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Stanotte in quel di Los Angeles si è tenuta l’annuale cerimonia di consegna dei Golden Globe Awards; c’era tutta la solita, scintillante Hollywood da tappeto rosso e Brad Pitt era talmente contento di uscire dall’orfanotrofio che per l’occasione ha persino rispolverato la parrucca di Vento di passioni.
Al terzo giro di Michael Fassbender nudo attorno alla colonna del salotto di casa sua, che avviene all’incirca nei primi sei minuti di film, al qui presente Procopio è esploso il rilevatore di pretenziosità in mano: davvero devo beccarmi Fassbender che fa la pipì, davvero?, mi dicevo.
Alle superiori la femmina più popolare raramente è quella più genuinamente figa, più facile che sia, invece, quella che tutti riconoscono come porca. Usando un termine assai signorile, oltretutto. Assieme all’idea di una rivisitazione più che libera de “La lettera scarlatta” di Hawtorne
C’è sicuramente qualcuno di molto bravo e dotato di un gran bel gusto che, da qualche parte, ha scritto pagine intere sul perché Wes Anderson sia un regista utile e interessante. Non dico “fichissimo”, perché poi magari arriva qualcun’altro, di quelli che ne sanno di cinema e registi, e inizia a dire che Anderson è un cane, incapace di posizionare le macchine
Qui volevo metterci un gioco di parole tra Peter Pan e Pan Am
Se il cantore Salvemini ha una parte intollerante, io ho una parte femminile, che va ben al di là della coinquilina. Fox Life era già di casa ben prima del trasloco e della convivenza, anche e soprattutto perché la filosofia che porta la gente di Fox Italia a distribuire gli show tra Fox e Fox Life è spesso assai discutibile. Con Pan Am, invece, di dubbi non ce ne sono: volendola risolvere in mezza riga, la nuova serie televisiva (ogni lunedì alle 21.50, almeno per nove settimane di fila), trasmessa negli USA dalla ABC, è la risposta tutta fard e tacchi alti a Mad Men. O meglio: così si potrebbe chiudere la faccenda se non solo ci si volesse mettere poco, ma pure andar giù di pressapochismo.
"Pssst, se scrivo 'un'idiota' ci vuole l'apostrofo vero?"
Assistere attoniti alla messa in onda di Immaturi di Paolo Genovese: quale occasione migliore per salutare la dipartita di Sky Cinema Christmas e dei miei vent’anni? Oltretutto un bel ripassone del primo capitolo è in tema visto che da qualche giorno, nelle sale, la Befana ha portato il secondo. ‘Ripasso’, per giunta, è un po’ la parola chiave di tutta la faccenda: una manciata di compagni di scuola si ritrova, a vent’anni di distanza, a dover ripetere l’esame di maturità per via di un disguido burocratico; l’allegra combriccola è di nuovo in balia di manuali e vocabolari, costretta a ripassare i paradigmi greci e l’educazione sentimentale degli anni del liceo. Nulla di soprendente insomma, ma mica ci si aspettava gran che: si sa che le commedie targate Medusa sono fatte un po’ tutte con lo stampino.
Da Parigi con amore. Parigi, la città con le fogne per strada.
C’era una volta John Travolta anzi no, c’era una volta Luc Besson, uno che un giorno ha pescato nel mucchio una regazzina che poi, da grande, l’han vista tutti trasformarsi in cigno. Besson Luc, con quella “u” tanto in voga in certi pomeriggi di Italia 1, uno che negli anni Novanta ha girato un paio di film che c’hai creduto pure tu ma poi, vallo a capire, si è messo a girare spot pubblicitari per kit da depilazione e a produrre porcate tipo From Paris With Love, adrenalinica pellicola d’oltralpe gentilmente concessa al nostro abbiocco postprandiale da Sky Cinema C’ho I Peli Sul Petto.
Lo strano ibrido umano-spugna per i fiori che conosciamo come Nancy Brilly
Era tutto cominciato come uno scherzo, ma è prerogativa dell’età adulta riconoscere i propri errori, farsi carico delle responsabilità, dire: “scusate, ci siamo sbagliati, dobbiamo smetterla ora, prima che sia troppo tardi”. Il problema è che ora è troppo tardi e per smetterla, s’aveva da smetterla almeno due ore e mezza fa. Perché “Femmine contro Maschi” dura quel che deve durare una commedia italiana (ovvero troppo, certo, ma comunque i suoi canonici 92 minuti primi), ma poi è servita altra mezz’ora almeno per farci su una battuta. Trenta minuti di respirazione guidata, diaframma che lavora comandato a bacchetta e primi, vaghi, tentativi di viaggio astrale. Almeno mezz’ora, poi due bestemmie gentili (quindi approvate pure da Pontifex, tranquilli) a Solfrizzi, così, giusto per, segnalano che tutti e tre gli astanti sono, nuovamente, sopravvissuti.