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FIFA 12: ricomincia la carriera

Pensa te se Hummels dev'essere un ganassa e Krasic no, ma oh!
Pensa te se Hummels dev'essere un ganassa e Krasic no, ma oh!

Allora, per De Ceglie mi hanno offerto, a un certo punto, tipo 11 milioni di Euro. Che è una roba impossibile da rifiutare, molto più irrifiutabile delle bambinate corleonesi. Però no, De Ceglie resta, perché se tifi alla Juventus e hai visto per sbaglio il video di Marchisio e dell’altro di cui sopra, che a circa 7/8 anni fanno un’azione da sturbo assieme, con gol finale del futuro capitano bianconero (Claudio, ovviamente), allora sai che De Ceglie non si vende. Bonucci, invece, sì. Poi se n’è andato un altro che ora non ricordo, ma solo perché è arrivata gente di primo piano: Marcelo passa dal Real Madrid al club di corso Galileo Ferrarsi, andando a togliere la maglia di titolare al De Ceglie di cui sopra, che comunque non si è ancora lamentato della cosa. Poi c’è Vermaelen in centro alla difesa assieme a Chiellini, che tutto sommato io farei giocare Barzagli, ma le statistiche del toscano sono ancora al di sopra di quelle dell’ex tedesco. Per concludere il calciomercato di FIFA 12: Kleber in attacco, a far compagnia ai vari Vucinic, Quagliarella, Del Piero e Matri. Insomma, una bella squadra dai.

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FIFA 12: potenza e controllo

Wilshere punta al sette, FIFA 12 punta al... 12?
Wilshere punta al sette, FIFA 12 punta al... 12?

La demo di FIFA 12 sta a quella di PES 2012 come il gol di Pato di ieri sera alla difesa blaugrana: classe e potenza. Mentre Mascherano e il team di Tokyo di Konami sono ancora lì che cercano di scaldarsi per bene, Alexandre Berlusconi e FIFA 12 sfrecciano crudeli a festeggiare verso i compagni, sono già in vantaggio. Potremo raccontarci la favoletta del “ma il demo di PES è una vecchia build” ancora per qualche giorno, quelli che ci separano dall’uscita della “vera” demo, poi, per l’ennesimo anno, tutti a casa.
Quel che più fa specie e più rinvigorisce la fiducia in Electronic Arts, è che FIFA 12 (da quanto visto finora) fa quello che per PES sarebbe obbligatorio, necessario e vitale: compiere significativi passi in avanti.
Rispetto al recente passato, FIFA 12 si dimostra già da questo primo assaggio come un’evoluzione significativa. Più di quanto non fosse successo nelle ultime due stagioni. Certo, nessuno scaricherà questa demo e crederà di trovarsi di fronte a un gioco del tutto nuovo, ma d’altronde sarebbe stato criminale aspettarselo, vista la qualità raggiunta dalla simulazione canadese, pure al netto di problemi e migliorie sperabili. Quel che c’è, però, è massiccio e incazzato, come un Barcellona che continua ad avere fame di grandi vittorie, mai pago. Non come quello immobile dei primi trenta secondi di ieri sera quindi, ma questo c’entra poco col calcio videogiocato.

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La domenica allo stadio

Cinque aprile 2006: dopo uno scialbo pareggio a reti inviolate, la Juventus di Capello esce a testa bassa dai quarti di Champions League, sconfitta dall’Arsenal in virtù dei due gol segnati dai gunners all’andata. E il sottoscritto esce altrettanto mestamente dal Delle Alpi per l’ultima volta. Seguirà una stagione di giudici e retrocessioni per i bianconeri, di acquisizioni scellerate per chi mi garantiva (ogni tanto) gli splendidi biglietti per le partite europee e quindi tanti saluti a tutti.
Cinque anni e mezzo più tardi il Delle Alpi è solo un ricordo, così come la Champions League in effetti, ma si torna allo stadio, per la prima volta a vedere la Juventus in campionato in casa sua, per la prima volta nel suo Juventus Stadium e, ringraziando le oscure divinità del calcio, finisce in allegrezza e gioia: 4-1 e la vita ti sorride, anche se ha provato lungamente ad ammazzarti considerati i 30 e rotti gradi e il tasso di umidità che mi permettono finalmente d’intuire come si deve stare a Bogotà.

