Un’iniezione di fiducia con Pullblox

Mi metto raramente di fronte ai puzzle game, perché mi piace vincere facile, proprio come nelle relative pubblicità. Quelle cose da coniglio, semplici semplici, che poi puoi anche aggiornare l’elenco dei giochi completati, spammare un po’ in giro e sentirti un ganzo di terzo livello. In questo l’industria videogiocosa mi è venuta incontro, negli anni. I puzzle game, invece, solitamente sono impegnativi, se non addirittura (in qualche pessimo caso) complessi. Quindi non ci gioco coi puzzle game, che poi mi sento un cretino e allora, insomma, non è che si stia meglio a sentirsi ancora più cretini del solito. Quindi dico no ai puzzle game, anche se got milk.
Pullblox (3DS, eShop) è differente però, meglio di una banca oltretutto. Anche se pure lui si prende i soldi, è vero, ma almeno qui parliamo di 6 Euro e poi, insomma, diciamola tutta: si è passati dai 29 Euro (o 39?) di Steel Diver, ai 6 di Pullblox. Qualcosa inizia a girare anche nelle teste dei tizi di Nintendo, magari per i prossimi cinque giorni crederanno anche di aver capito che questa roba dei giochi solo da scaricare può funzionare davvero. Corroborato anche dalle opinioni del Magiustra, prima, e di IGN (9.5/10), poi, ho quindi proceduto all’acquisto e al download. Una settimana fa.
Ora, a sette giorni e oltre cento schemi completati di distanza, posso tranquillamente lanciarmi in lodi non proprio sperticate, ma perlomeno convinte, di fronte a quello che è un bel puzzle game. Bello da vedere, molto bello da sentire, intelligente e pacato quanto/quando serve. In realtà, però, questo post serve solo per esaltare una delle tante idee di Pullblox, che si trova in basso a sinistra durante ogni livello: la scritta “Pausa”.
dietro quella scrittina tutta cliccabile, si cela una delle tante piccole, deliziose, ingegnose ed esperte trovate che caratterizzano gli esperimenti più (ma anche meno) riusciti di Nintendo. Tolte le campagne marketing e via andando, è anche e soprattutto questa la tanto noiosa “Nintendo difference”. Perché dietro alla voce “Pausa” si nasconde un menu che permette di passare al livello successivo.

Tutto bene no, dicevamo inizialmente che da queste parti piacciono i giochi facili, vero? Non proprio, perché Pullblox non permette di scegliere sempre e comunque di abbandonare il livello per passare a quello successivo: prima occorre passarci sopra un po’ di minuti, che siano cinque o dieci non saprei dire con certezza. Ma la teoria è questa: “io, che sono il Signor Nintendo, ti faccio anche la grazia di concederti un altro livello se questo proprio non lo capisci, però te non mi ti ammolli così, come un panettone a marzo… prima di sventolare fiero bandiera bianca, ci provi per davvero, vedrai che magari ci riesci”. Nel mio caso ha già funzionato in almeno una decina di occasioni, quindi grande vittoria: per loro e in particolar modo per me, che in veste di acquirente sono più divertito e pure più contento, perché gioco, mi faccio esplodere delle endorfine (?) extra quando “vinco” e non penso di aver sbattuto via i soldi.
Piccolezze che rendono più facile affrontare l’esistenza. Ancor di più un’esistenza in metropolitana, anche se poi, per finire quel numero 100, ti ritrovi a Vimodrone invece che a Cologno Centro.
zave
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.
