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In 1/2h: Blades of Time

Tutta la bellezza di Blades of Time in uno scatto
Tutta la bellezza di Blades of Time in uno scatto

Per un motivo o per l’altro succede ancora di avere tra le mani qualche gioco di cui proprio non mi potrebbe fregare di meno. Invece che abbandonarli al loro triste destino fatto di cellophane mai dilaniato e polvere accumulata negli anni, ho deciso di regalare ai suddetti una mezz’ora di celebrità. Mezz’ora di gioco che renderebbe Warhol orgogliosissimo, da interrompersi senza “se” e senza “ma” allo scoccare del trentesimo minuto primo. Ecco il resoconto del primo esperimento.

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You need friends. It’s just the way life works…

…it turned out we were able to convince retailers and publishers like Activision, Electronic Arts and others, that it was a good thing for Microsoft to be successful, because if we were not successful, the only game in town was Sony. Being dependent on somebody else was bad for them, and so they supported us disproportionately to what they should have, mathematically.”

Robbie Bach, ex presidente di Microsoft Entertainment & Devices Division

Alessandro Del Piero, io c’ero

A qualcuno non serve la Papamobile
A qualcuno non serve la Papamobile

Mi ero portato in vacanza il Megadrive, e non c’è nessuna spiegazione da dare in merito. Nel salottino di un appartamento preso in affitto durante l’agosto del 1993 ad Alba Adriatica (TE), sto ultimando una serie di partite a Sensible Soccer, molto prima che chicchessia possa avere di che ridire sull’utilizzo di un joypad per affrontare il calcio digitale di quella tanica di birra di Jon Hare. Spengo solo per assistere a qualche spezzone di una partita meno interattiva, ma dalla grafica assai più interessante: la Juventus gioca un’amichevole contro qualcuno, entra in campo la giovane promessa, Alessandro Del Piero.

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L’Eden all’inferno

Test Drive Unlimited 2, 2011, ultimo gioco Eden Games
Test Drive Unlimited 2, 2011, ultimo gioco Eden Games

Un trasloco veloce quanto inutile: dopo il colpo di machete del 2011, in Eden Games erano rimasti meno di trenta dipendenti. Colpo di macete in ragione del quale organizzare lo spostamento nei nuovi uffici di Course Albert Thomas, effettivo dall’inizio di aprile, dev’essersi rivelato assai meno faticoso e complesso, dato che fino al giugno del 2011 erano ben ottanta i lavoratori sul libro paga di Atari, proprietaria dell’ormai fu studio Eden Games. L’etichetta, che naturalmente da decadi non ha più nulla a che spartire con quella che illuminò di bitmap lisergico la fine degli anni 70, ha lasciato a un gelido PDF il compito di segnalare l’avvenuta e irrimediabile dipartita del team francese responsabile, recentemente, di Test Drive Unlimited 2.

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La felpa del giovane Mark

Lui è il capo, minchiette
Lui è il capo, minchiette

A chi si fa domande sulla felpa di Mark Zuckerberg bisognerebbe ricordare una semplice immagine. A chi si fa domande sull’abbigliamento del signorotto che ha vinto l’internet (e quindi il mondo) andrebbe chiesto perché non si soffermi maggiormente sulla faccia da triglia dello stesso. A chi si fa domande si potrebbe anche chiedere di rimando se non ci ha niente di meglio da fare. Perché io qualche biglietto da visita carino e divertente l’ho anche trovato, raccolto, collezionato nel porta-biglietti-da-visita e poi perso in blocco coi suoi amici al trentesimo trasloco. Ma come questo qua di Mark, che è idolo incontrastato dell’universo conosciuto (ricordiamolo), no. Mai.

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