto che a un gioco di calcio. Basterà l’abitudine? E intendo l’abitudine sana, non quella di chi spende perennemente quattro ore al giorno col pad in mano di fronte a FIFA.

Il futuro risponderà, il presente ha già deciso di pulirsi i tacchetti sulla faccia di Konami, però.

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

zave
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Eccomunque pare sia appena uscito il “vero demo” di PES 2012, gogogo.

piergiorgio
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sono sincero, ho provato sia fifa 12 che pes 2012 secondo demo, e ho la sensazione che fifa sia meglio, sia meno noioso, più coinvolgente. Però non è una sentenza definitiva, ci devo giocare un po’ di più e imparare i tasti nuovi.l…

zave
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Vengo adesso da una partita alla demo di PES 2012. Con tutto che è probabilmente il miglior PES di questa eterna generazione… povero, non ce la fa proprio a stargli dietro. Questo (PES) doveva uscire due anni fa, allora qualcosa avrebbe voluto dire.

Snowball
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Manca la mia opinione, quella che conta. Chiaramente per entrabe le demo. Mi permetto di postare entrambe. Vorrò la tua.

Snowball
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FIFA 12
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Scaricata ieri dopo tanti qui dentro e provata, corposamente ma rigorosamente contro la sola CPU in due sessioni. Prima dell’impresa dei cugini e dopo.

Per l’analisi tecnica, dei tasti, dei moduli, vi rimando ai più sapienti commenti degli illustri Tama e Fifagì. I loro post, pur con quel tono di ipercriticismo che se li beccassi per strada li passerei sopra, attingono sicuramente ad un bagaglio storico e di esperienza tale per cui nel dubbio è giusto ascoltarli piuttosto che pensarli presuntuosi.

Quello che posso direi dopo un pugno di partite fatte è che all’amico Rutter (che per canadese che sia il suo team è inglese come deve essere la casa dello scettro del re di tutti i calci) è riuscita un’impresa che dopo quanto visto in Fifa 11 davvero ritenevo difficilmente ripetibile.

Fifa 12, almeno in questa demo che sicuro anticipa una versione che sugli scaffali sarà ancora migliore, è un Fifa 14 per la quantità e qualità delle implementazioni offerte a noi, glande pubblico. Non solo. E’ pregno di un’essenza che ai più sfugge e che è rara nel nostro tempo come una vergine a 30 anni. Questo titolo osa, riscive, reboota un sistema che, appreso e raffinato dalla lontana edizione 09 alla 11, ci appare oggi praticamente come un titolo nuovo, da reimparare da zero.

E’ ancora più calcio. Ancora più calcio al punto di, dopo qualche partita, lasciar credere a noi che ci siamo consumati le mani su quel pad (e non solo) che dovremo davvero impegnarci per farlo nostro staccandoci in modo significativo da quel know how che cmq ci ha portati ad essere giocatori skillati della serie.

La mia sorpresa arriva innanzitutto dalla cosmesi. A chi dice che graficamente non nota differenze mi viene da cagare in bocca, senza mezze misure. La pulizia di tutto quanto vedo a schermo, i colori meno saturi e più reali, il manto erboso reso in maniera eccezionale (pur avendone visto solo uno e di giorno), la fisicità dei corpi dei giocatori, la realizzazione dei loro volti. Tutti questi sono aspetti che solo una percezione estremamente superficiale (sottolineo) potrebbe accostare alla qualità già veduta in Fifa 11.

Il campo inoltre appare più grande. O meglio la scala uomo/campo è resa ancora meglio permettendo di avere meno traffico e più spazi, come avviene nella realtà di una partita televisiva.

Eggià. La partita televisiva. Ancorato come sono alla mia visuale Campo Largo (personalizzata, zoom out al massimo e telecamera spostata leggermente più in alto) immaginavo che sarei morto col medesimo punto di vista. Niente di più falso. L’introduzione della visuale Tribuna Stampa è l’ennesima perla incastonata in una collana di pietre preziose. Realistica e molto, molto televisiva, che però permette una costruzione di gioco ampia e mai confusa.

Passo all’altro elemento che mi ha colpito in modo profondo e per il quale vedo un gap enorme col predecessore. Il pallone. Sua maestà il pallone. Ricordate quando si diceva, giustamente, che PES aveva la palla più reale? Ebbene, sono già un paio di edizioni che sta frase va stretta prima ancora che per i meriti di Fifa, per i demeriti del calcio Konami.

