Un caffé italo-americano

Se fossi donna, avrei dei forti momenti Guia Soncini e Fifth Avenue e tutte quelle porcate cretine tipiche di chi ha creduto che Sex and the City non fosse un cartone animato a tema lenzuola e stupide ex-giovani, ma una raccolta di verità da applicare alla vita reale. Tutto questo per dire che ogni tanto mi va anche di passare al bancone per ordinare un caffé americano. Quando, però, non ho voglia e tempo di arrivare fino al bancone di Arnold’s Coffee (il migliore tra i pochi emuli di Starbucks qui in zona meneghina), devo accontentarmi del bancone dell’Autogrill. E quindi di Puro Gusto, che è la sezione “caffé e pappatoria” dei punti Autogrill, almeno qui in città.
Il problema unico, vero e neanche da poco, di Puro Gusto è che a seconda di chi ti serve il caffé americano, quello che ti ritrovi tra le mani varia in maniera considerevole. Ogni tanto si concretizza in un bicchiere di carta di dimensioni regolari (per quel che riguarda lo standard internazionale del caffé americano, da misurarsi in “tazze da investigatore della sezione omicidi di New York”), con la bevanda versata direttamente dal classico broccone in vetro tenuto costantemente sull’orlo del bollore (si può dire?)… ma altre volte puoi anche finire con una dose più ristretta, con un espresso allungato un po’ a caso, con un doppio espresso corrotto da della San Pellegrino e via di questo passo. Sperare in un coperchio adatto all’abbisogna, comunque, è sempre e comunque impossibile. Quando per sbaglio ti va di lusso, puoi goderti un coperchietto stile bibita, cioé col taglio per infilare la cannuccia. Che non è quanto di più indicato ci sia per spupazzarsi il caffé in giro, anche se va benone a chiunque sia interessato a un soffocamento spettacolare.
Però la cosa è quantomeno ambigua: sono loro, come molti altri, ad avere infilato la voce “caffé americano” nel listino delle offerte, non io che vado lì e faccio richieste assurde sperando di incontrare il vero amore mentre batto sull’iBook una colonna d’opinione da sfortunata lamentosa. Quindi per quale diavolo di motivo non hanno il bicchiere giusto? Perché non hanno il coperchio adatto? Come mai ogni tanto caraffa calda sì con caffé da superfiltrone e ogni tanto espresso ucciso male? Non siamo nemanco dalle parti della super provincia, ma nel centro della Milano cosmopolìta. O almeno così pare.
Niente, caffé americano molto padano, un po’ Totò e zero secchiello di stelle.
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.

Comments
Parole sante, parole sante. Ho una strana sensazione di deja-vu, ma mi piace molto questo post.
Ed è gratis.
Ma ‘sto Puro Gusto sarebbe lo spin-off dello Spizzico in Via Dante? No perché mi ci sono fermato giusto il 31 dicembre e, ambiente trash a parte, la roba non sembrava male. Io ho preso quella specie di frappè.
No, è esattamente quello. Spizzico per la pizza e le insalate di gomma, Puro Gusto per caffetteria e panini, nello stesso locale.
Sì sì, quello intendevo. Boh, tazze del genere non ne ho mai viste, neanche dentro agli autogrill veri.
Ma tanto le “tazze” usate variano a seconda dell’umidità, è quello il punto del discorso (del post).
non sapevo che all’autogrill facessero il caffé americano.
Spizzico andrebbe chiuso, puro gusto non l’ho mai provato, però mi piacerebbe provarlo giusto per fare una comparazione con upper crust o delice de france & co.