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Cronache di Zelda #1: Tizio Nuvolare

Nell'azzurro dipinto di azzurro di un nuovo, significativo, gioco per Wii
Nell'azzurro dipinto di azzurro di un nuovo, significativo, gioco per Wii

Uno Zelda che si svegli con un risveglio non fa notizia: è semplicemente nell’ordine delle cose, come già un numero imprecisato di Link prima di questo, anche questo ha sonno da smaltire. Le prime due ore di fronte a Skyward Sword sono comunque volate e non è nemmeno un gioco di parole. Sarà che tutto sommato succede proprio poco, perché di introduzione alla vicenda trattasi, sarà che ancora c’è qualche personaggio che ha talmente buon cuore da ritagliarsi un po’ di tempo per spiegare le basi del salto e dell’arrampicata, sarà che anche chi aveva il telecomando Wii in mano era colto da botte di sonno tipiche del fine settimana lavorativo…

L’abbiocco sempre lì in attesa, però, non è riuscito ad annebbiare lo splendido lavoro che il team di sviluppo ha profuso per oltrepassare i limiti tecnici del Wii e rendere questi personaggi, questo Link e questa Zelda in particolar modo, di un bello e di un caratteristico che c’è di che leccarsi le dita quando hai finito. Ed è vero che dare un’occhiata notturna a Oltrenuvola significa farsi domande su quanto avrebbe rovinato le mascelle se in alta definizione, ma è altrettanto vero che rimane bella, morbida, avvolgente, affascinante.
Allora facciamo anche finta che questo sia l’ultimo saluto a un’epoca di bassa risoluzione, come un voler cocciutamente rimanere attaccati alla propria copertina “di Linus”, da parte di Nintendo.

Nelle prime due ore di Skyward Sword, però, c’è anche lo sfregio, l’insulto, la macchina rigata, la prima prova da spadaccino nella palestra degli spadaccini giusto dietro alla scuola d’armi, quella sorta di collegio che ospita questo Link. Allora torni a scoprire che Wii Motion Plus aveva un senso, che funzionava, che i colpi in diagonale venivano proprio rilevati per benino, così come quelli in verticale e orizzontale. Un po’ fa bene al cuore, un po’ fa male altrove. Nessuna lamentela, piuttosto, per le scelte di dialogo multiple, che fin da subito iniziano a lasciar indizi: potrebbe esserci un po’ di roba per davvero diversa in questo Zelda. Che non sono per forza queste linee di dialogo extra eh.

E ora, però, si ritorna di fronte al gioco, che c’è da scendere per la prima volta sulla Terra. Una sorta di inviato dai cieli, fate i vostri calcoli con il Santo Natale e quei fatti lì.

zave

Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

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