La palla di questo Fifa 12 soprassa in ogni aspetto il comportamento della già entusiasmante sfera del suo stesso predecessore. E’ un corpo realmente indipendente, che si comporta come se non avesse alcun legame con il giocatore che se la porta per il campo. Le aperture, i lanci, i cross, i semplici passaggi a pochi metri, impressionano per il maggiore margine di imprevedibilità che questa restituisce al giocatore specie se colpita da un onesto operaio dai piedi nemmeno tanto buoni.

Questo aspetto chiaramente se ne porta appresso una dozzina. I tiri da fuori sono molto più belli, bassi, alti, alle stelle, in controbalzo… ma tutti con il comune ingrediente di apparire non scriptati, figli di una lotteria fisica che, dipendendo da millanta aspetti, vi premia e vi punisce a suo piacimento. Ho già visto cose che mi hanno fatto tremare la voce nel parlare con gli amici. E molte di queste derivano appunto dalla fisica.

Quella stessa fisica che, riscritta con il famoso nuovo engine, diventa un trionfo di collisioni realistiche e estremamente fisiche. Che il tutto poi sarà anche bello da giocare aspetto a dirlo, ma da vedere è uno spettacolo clamoroso.

Ho giocato tanto a NBA 2K10 in sto periodo e da molti il titolo in questione è visto come la simulazione per eccellenza. Considerando che dai video NBA 2K12 appare piuttosto simile al predecessore, non ci sono dubbi su quale sia la simulazione per eccellenza anche quest’anno.

Dovrei parlare del nuovo sistema difensivo, per il quale sto impazzendo. Impazzendo perchè complesso da capire e assimilare, impazzendo perchè amo le sfide e soprattutto amo le sfide che sono proposte per evolvere e non solo per stravolgere. Quando mi hanno portato il primo computer in ufficio e abbiamo pensionato le macchine da scrivere era evidente che imparare e assimilare sarebbe stato tutt’altro che semplice, ma tutti eravamo consci che quella fosse la direzione. Così qui.

Potrei in ultimo soffermarmi sulla velocità del titolo (che non mi è apparsa né più lenta né più veloce), ma basandomi su mille prove fatte da chi di dovere a porte chiuse, mi aspetto un titolo più ragionato e simluativo.

Andiamo incontro ad una stagione, un bimestre, di capolavori. Uno dietro l’altro. Non manca una concorrenza spietata ma, e lo dico con estrema consapevolezza, anche quest’anno saranno i miei 60 euro per Fifa i meglio spesi in assoluto.

Mi tolgo calzettoni, calzoncini e cappello.
Rutter, tu mio re.

Snowball
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PES 2012
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Ieri sera sto per andare a letto quando vedo la demo disponibile. Troppa la tentazione di provare, nonostante l’1.8 giga di scaricamento. Nel mentre mi informo. E’ la prima demo già uscita su PS3 oppure quella famosa versione due che ci raccontava Konami che sarebbe appunto uscita su X360. Neogaf non mi pare lasci dubbi. E’ la due.

Quattro le squadre da scegliere. C’è Inter, Tottenham, mi pare il Bayern e poi bo, non mi ricordo.

Lancio la demo. Bella intro, come sempre. Belli i menù con i giozatori che tirano in slowmo sullo sfondo, fa molta scena. Ma inoltriamoci nel gioco vero e proprio. La grafica del prepartita mi colpisce molto, enormemente meno dopo aver provato Fifa 12. E dire che era il cavallo di battaglia. I giocatori inteso come alteti sono realizzati bene, meno i visi più anonimi che in passato, meno identici alle controparti. Poco male non è da questi dettagli blabla…

Inizio. Solita inquadratura stronza del centrocampo. Si parte. Telecamera bassa, strana. Ma di default è questa. E’ come se avessero usato sin da subito la, mi pare si chiamasse, Grandangolo. Passiamo al giocato.

Ora, io sarò la più merda delle persone parziali qui dentro, sarò il Fede di Berlusconi, ma mi chiedo con che coraggio Konami abbia scelto di pubblicare questa demo il giorno del rilascio di quella di Fifa 12.

Sarebbe come se dopo che Tre si prende la gnocca rumena (Ghena non mi ricordo, ma è incredibile, best gnocca ever o quasi) alla Tim scegliessero di contrastare la scelta con Rosi Bindi. Follia pura. Pura.

