Un’incontro frugale, nel semifreddo di una serata ghiacciata: non può essere questo il primo approccio con una nuova console, non s’è mai visto, non si fa. Dove sono finiti i tempi dell’acquisto d’importazione al giorno uno? Dove il dilapidare insano e inconcludente? Dove i reportage a uso e consumo di amici, conoscenti, sconoscenti e simpatizzanti? E invece così è, ma bisogna fare di necessità virtù, abbracciare i tempi che corrono e attendere una fase due anche per quanto riguarda l’unboxing vero e proprio di PlayStation Vita che, giusto per mettere delle informazioni banali, inizierà a riempire gli scaffali nostrani tra poco più di un mese: 22 febbraio 2012. Rimane da vedere e capire se, poi, quegli scaffali li lascerà anche. A voler dar retta al Giappone, e ormai vien sempre più difficile farlo, no: Sony, che in patria è sempre stata profeta, sta prendendo serie di triglie importantissime non solo dalla diretta concorrenza, ma puranco dai famigliari più stretti, segnatamente PSP. Quella vecchia.
Questo non toglie che ieri sera il buon vecchio Frarru, uno che continua imperterrito a credere (lui sì) in un mondo fatto di import anni ’90, abbia dato al titolare di questo blog la possibilità di gingillarsi per un’ora circa con la sua nuova e fiammante e leggera PS Vita.
Secondo Garzanti, gingillarsi corrisponde a questa roba:
1 giocherellare, divertirsi con un gingillo
2 (estens.) perdere il tempo in inezie; trastullarsi
…e quindi è indubbio che di gingillo si sia trattato. Un tour delle risorse e delle caratteristiche tipiche della nuova console portatile Sony, condotto in mezzo a molte chiacchiere, aggiornamenti della libreria musicale di iTunes e quant’altro. Con veloci e poco significativi ingressi in mondi di gioco sotto forma di demo (tanti) e gioco completo (uno, Marvel Vs. Capcom 3). Per arrivare alla conclusioni assai poco concludenti, sarà meglio partire dall’inizio, cioé da quel “leggera” messo poco più in alto.
Perché PlayStation Vita è nettamente più leggera della sua ormai anziana parente: soppesati uno per mano, i due modelli base (quindi PSP formato buegrasso 2004 e PSVita… be’, l’unica che ci sia oggi come oggi) stanno quasi l’uno alla metà dell’altro. Non proprio eh, facciamo due terzi a stare larghi. E certo che l’antica PSP era davvero pesante, ma nondimeno rimane sorprendente e confortante il peso quasi-piuma di PS Vita. Anche tenuto conto delle dimensioni, con quello schermo lì, i due stick analogici e tutto quanto. Mi azzarderei a dire che pesa meno del 3DS, ma non ho in effetti avuto l’accortezza di prodigarmi in un secondo, accurato, test spannometrico a base di palmo sudaticcio. Avrà indubbiamente aiutato la scomparsa degli UMD e del relativo meccanismo di alloggio degli stessi, quel che conta è che sorreggere PS Vita con una sola mano, comportamento che si prevede frequente visto la presenza di ben due superfici sensibili al palpeggio, è assolutamente fattibile.
La leggerezza non ha portato con sé, fortunatamente, la sensazione di plastichetta e rifiniture “cheap”: sia la croce digitale che i pulsanti paiono di buona fattura. Finalmente la prima, la croce, ha uno sbalzo (o come diavolo si definisce la profondità, lo spessore, sarcacchio) degno di una croce direzionale, a differenza dell’ignobile bassorilievo di PSP. I pulsanti dorsali sono belli morbidi, quelli frontali hanno una corsa anche più generosa rispetto a un classico controller Sony e per quanto siano decisamente più minuti, non sembra possano dare fastidio. Meno eccitanti i due stick analogici, che invece sono caratterizzati da un’estensione del movimento circolatorio (mi ammazzo, lo so) ridottissimo. Insomma: come se ci si trovasse a dover gentilmente far rotolare un uovo con degli anfibi di quelli vecchissimo stile con punta in ferro battuto. Da Bastilani, ovvio.
Alla prova del gioco, il Marvel Vs. Capcom 3 di cui sopra, né la posizione della croce digitale, né la corsa dello stick analogico di sinistra mi hanno però convinto a sufficienza. La prima è posta un po’ in alto rispetto alla posizione della mano, il secondo è abbastanza una vergogna quando si parla di picchiaduro 2D (mica per colpa sua, ovvio). Detto questo, e quindi dimenticandosi per un attimo del caso Marvel Vs. Capcom 3… in generale mi pare più azzeccata l’idea che ha caratterizzato prima il controller del GameCube, poi quello di Xbox, poi il 3DS e mezzo mondo: stick analogico di sinistra in alto e croce direzionale in basso, o almeno più in basso.
La nuova interfaccia utente, che arriva a sostituire la Cross Media Bar, è all’incirca brutta e fastidiosa quanto sembra dalle immagini. Brutta proprio, con quell’effetto bolla + rilievo + ombra da programma di grafica di vent’anni fa, con il posizionamento delle icone tutt’altro che elegante… insomma, un guazzabuglio che ti fa passare pure la vergogna di usare il termine “guazzabuglio”. Di buono ha, perlomeno, che della Cross Media Bar riprende il concetto di verticale ed orizzontale, con le applicazioni aperte che vanno a mettersi una in coda all’altra in senso orizzontale e le varie pagine “di sommario” sfogliabili in verticale. Divertente, veloce e immediato, invece, il concetto che sta alla base del multitasking su PS Vita: ovunque ci si trovi è sufficiente premere il pulsante PlayStation per tornare al menu e, con un movimento dall’alto verso il basso, chiudere l’applicazione. Oppure lasciarla lì congelata, certo.
