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L’onesto Sonic Generations

Il gioco è pieno di scenette e dialoghi animati tra questi quattro. Fate voi
Il gioco è pieno di scenette e dialoghi animati tra questi quattro. Fate voi

In questo mondo di ladri, c’è ancora chi mette l’onestà di fronte a tutto, anche a costo di finire deriso e messo all’indice. Sega e Sonic si prendono una bella rivincita su tutto e tutti, finendo stranamente applauditi da qualcuno e giustamente derisi e messo al medio (mica all’indice) da qualcun’altro. Eppure in questa stagione non esiste gioco più retto e moralmente inattaccabile di Sonic Generations: prendete la confezione, giratela e scoprite quel che vi aspetta. Ovvero qualcosa di molto simile a “rivivi 20 anni di storia di Sonic”, cioé, dico io, più chiaro di così come dovevano presentarvela, quest’insalata di lattughino marcio, anelli ossidati e giusto qualche pallotto di polpa di granchio qua e là?

LA PAGELLA

SONIC GENERATIONS
Di: Sega
Anno: 2011
Formato: Xbox 360
Voto: 5/10

Sonic Generations è la vittoria del bene e un subdolo test per appassionati e meno appassionati del porcospino. Era stato chiaramente annunciato: una summa di questi primi 20 anni di Sonic. E 20 anni vuol dire che si va un po’ più in là di Sonic & Knuckles, più in là di circa 17 anni per l’esattezza. E 20 anni vuol dire che ti ritrovi in casa non solo i fasti della Green Hill Zone e i discreti momenti della Sky Sanctuary Zone, ma anche e soprattutto quel che è venuto dopo: la versione 3D di Sonic che funzionava con i primi due Adventure per Dreamcast (e funzionavano perché eravamo nel 1998 e anche allora un po’ di fianco lo mostravano), quella confusa di Sonic Heroes, quella ignobile di Shadow the Hedgehog e di Sonic the Hedgehog (2006). Tutto quanto, non si scappa.

Da vedere la Sky Sanctuary Zone è proprio bellina. E anche da giocare, dai
Da vedere la Sky Sanctuary Zone è proprio bellina. E anche da giocare, dai

L’idea alla base del pacchetto non ha aiutato in nessun senso: una decina di zone (nove in realtà, che povertà!) da affrontare in due atti, uno vissuto attraverso le pazze pazze scorribande con scrolling obbligato sulle due dimensioni e l’altro caratterizzato dal discutibilissimo sistema di gioco che ha contraddistinto Sonic Unleashed, parte di quel Sonic 2006 e parte di Sonic Colours. Se questa seconda opzione funziona con risultati alterni, che vanno dal discreto alla scomunica papale, la prima è ancora più desolante. Perché se riviversi in una sorta di remake grafico Green Hill Zone, Chemical Plant Zone e la Sky Sanctuary detta sopra, è assai meno sensato pupparsi altre sei “riduzioni” di livelli in origine pensati per l’esplorazione 3D. Lasciate perdere, poi, il fatto che già l’esplorazione originale non fosse granché…

Non basta concepire da zero il posizionamento di qualche piattaforma e via, per mettere in piedi un convincente teatrino 2D. Le terribili scelte artistiche (!) colpiscono e spesso fanno male: nemici giganteschi, elementi interattivi infilati a spintoni e una generale sensazione di trovarsi, in più casi, di fronte a delle piattaforme appiccicate di fronte a un fondale con tre puntine da disegno. Il senso organico dei livelli nati per il 2D non riesce a essere replicato, se non nel bel Wasp Planet ripreso da Colours.

Lo scontro tra Sonic e Shadow è di uno sconfortante che...
Lo scontro tra Sonic e Shadow è di uno sconfortante che...

In mezzo ci vanno messi degli scontri con i boss che sono pressoché sempre confusi e, molto sinceramente, fatti male. Fatti male nelle collisioni, nel modo di presentarsi, nei tempi dilatati e soporiferi… fatti male, punto. E chissenefrega se la colonna sonora delle prime zone è davvero ben fatta, se ci sono tante prove extra da affrontare al di là delle pochissime ore di gioco che servono per completare la questione principale, chissenefrega. Quando vi ritroverete a correre tra le macerie di Crisis City capirete che Sonic Generations è esattamente quanto si proponeva di fare Sega: rappresentare con puntualità i tanti punti bassi della carriera di Sonic e provare a tirare a lucido i pochi picchi. Avrebbe avuto, allora, più senso un secondo progetto tutto portatile, perché Sonic Advance prima e Sonic Rush, dopo, hanno offerto molta più gioia-porcospina di tanta roba passata sui televisori.

Quasi non bastasse, la presa pel culo finale, in cui Sonic “moderno” guarda il suo alter ego del passato correre verso il portale che lo trascinerà di nuovo alla sua era. Lo saluta così: “Ciao Sonic, ti divertirai nel futuro!”. Bastardo.

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments

rikkomba
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Vendete i vostri Dreamcast, e’ tutto finito (cit.)

zave
Reply

La frase originale è di un bello epocale, non ha ancora perso un millesimo della sua potenza.

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