I giocatori si muovono male, legatissimi nei cambi di direzione, con armonia zero o quasi. La corsa, pur migliore che in passato (fare peggio era impossibile) è irreale. Permangono i binari, questo è ovvio e ormai un marchio di fabbrica, ma soprattutto il senso del pallone legato con un elastico al piede del giocatore. Corri e lo calci in avanti e lui fa un metro veloce e poi impatta in quella pozzanghera invisibile che ne frena la corsa. Incredibile non notarlo. Anche ad essere figli di Seabass.

Le animazioni sono ridicole, ti capita di vedere il pallone ormai sul piede del giocatore perchè questo parta a calciarlo (in visibile ritardo) con un effetto di timing perfetto. Esempi a palate in una partita, una sola, fatta da me.

Mi viene da dire una cosa. In un mercato saturo di produzioni del passato riproposte in HD (Resident, Shadow of the Colossus, God of War,…) sembra quasi che quella davanti a me sia una versione in HD di un mediocre calcio della scorsa generazione, anzi mi sbilancio. Forse di quel re che fino a 3 anni fa era tale, su PS2, ma che oggi appare così anacronistico.

La nave affonda, cara Konami. E se per anni ti hanno rotto il cazzo che dovevi rebootare il tuo brand per dargli freschezza, adesso che l’hai fatto, con la scorsa versione, le scuse stanno a zero. Non è nemmeno più colpa tua che magari ti ci impegni pure a provare a fare un calcio dignitoso. E’ il gap che si è creato con il tuo concorrente a consumarti da dentro, senza lasciarti veramente una speranza che sia una.

Italia e Spagna sono gli unici due paesi in Europa in cui Pes vende meglio di Fifa. Se questa cosa dovesse ripetersi anche quest’anno, e davvero non voglio nemmeno pensarci visti i lavori sul campo, allora non avrò più pietà verso la mia gente che evidentemente prova piacere a farsi inculare da Konami.

Quest’anno Pes è un gioco mediocre, tanto che lo stesso Fifa 11 basterebbe a svilirlo. Ma è reso una merda (ma davvero una merda) da quello che appare essere Fifa 12.

Ormai la festa è finita ma per davvero.
La creatura è morta. Si muove solo perchè nessuno glilo ha ancora detto.

zave
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Ottimo Snowby, non ho ancora avuto cuore di scrivere qualcosa su PES 2012. Sarà meno violenta della tua, di opinione, ma la sostanza cambia di poco.

Tizio
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Non sono d’accordo. Su niente. Su niente di niente. Soprattutto su quello scritto nei commenti, con rispetto parlando. E dire che di pes, fifa, this is football, ronaldo minchiasoccer ne ho passati pure io, nel mio piccolo. E che secondo me Fifa 11 faceva il culo a quattro a Pes 2011. Ma dire che questo pes 2012 è brutto, semplicemente non lo capisco. Un po’ come definire una nuova sfida il nuovo sistema difensivo di Fifa che, per quanto si apprezzi la voglia di rivoluzionare, è scomodo, brutto e frustrante. Ma forse non ho capito niente io, chi lo sa…

Gabriel Pontello

La differenza nel giocare a FIFA e PES è forse davvero legata alla nazionalità del videogiocatore. Il titolo EA sa molto di calcio anglosassone o giù di lì, graficamente pulito, oggi probabilmente superiore quanto promiscuo nelle possibilità tecniche espresse. Quello Konami è più esotico e spartano, adatto a zone quali Spagna e Italia come la Grecia, se parliamo dell’Europa, altrimenti penso al sud-America. Un calcio che trovo più spumeggiante e divertente, meno calcolato e gestito più nel singolo che nel corale. Avrò le visioni, però prima bestemmiare a Seabass ed imparare a lodare i canadesi, dovrò necessariamente cambiare nazionalità.

Gabriel Pontello
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Se valuto le due demo ed il probabile valore finale di entrambi i titoli, ovviamente FIFA è qualche scarpone avanti. In tutto, dati tecnici oculari robocoppiani (!) alla mano. Però, c’è sempre un però… a me diverte più PES. Non mi frega della simulazione rimasta ai canoni PS2, del comparto tecnico che comunque sia abbellito mi ricorda sempre PS2 almeno nel design. Non voglio guardar nulla, non spendere alcuna frase per dimostrare come FIFA lo stronchi in pieno su tutta la linea e come le novità introdotte quest’anno da Konami siano stupide o ininfluenti. Mi basta che abbiano corretto quei maledetti difetti tipo l’arbitro e i falli ecc.. che asfissiavano l’edizione precedente. Cosa voglio dire? Già detto, PES è più divertente. Perché? Posso fare azioni in solitario e mi sento più libero nella costruzione del gioco, dove il tutto sembra meno corale rispetto a FIFA ed il singolo giocatore incide di più. In culo al realismo, ai soldoni di EA e l’intera critica mondiale. A me da piccolo piaceva Holly e Benji, non Palla al centro per Rudy.