Senza una connessione Wi-Fi disponibile, per motivi intricati e atrocemente noiosi da illustrare e con un po’ di scritte giapponesi qua e là, mettere, seppur frettolosamente, sotto esame il browser, PlayStation Store o il “negozio dei video” è stato ovviamente impossibile. Il player musicale, invece, è abbastanza banalotto, con zero visualizzatori e opzioni ridotte all’osso. Ovviamente di scendere a compromessi con Near non se ne è parlato nemmeno.
I demo (Virtua Tennis 4, Uncharted: Golden Abyss, Gravity Daze e Little Deviants, per tacer del solito Dynasty Warriors) non hanno fatto altro che confermare quanto di buono si potesse pensare dello schermo. Il “problema”, che è messo tra virgolette, è che l’effetto di questo schermo non è valso, per il sottoscritto, nemmeno una frazione di quanto invece sia valso quello di PSP sette anni fa. I tempi sono cambiati: allora di Retina Display, di smartphone superpiù e di tablet non si parlava o, comunque, nessuno offriva la qualità media cui ormai sono abituato. Quindi, quando PlayStation Vita si accende e inizia il turbinio di colori e lo sguardo sexy della risoluzione, non è che proprio proprio gridi al miracolo. Il che non toglie che è sufficientemente figo, anche se i colori mi sono sembrati un po’ sparati (e non dico bruciati che poi finisce male, sennò).
Di nuovo sui giochi, che poi sono la faccenda principale: dopo le prove, veloci e distratte come detto, mi è rimasto addosso quel retrogusto di PSP che proprio non è quanto di più auspicabile mi potessi aspettare. L’idea che sia roba che gioco, meglio e più comodamente, altrove ogni giorno, rimane. Altre e future uscite magari, allontaneranno qualche dubbio. A tal riguardo il buon vecchio Frarru ha promesso una seconda incursione in occasione dell’arrivo di WipEout 2048 nei prossimi giorni.
Per chiudere una nota di colore tenera, dolce, piccola, morbida: Sony, con quel fare naif che ogni tanto ancora tira fuori, deve aver chiesto con forza agli sviluppatori di andarci giù pesante con l’inclusione di elementi touch. Nel senso di: “mettete roba per cui occorra toccare lo schermo”, un po’ come succedeva nei primi mesi di vita del DS. Così ci sono menu (Uncharted) che possono essere navigati solo toccando lo schermo, anche se è assolutamente meno comodo rispetto all’utilizzo (negato) di croce/stick analogico… e ci sono giochi (Virtua Tennis 4) che provano disperatamente a inventarsi un sistema di controllo a base di polpastrello strofinato. Passerà anche a loro. Il 2005, d’altronde, è lontano anni luce.
(Nota bene: il video di YouTube è stato scelto per evidente cialtroneria)
Chi ha scritto questo post?
Zave, già vincitore del Superenalotto da 110 milioni del 2010 e finalista nella seconda edizione di X-Factor, è il padrone di questo blog e autore del 99,9% di tutti i post. Che non è certo una bella notizia. Un passato nel mondo dell'editoria di settore, settore videoludico, Zave parla in terza persona di sé solo quando aggiorna il suo profilo.






10 commenti
lol says:
Jan 5, 2012
lolol che massacrata!!
zave says:
Jan 5, 2012
Ma no dai, non lo è o perlomeno non voleva esserlo, giurin giuretta.
TroyVanLeeuwen says:
Jan 5, 2012
Il serio problema di Sony è che continua a sfornare controller per le minute mani dei Jappi, quei due analogici messi li così sembrano la cosa più scomoda del mondo.
zave says:
Jan 5, 2012
Per me il problema principale di Sony è che continua a farsi da sé i sistemi operativi e ‘ste robe qui.
Frarru says:
Jan 5, 2012
Se vi è una sola “caratteristica umana” che ti ho sempre invidiato, quella è di certo la voglia di vivere unita a quella di scrivere cose e raccontare fatti.
Salutami il gatto va’. Lui si che “cenesapeva”.
Storm Prelude says:
Jan 5, 2012
Quindi la semibocciamo questa PSVita?
zave says:
Jan 5, 2012
Ma no, solo che la prima sessione non mi ha eccitato fino a implodere, tutto qui.
TheMyx says:
Jan 5, 2012
Che botta di Vita.
*risate pre-registrate*
Sì, comunque il problema pare, come con PSP, il fatto che vogliano costringermi a giocare roba da salotto su portatile, e che vogliano costringermi a farlo con il touch anche quando ci sarebbero dei tasti fisici, comodissimi. Per non parlare del sistema operativo, che credo di non esagerare definendolo anche solo anacronistico (no serio eh, ditemelo se esagero).
Aggiungiamoci il fatto che nel giro di un anno avrà già perso qualche funzionalità software e sarà uscita una versione castrata a livello hardware, e per me, almeno per i prossimi due o tre anni, è un no-go.
TheMyx says:
Jan 5, 2012
Oh, dimenticavo: per il resto la roba portatile Sony mi ha sempre fatto una gran bella impressione al tatto (materiali+costruzione+design), e questa PSVita che ti svita non sembra fare eccezione.
zave says:
Jan 9, 2012
Un commento di prova.