All’inferno e ritorno

Sono una persona alla buona, dall’animo gentile e il cervello fino come i contadini. Credevo che il massimo del fastidio in argomento “acquisto biglietti per eventi” fosse stato raggiunto coi server bucherellati di Ticketone. Quanto mi sbagliavo. La vita mi ha ribadito oggi come si vada progressivamente peggiorando: se quindici anni fa compravo i biglietti per ogni concerto senza colpo ferire semplicemente visitando il rivenditore adatto (Mariposa, piuttosto che Virgin, piuttosto che Messaggerie Musicali), con l’arrivo della bella Ticketone tutto si è fatto più drammatico. Nulla se confrontato all’avventurosa coda in un tabacchino infilato nel nulla della Milano est per poter andare a vedere (perché mai, poi) Juventus – Parma di domenica prossima ventura. Credevo fosse tutto semplice, ma già il sito scelto dalla società torinese per l’acquisto online (l’ignobile Listicket.it) mi aveva fatto subodorare qualcosa. Io ci ho aggiunto il resto presentandomi senza le fotocopie dei documenti d’identità delle altre persone per cui dovevo acquistare l’amabile tagliandino. Perché credevo che il calcio fosse una festa per le famiglie (citazione da una trasmissione a caso della domenica sera), quindi… quindi due ore e mezza (giuro) di fila per un biglietto sfigato in curva, col sistema che si bloccava ogni due per tre. Il peggio? Fare la fila e sentirsi come al ritrovo del forum di Tuttosport. L’inferno, madre!

Povera Serie A

Ah, il grande calcio, quello vero. Quello che un tempo avevamo anche noi, bel popolo del Bel Paese. Quello che, tra scandali, pressione fiscali e vivai morenti, ha abdicato e lasciato ad altri il trono di “campionato più bello del mondo”. Dannazione, quanti rimorsi, quanta malinconia nel vedere gli altri giocare e noi fermi. Ma soprattutto quale sensazione di fallimento nello scoprire un campionato di basso livello, rispetto a quello inglese, soprattutto a quello spagnolo. Vero no? Lo dicono tutti, lo scrivono tutti: ma quant’è bella la Premier League, ma che spettacolo la Liga. Ultima giornata inglese, prima spagnola, risultati: il Manchester United ne fa otto (8) all’Arsenal, il City ne piazza 5, il Real ne deposita 6 alle spalle dell’estremo difensore avversario, il Barcellona a metà partita è già a quattro e la voglia di cambiare canale, a quel punto, è diventata irresistibile.
Bei campionati, splendidi, spettacolari, frenetici, emozionanti… quando a incontrarsi sono Real e Barça da una parte, i Manchester e il Chelsea (forse un po’ di Liverpool) dall’altra. Non sono bei campionati, sono squadroni in mezzo a un deserto dei Tartari. Titoloni sui giornali: come non eccitarsi per risultati così eclatanti? Presto detto: ricordandosi che un campionato non è una Coppa a eliminazione diretta, per esempio. E tra un clasico e l’altro, ci sono 35 partite di grande nulla. Ah, ma come giocano questi…

Communication Breakdown: imperdibile

Allora, sta succedendo questa cosa: Leonardo, forse ex allenatore dell’Internazionale calcio, ha indetto una conferenza stampa a Milano per spiegare come mai forse è l’ex allenatore dell’Inter. Tuttomercatoweb sta seguendo in diretta la faccenda con un live blogging che non esito a definire epocale, colossale, maestoso. Visto che non sanno cosa sia un live blogging, però, non sanno nemmeno come si pubblica: voi fate che vi fidate di chi vi sta scrivendo e andate a leggervi tutto, partendo (attenzione!) dal fondo. Esatto: il primo paragrafo è l’ultimo in fondo, poi si va salendo. Perché sono dei cretini, già. Comunque godetevi tutto quanto, le conferenze dell’E3, al confronto, sono un Power Point di 40.000 caratteri.

Il grande spettacolo della Coppa America

Agli Europei manca ancora un anno intero e comunque non ho capito come gioca la nuova Italia di Prandelli (colpa mia che non l’ho mai guardata, certo); i mondiali del Sud Africa in realtà non sono mai esistiti; la Juventus è quel che è… e quindi, uno più uno più uno più uno uguale questa sera mi faccio andare bene la Coppa America. Visto che Sky non vuole/riesce a fare suoi i diritti per la coppa continentale per squadre nazionali, accontentiamoci di quella altrui.
Questa notte, ore 02.45 su Sky Sport 1, prende il via la manifestazione argentina, c’è qualcuno che si segue il match d’apertura tra i padroni di casa e i fortissimi boliviani? Perché se c’è magari è più facile rimanere svegli commentando, altrimenti mi addormento alla prima rimessa laterale.