Snowball
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Vabbè allora non rompiamo i cazzi se quello che vogliamo è un gioco arcade.

Winning Eleven, chiamiamolo con il suo vero nome, nasce come simulazione di calcio ed in un excursus raffinato e ambizioso diventa, capitolo dopo capitolo, più realistico, più simile alla controparte reale, insomma più calcio.
Questo chiaramente durante l’età dell’oro, quella a cavallo tra PSX e PS2.

Ricordate l’introduzione del passaggio tenuto premuto per raggiungere il secondo uomo? La fisica del pallone sempre più verosimile? I comportamenti della CPU? Potremmo andare avanti così. Seabass ambiva a questo, riprodurre quel calcio che tanto amava.

Adesso mi sa da di volpe e uva (di brutto) il discorso che “mi diverto di più con PES”. Ti diverti di più con PES perchè sei incapace di distaccarti dal tuo retaggio fatto di conoscenza e provare a confrontarti con un altro mondo, molto dissimile dal tuo, che una volta padroneggiato ti permetterebbe non solo di apprezzare il nuovo ma di dimenticarti del vecchio.

Ti arrendi all’idea, tutta italiana (e spagnola e greca per compiacere il sensato commento poco sopra) che sia meglio così. Dovrei dirti “contento tu…”. Invece ti dico “ero come te”. Io come te schifavo Fifa ed è stata DURISSIMA accettare che ci fosse un qualcosa che non rispondesse al nome di PES in grado di ownarlo.

Tra l’altro nel mio caso l’operazione è stata semplificata dal fatto che io come te riconosco l’egemonia di PES ma solo su PS2. Sulle console di nuova generazione NON ho visto un calcio Konami non bello ma decente.

Se anche oggi tu, che porti in palmo di mano un PES 2010/11 qualsiasi, provassi una versione PS2, saresti sorpreso da quanto ancora sia migliore della controparte moderna, grafica a parte.

Gabriel Pontello
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Se “arcade” oggi sa quasi di bestemmia anti-videogiocatore colmo di testosterone e di rabbia videoludica inespressa, per me non lo è affatto, anche se probabilmente nel caso di PES, bestemmia lo è per davvero. Dire che il gioco di KONAMI sia arcade significa non riconoscere altro che il proprio fottuto giochino nella stessa metodologia della quale mi si accusa: ovvero l’incapacità di staccarsi dal proprio retaggio senza realmente comprendere le due nature dietro a questi giochi. Sarebbe infatti più giusto dire invece che la mancata evoluzione di PES oggi l’ha reso più arcade di FIFA, o meglio che quest’ultimo come realismo e simulazione lo ha passato da qualche annetto, pur portandosi dietro sempre qualche “se” e qualche “ma”. Tale discorso peraltro lo avevo già ampiamente trattato qui sopra, ma gli elogi del tutto personali al PES devono aver turbato coloro che hanno un bel cannone laser puntato sul bastardo italiano (o spagnolo) pessaro che deve sempre farsi riconoscere nella sua vergognosa ignoranza. Comunque: PES nasce come simulazione, è vero, nella più egregia delle sue rappresentanze avute sulle precedenti piattaforme Sony. Oggi le evoluzioni sono finite e Seabass con la sua opera porge molto evidentemente il fianco al lavoro creato dai paperoni canadesi. La differenza fra i due titoli calcistici tuttavia è per quanto marcata ben poco determinante, al punto che se c’è qualcuno che ancora preferisce il vecchio brodino antidiluviano vuol dire che il prodotto non fa così schifo come lo si vuol dipingere, salvo ovviamente non tornare alla teoria dell’italiano di merda. E se in questo fottuto mondo fatto di geometrie sparate come cacche di gabbiano da semi-divinità supposte è permessa la difesa della propria preferenza e delle motivazioni che portano a tale scrutinio, non avrei oggi dovuto rispondere ancora con queste righe. Ma Palla di Neve, come nel romanzo di Orwell, voleva tenere tutto in pugno credendosi nel giusto..

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